image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • Olimpiadi
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Sport
  • MotoGp
  • Tennis
  • Formula 1
  • Calcio
  • Volley
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Mowida
  • Cover Story
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca Nera
  • olimpiadi
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Sport
  • motogp
  • tennis
  • Formula 1
  • calcio
  • Volley
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Cover Story
  • mowida
  • Topic
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Sport

Non te ne andare,
Alex

  • di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

  • Foto di Toni Thorimbert

20 giugno 2020

Non te ne andare, Alex
Nel giorno in cui dal Policlinico di Siena giunge la notizia delle dimissioni di Alex Zanardi e del trasferimento presso un centro specialistico per la riabilitazione, riproponiamo "una preghiera" scritta in quella maledetta notte di un mese fa. Una preghiera che è stata di tutti e che, a giudicare dal cauto ottimismo che trapela dal bollettino diffuso oggi, merita d'essere letta ancora. Dai Alex, dai!

Foto di Toni Thorimbert

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Stanotte non ho dormito un granché. 
Non te ne andare docile, Alex - mi sono ripetuta - non te ne andare docile in quella buona notte. 
Scrollo il telefono, tenendo un solo occhio aperto per proteggermi dalla luce, in cerca di una notizia che non voglio davvero trovare. 

Alle due, poi alle tre, alle tre e quaranta, alle quattro e cinque. 
Non te ne andare docile tu che docile non lo sei mai stato. 
Ancora oggi, forse soprattutto oggi, l’incidente al Lausitzring è l’unico in tutta la storia del Motorsport che non riesco a riguardare. Per rimettere Alex in pista dopo quel massacro ci sono volute quindici operazioni, due tagli netti, quattro giorni di coma e un’estrema unzione finita male. 
Sangue, grida, speranze, disperazione. E poi la rimonta. Mai docile come la notte che cerca di portarlo via. Ruggente come al Lausitzring, quasi vent’anni fa, a dire a voce alta che i supereroi non sono quelli che vincono i mondiali di Formula 1. 

Riaccendo il telefono: quattro e quarantadue. Penso che anche Schumacher, il campione dei campioni, quando correva stava sulle palle a qualcuno ma che non ho mai sentito una persona dire di non sopportare Alex Zanardi. Non che non si sia mai esposto, non che sia un personaggio costruito, dai bordi smussati. Ma forse semplicemente ci sono persone a cui si vuole bene da lontano, che senti vicine in un modo difficile da spiegare. È il paradosso dell’amore: mica puoi decidere a chi lasciare un pezzetto di te. Che pensiero frivolo, banalissimo, vero. Io per spiegarmelo mi rigiro nel letto. Pregare può essere utile? Forse usare Dio solo quando fa comodo poi un giorno mi tornerà indietro. Ma stanotte mi sembra ci sia una buona motivazione per chiamarlo in causa e decido di provarci lo stesso.

Ai Caschi d'oro, tre mesi dopo l'amputazione, si alza in piedi e dice: “Sono così emozionato che mi tremano le gambe”. Che figata essere un supereroe

Che ore sono? Cinque e venti. 
Mi torna in mente un video bellissimo, che avrò rivisto centinaia di volte con le lacrime agli occhi. 
Cerco su google Schumacher / Zanardi e trovo le dichiarazioni di qualche giorno fa. Alex che pensa a voce alta e si intrististe parlando di Schumi:  “La vita a volte riserva un destino beffardo, appare maledetta e bastarda, ma devi amarla lo stesso”. 
Mi viene un groppo in gola e cerco di buttarlo giù. Maledetta e bastarda con lui, maledetta e bastarda con te. 

Cerco di nuovo su google e trovo il video. Caschi d’oro 2001. Michael con un completo chiaro riceve il suo premio ma il protagonista è un emozionantissimo Alex Zanardi. Entra in carrozzina in mezzo all’ovazione di un pubblico in delirio. E poi lo fa. Lo fa davvero. L’ho visto mille volte ma ogni volta non ci credo. Si alza in piedi. IN PIEDI. Tre mesi dopo l’amputazione delle gambe. Sorride, non sa bene cosa dire: “sono così emozionato che mi tremano le gambe”. Ridono tutti. Rido anche io. Ho voglia di vomitare e di piangere ma rido lo stesso. Che figata essere un supereroe. 

