Kimi Antonelli a Interlagos ha ripreso esattamente dove aveva lasciato. Anzi, ha fatto addirittura meglio considerato che il venerdì l’ha chiuso in prima posizione, nonostante un Lando Norris e una McLaren più in forma sul passo gara. Nessuna sbavatura, martellando fin dal primo giro in pista. Ha mantenuto la promessa fatta dopo essersi preso il Mondiale in Messico, quando aveva detto “Questo è solo un punto di ripartenza”.
Ha gli occhi puntati su un altro titolo, adesso, quello costruttori da regalare alla sua Mercedes: bastano pochi punti, tre per la precisone, aggiungendo un altro tassello a una stagione formidabile, sotto tutti i punti di vista.
Gliel’hanno riconosciuto tutti, ancor prima dell’impresa e dei festeggiamenti a Città del Messico. Un livello così alto da mettere tutti d’accordo, tra addetti ai lavori e, soprattutto, piloti. Non succede spesso, ma quest’anno nessuno oserebbe dire il contrario. E, dall’altra parte del mondo, a unirsi a tutti quelli che hanno voluto mandare un messaggio all’italiano è stato anche Marc Marquez.
Poche parole quelle dello spagnolo, ma estremamente potenti: “Mi sono già congratulato con lui su Instagram e, sì, è incredibile!”, afferma da Losail come riportato dal AS. “Ha solo 20 anni, persino meno di quanti ne avevo io quando ho vinto il mio titolo in MotoGP. Il modo in cui ha guidato quest’anno è stato incredibile. È stato intelligente e penso che essere così giovane lo aiuti a non sentire la pressione, perché quella era una delle mie forze nel 2013”.
Un concetto, l’ultimo, che qualche settimana fa ci aveva raccontato anche Luca Marini. Non banale, specie se si considera il salto fatto rispetto alla sua prima stagione in F1, quando proprio la pressione - dovuta a qualche gara grigia di troppo - sembrava poterlo schiacciare. E invece, come solo i campioni o futuri campioni sanno fare, quella situazione così complicata l’ha ribaltata a suon di risultati, finendo poi per dominare in questo 2026.
Il titolo, alla fine, è stata la naturale conseguenza dell’anno realizzato. Nove vittorie, dodici podi, dieci pole position, inarrestabile dalla seconda gara di Shanghai, dove si era preso la prima vittoria in carriera, a Città del Messico, dove invece ha chiuso i giochi con quattro GP d’anticipo.
Adesso, un nuovo capitolo da scrivere. Prima tocca finire bene il 2026, poi l’attenzione passa al 2027 per ripetersi. E da come ha iniziato in Brasile, dove ci è arrivato con un casco speciale in onore del suo idolo, Ayrton Senna, e con il pubblico ad acclamarlo a ogni suo passo, sembra proprio che la strada nella sua testa sia ben chiara. È sopratutto questo che ha impressionato i campioni dello sport (e non solo) di cui Marquez è soltanto l’ultimo. È nata una stella, la più giovane di sempre nella storia a prendersi il titolo Mondiale di F1. Roba da fuoriclasse e che, quelli come lui, hanno celebrato senza esitare un attimo.