“Io sono nato per questo”. Jorge Martìn, nella sala stampa del circuito di Sepang, l’ha detto prima in Spagnolo, poi anche in Inglese, mentre in sottofondo si sentiva il suono delle nuove MotoGP in pista. Lui anche in questo primo test invernale di Sepang ha dovuto accontentarsi di una maglietta con la scritta Aprilia. Cotone, niente pelle. Perché si porta dietro i postumi di un intervento chirurgico di cui s’è parlato tanto (forse troppo poco solo con chi avrebbe dovuto sapere bene tutto, ndr) e, quindi, dovrà aspettare ancora nonostante, come ha ripetuto in continuazione, è “nato per questo”. “Questo”, ovviamente, si traduce con correre. Stare in mezzo alla pista, sopra una delle moto più veloci del mondo. L’obiettivo, adesso, è farlo a Buriram.
“Mi sento molto meglio di come mi sentivo a Valencia, per esempio, quindi questo è un buon segnale – racconta con l’aria di chi è ben consapevole che presto le domande saranno altre e riguarderanno tutto il gran parlare che s’è fatto sul suo possibile trasferimento in Yamaha dal 2027 - Fondamentalmente, dopo la gara di Valencia mi sentivo più o meno bene, ma poi, pochi giorni dopo, ho iniziato ad avere un gran dolore alla mano e alla clavicola. Così ho capito che dovevo fare ulteriori passaggi medici e avevo ragione: ho dovuto subire un’altra operazione. Alcune delle ossa non erano ben guarite. Non è stato facile, ma ho fatto tutto più in fretta possibile. Dopo tutto quello che avevo passato, affrontare un altro intervento chirurgico non era il massimo, ma ho deciso che fosse la cosa migliore per il mio futuro e per tornare finalmente al cento per cento, visto che nel 2025 non lo sono mai stato. Quindi sì, è un peccato non esserci. Ma finalmente ho chiuso quel capitolo. L’obiettivo? Essere al test di Buriram. Eravamo un po’ in dubbio se provare a essere qui, ma alla fine il medico ha detto che sarebbe stato meglio aspettare. Farò un altro controllo lunedì e, se andrà tutto bene, inizierò a guidare la moto in Spagna prima di andare al test in Thailandia”.
Insomma, non manca molto per cominciare a fare sul serio. E per mettere le mani su una RS-GP che vuole sentire finalmente sua. “Il test in Thailandia è l’obiettivo per avere qualche feedback con il nuovo pacchetto Aprilia, perché altrimenti rischieremmo di ripetere un po’ la stagione dell’anno scorso – spiega – Ho comunque deciso di essere qui, invece, perché penso sia davvero molto importante cominciare a lavorare con la squadra per quello che si può. E poi c’è la presentazione del team, le riprese, il servizio fotografico, quindi è importante. Ma penso che sia davvero necessario anche per me: entrare nell’atmosfera delle corse, essere qui con la mia squadra, capire cosa stanno provando, cosa funziona meglio e cosa peggio. Così, quando andrò al test in Thailandia, non partirò proprio da zero. Per quanto riguarda me, forse il polso è quello che sta recuperando un po’ più lentamente. Ho fatto l’operazione due settimane prima rispetto a quella alla clavicola. Ma la clavicola è fantastica: la forza sta tornando, mi sento bene. La mano ora è consolidata al cento per cento. Il problema è che devo ancora recuperare un po’ di forza e mobilità”.
Inevitabilmente, come prevedibile, Jorge Martìn s’è trovato anche a rispondere a qualche domanda sul mercato e alle voci secondo cui avrebbe già firmato con Yamaha. Ma ha provato a tagliare corto. “È davvero divertente. È sempre la silly season e da appassionato è davvero bello godersi questi momenti – ha detto col sorriso di chi si apprestava a sfoggiare il classico discorso in pilotese - Come vi ho detto, se sono qui è perché voglio concentrarmi sul 2026 e su Aprilia. E penso che non sia il momento per parlare del mio futuro, ma c’è chi sta lavorando per me e è a loro che dovreste rivolgervi. Forse vi diranno qualcosa in più”. Una risposta sul mercato, però, Jorge Martìn l’ha data lo stesso, parlando del suo compagno di squadra, Marco Bezzecchi, freco di rinnovo con Aprilia. “Fantastico – dice - Penso che Marco Bezzecchi abbia fatto una stagione straordinaria e meriti di essere il primo pilota a rinnovare il contratto. Sono felice per lui e per Aprilia: è una storia davvero bella che continuerà per molti anni”.
Un rapporto con Aprilia che per lui, invece, deve avere il tempo per decollare davvero. Ammesso che di tempo ce ne sia, ormai. Con Martìn che, comunque, minimizza anche sulla presunta comunicazione tardiva circa il suo intervento chirurgico. “Non volevamo troppo rumore sull’infortunio – spiega - Abbiamo aspettato fino all’ultimo momento per decidere se sarei venuto a correre o no. Alla fine non l’ho fatto e è per questo che abbiamo comunicato la notizia solo la settimana scorsa. Ora i medici hanno preso un altro osso da un’altra parte del corpo per favorire la guarigione, la placca è molto più grande, ho più viti, quindi non c’è modo che si muova. Quindi sono sicuro che ora sono guarito. Per me non c’è mai stata altra opzione che continuare a lottare e continuare a fare tutto quello che posso per tornare a vincere. Guarirò completamente. La scorsa stagione correvo forse all’ottanta per cento, con dolore e senza sentirmi a mio agio con il mio corpo. Ora so che tra due, tre o cinque settimane sarò al top. Sono convinto e ho fiducia in me stesso: se sarò pronto fisicamente, sarò competitivo. Come ho visto la moto qui? Penso che stiamo riprendendo da dove avevamo lasciato e questo è un buon segnale. Non voglio essere troppo ottimista, ma sento che la moto sta funzionando davvero bene. Per me è più una questione di riabituarmi rispetto alla scorsa stagione, ma ora penso che il pacchetto sia un po’ migliore, un po’ più facile da guidare rispetto a quello che ho provato a Valencia. Sono contento di questo, ma sì, la Thailandia sarà il primo vero momento per provare e capire lo sviluppo”.