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Ma il Ranch dimostra
che Vale è ancora competitivo

  • di Alberto Capra Alberto Capra

3 maggio 2021

Ma il Ranch dimostra che Vale è ancora competitivo
Razali sostiene che Valentino sia veloce ma che i giovani lo siano più di lui. Eppure lui i giovani ce li ha in casa, li studia tutti i giorni, li sfida e spesso li batte. Di certo può considerarsi al loro livello. E quindi dove sta la verità? Di sicuro nel fatto che, quanto a velocità, il lupo ha perso il pelo ma non ancora il vizio

di Alberto Capra Alberto Capra

Alt! Fermi tutti! Io lo so a cosa state pensando. Le parole di Razali, vi hanno dato l’ultima certezza, quella definitiva: Valentino è bollito, i giovani vanno di più.

È uno scenario possibile e verosimile, tutti noi abbiamo esperienza di quanto l’età abbia - volente o nolente - un effetto sulla prestanza di qualsiasi individuo, anche su quella di uno sportivo, anche su quella di una persona super allenata come Rossi. C’è un fattore, però, che tutti sembrano aver dimenticato nel vivisezionare le sue prestazioni, il suo week-end di gara. Si tratta dello stesso fattore che è stato in grado di mantenerlo giovane, veloce di testa e di spirito, nell’ultima decina di anni. Valentino, con quei ragazzi lì, non si scontra soltanto in pista, la domenica. Lui li studia, li osserva, ce li ha contro ogni giorno, a casa sua, nel suo Ranch. Possibile non si sia accorto di essere ormai un bollito?

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Probabilmente, non se n’è accorto perché più lento di loro, in realtà, non lo è affatto. Rossi dimostra agli altri e a sé stesso che al pari di Bagnaia, di Morbidelli, di Luca Marini e di tutte le più promettenti leve della sua Academy, c’è anche lui. E lo fa quotidianamente, ad ogni allenamento, ad ogni uscita insieme. Certo, qualcuno potrà dire: un conto è mettere di traverso un 450 da 60 CV, un conto è limare il millesimo in MotoGP. Vero, ma questo non fa che dare ragione a chi - lui in primis - imputa le difficoltà di questi mesi a una difficoltà di adattamento al mezzo. La velocità c’è, è sempre quella, è sempre la solita, ma con questo pacchetto c’è qualcosa che non funziona, più degli altri anni. Che fare, dunque? Di certo non dargliela su. Perché la storia lo dimostra e lo ha dimostrato in più occasioni: Valentino ha saputo adattarsi ad ogni tipo di moto, vincere con qualsiasi cosa gli fosse messo in mano. La consapevolezza di essere al pari degli altri è e deve essere un punto fermo nel processo di ricostruzione tecnica a cui Valentino dovrà necessariamente andare in contro nelle prossime settimane. Tornare veloci, anche in gara, è possibile. Perché in mezzo agli altri, ogni giorno, c’è anche lui.

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