Controllo le notizie. Ancora niente. Sono le cinque e trentasette. Manca poco all’alba.

Infuria, infuria, contro il morire della luce. 

A me si chiudono gli occhi. Mi viene in mente una poesia di Alda Merini e decido di cercarla prima di andare a dormire.
Prima però faccio un respiro e mi convinco che “nessuno può uccidere i supereroi” soprattutto nelle notti docili. Decidono loro quando andarsene. E Alex Zanardi è l’unico supereroe che conosco. Se non lui, chi? 

Se la morte fosse un vivere quieto,
un bel lasciarsi andare,
un’acqua purissima e delicata
o deliberazione di un ventre,
io mi sarei già uccisa.
Ma poiché la morte è muraglia,
dolore, ostinazione violenta,
io magicamente resisto. 

Vedi anche

Adesso le parole giuste sono solo due: forza Alex

Tag

  • News
  • Attualità
  • Zanardi
  • Formula 1

Top Stories

  • Mettiamola così: nella Sprint di Buriram, Pedro Acosta ha studiato da vicinissimo Marc Marquez e la sua futura Ducati. Il resto lo hanno fatto gli arbitri (e Marco Bezzecchi)

    di Emanuele Pieroni

    Mettiamola così: nella Sprint di Buriram, Pedro Acosta ha studiato da vicinissimo Marc Marquez e la sua futura Ducati. Il resto lo hanno fatto gli arbitri (e Marco Bezzecchi)
  • Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…

    di Emanuele Pieroni

    Ok la brum del capo col buco nella gomma, ma è in altre parole di Marc Marquez la paura che la Ducati (non) nasconde. Intanto Tardozzi e Bagnaia…
  • Pavesio ci mette la faccia, ma Quartararo, Rins, Miller e Razgatlioglu non possono metterci la voce: Yamaha pessimismo e fastidio

    di Emanuele Pieroni

    Pavesio ci mette la faccia, ma Quartararo, Rins, Miller e Razgatlioglu non possono metterci la voce: Yamaha pessimismo e fastidio
  • A Buriram Bezzecchi vola, Martin è in top5 e l’Aprilia ha un segreto dalla F1 del 2010. Ecco cos’è e come funziona l’ultima genialata di Noale

    di Luca Vaccaro

    A Buriram Bezzecchi vola, Martin è in top5 e l’Aprilia ha un segreto dalla F1 del 2010. Ecco cos’è e come funziona l’ultima genialata di Noale
  • Inutile, Charles Leclerc la Ferrari non la lascia nemmeno per il matrimonio: nozze a sorpresa a Monaco e fuga con una classica del Cavallino (dal valore enorme)

    di Luca Vaccaro

    Inutile, Charles Leclerc la Ferrari non la lascia nemmeno per il matrimonio: nozze a sorpresa a Monaco e fuga con una classica del Cavallino (dal valore enorme)
  • Mammamia come duettano Marco Bezzecchi e questa Aprilia: a Buriram l’altro festival della canzone italiana. Male Ducati: giù dal podio dopo 89 GP

    di Emanuele Pieroni

    Mammamia come duettano Marco Bezzecchi e questa Aprilia: a Buriram l’altro festival della canzone italiana. Male Ducati: giù dal podio dopo 89 GP

di Giulia Toninelli Giulia Toninelli

Foto di

Toni Thorimbert

Se sei arrivato fin qui
seguici su

  • Facebook
  • Twitter
  • Instagram
  • Newsletter
  • Instagram
  • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore [email protected]

Next

Esiste un anello smart anti-Covid e l'NBA lo userà sui suoi giocatori (altroché Serie A)

di Emanuele Pieroni

Esiste un anello smart anti-Covid e l'NBA lo userà sui suoi giocatori (altroché Serie A)
Next Next

Esiste un anello smart anti-Covid e l'NBA lo userà sui suoi...

  • Attualità
  • Lifestyle
  • Formula 1
  • MotoGP
  • Sport
  • Culture
  • Tech
  • Fashion

©2026 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

  • Chi siamo
  • Privacy