image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

Valentino Rossi sì,
senza ricatti però

  • di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

3 maggio 2021

Valentino Rossi sì, senza ricatti però
Valentino Rossi corre la sua stagione più difficile. E c’è chi si precipita a dirgli di smettere perché è un brutto spettacolo, precisando di essere un tifoso. O chi continua a far finta che le cose non vadano così male come se Valentino andasse protetto dalla realtà. Chi vuole però, può ancora amarlo per quello che fa, per l’uomo che è. Senza ricatti, ma per la passione che più di chiunque altro ha saputo trasmettere

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

C’è chi dice che è sempre stato un suo tifoso ma che adesso basta. Che è brutto vederlo così. C’è chi scrive che non sarà lui a decidere di smettere, ma Petronas a metterlo alla porta. Si parla tanto attorno a Valentino Rossi in quella che, dal 1996, è la stagione più nera di sempre. Per lo spettro del ritiro, delle cose che invecchiano fino a farsi brutte.

Per qualcuno è come vedere un genitore che di colpo è più fragile del figlio, in un processo che niente può fermare. C’è chi dice che non dovrebbe essere sereno dopo essere arrivato sul podio degli ultimi. Terzultimo, penultimo, quartultimo. C’è chi chiede di non vedere più questo spettacolo perché ormai si è fatto doloroso. E c’è anche chi protegge Valentino Rossi come fosse un principe dell’antica Roma che gioca coi figli degli schiavi, mettendolo in una teca di vetro alla stregua di un bimbo che si ammala facilmente.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Valentino Rossi (@valeyellow46)

Chi vuole può regalargli un po’ d’affetto, però. Perché la grandezza di Valentino Rossi è la stessa di babbo natale: stupire oltre ogni previsione, emozionare, scrivere un pezzettino di storia di proprio pugno. “Aspettate ragazzi, la scriverei così. La farei un po’ diversa. Ecco, così va meglio”. Dalla prima uscita in moto, quando cadde dopo due curve e al muretto dei box si chiesero se non fosse stata un’idea malsana quella di prendere il figlio di Graziano.

Poi le gare vinte in rimonta, quando si diceva di Valentino che è un animale da gara. Che trova ‘qualcosina’ nel warm-up, che fa un passo in avanti quando gli altri ne fanno tre indietro. Che vince anche quando è dato perdente e perduto. Valentino sta ancora stupendo, anche se non ce lo ricordiamo più. Perché sul podio di Jerez c’erano due dei suoi piloti, quelli a cui secondo qualcuno sta togliendo il posto. E mentre gli altri sono costretti a lasciare, la VR46 lancia una squadra vera in MotoGP, di quelle costruite per fare bene.

Anche parlare così però suona come un epitaffio, quindi malissimo.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Valentino Rossi (@valeyellow46)

Vogliamoli bene a Valentino Rossi, ma senza ricatti. Senza pensare che l’affetto gli sia dovuto per quello che ha dato al motociclismo e all’Italia. Senza sbattere sul tavolo i suoi numeri mostruosi, le invenzioni, l’estro. Vogliamoli bene perché è bello vederlo lì, per il 46 giallo, per i rituali prima della gara e per quello che dice. Perché Valentino Rossi è un pilota di cuore, ed anche se adesso ha perso il passo gara gli è rimasta la leggerezza dei vent’anni. La leggerezza di uno che in fin dei conti è lì per sé stesso e che crede che la vita sia qualcosa di bello. Di divertente, anche. Magari se ne inventerà un’altra per andare più forte, magari no.

Quello che è certo è Valentino ha stupito sempre e riuscirà a farlo ancora. E sarebbe un peccato se assumesse soltanto la sfumatura della smentita e non dell’impresa.

More

L'intervista a Carl Fogarty: in questa MotoGP in cui il polso non conta più, Valentino non deve dimostrare nulla

di Maria Guidotti Maria Guidotti

MotoGP

L'intervista a Carl Fogarty: in questa MotoGP in cui il polso non conta più, Valentino non deve dimostrare nulla

Valentino Rossi e quell'ostinata fedeltà a Yamaha (che rischia di costargli cara)

di Emanuele Pieroni Emanuele Pieroni

Be Folk

Valentino Rossi e quell'ostinata fedeltà a Yamaha (che rischia di costargli cara)

Tag

  • MotoGP
  • Valentino Rossi
  • Petronas Sepang Racing Team
  • Yamaha

Top Stories

  • “Marquez ha scelto la GP25 per penalizzare Bagnaia”: Chris Vermeulen potrebbe averci appena spiegato l’enorme differenza tra Marc e Pecco

    di Cosimo Curatola

    “Marquez ha scelto la GP25 per penalizzare Bagnaia”: Chris Vermeulen potrebbe averci appena spiegato l’enorme differenza tra Marc e Pecco
  • Jannik Sinner perde le partite di tennis di proposito in Australia? Sì, ma niente di serio: ecco cos’è il One Point Slam e perché ha fatto bene


    di Francesca Zamparini

    Jannik Sinner perde le partite di tennis di proposito in Australia? Sì, ma niente di serio: ecco cos’è il One Point Slam e perché ha fatto bene

  • Perché “Pacio” Pacini è stato daspato per cinque anni? E come mai ora è indagato nel processo Doppia Curva? L’ultimo guaio per gli ultras della Sud

    di Domenico Agrizzi

    Perché “Pacio” Pacini è stato daspato per cinque anni? E come mai ora è indagato nel processo Doppia Curva? L’ultimo guaio per gli ultras della Sud
  • Eccola là: Alvaro Bautista sbugiarda Honda su Jorge Martìn e su come è andata veramente

    di Emanuele Pieroni

    Eccola là: Alvaro Bautista sbugiarda Honda su Jorge Martìn e su come è andata veramente
  • Il caso dei tedofori di Milano Cortina, parla il campione olimpico Piero Gros: “Avevo proposto di portare la fiaccola insieme agli altri medagliati, ma non mi hanno mai risposto”

    di Michele Larosa

    Il caso dei tedofori di Milano Cortina, parla il campione olimpico Piero Gros: “Avevo proposto di portare la fiaccola insieme agli altri medagliati, ma non mi hanno mai risposto”
  • “A Leclerc abbiamo dato il telecomando del box, Hamilton deve scendere e citofonare”: signori, Marco Della Noce è tornato (a fuoco) a Zelig. E ha pure già battezzato la SF-26

    di Luca Vaccaro

    “A Leclerc abbiamo dato il telecomando del box, Hamilton deve scendere e citofonare”: signori, Marco Della Noce è tornato (a fuoco) a Zelig. E ha pure già battezzato la SF-26

di Cosimo Curatola Cosimo Curatola

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Il dito medio di Franco Morbidelli (ma non per quello che pensate)

Il dito medio di Franco Morbidelli (ma non per quello che pensate)
Next Next

Il dito medio di Franco Morbidelli (ma non per quello che pensate)

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy