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14 settembre 2021

Parlano le paralimpiche
“figlie” di Zanardi:
“Grazie a lui
abbiamo trovato
il coraggio di reagire”

  • di Redazione MOW Redazione MOW

14 settembre 2021

Le atlete paralimpiche Giusy Versace, Katia Aere, Ambra Sabatini e Martina Caironi ripercorrono i loro momenti bui per poi spiegare come, quando si parla di Alex Zanardi, non basti guardare allo straordinario atleta ma all’incredibile uomo che da 20 anni è fonte di ispirazione per tutti
Parlano le paralimpiche “figlie” di Zanardi: “Grazie a lui abbiamo trovato il coraggio di reagire”

 “Ricordo perfettamente che in ospedale mia madre mi ripeteva: hai visto che Zanardi dopo quello che gli è successo è già tornato in pista a gareggiare? Non arrenderti e pensa che puoi farlo anche tu”.

Sono queste le parole che la madre di Giusy Versace le rivolse dopo quel terribile incidente stradale dell’agosto 2005 verificatosi sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, per via del quale l’atleta paralimpica perse entrambe le gambe.

Il riferimento è a quello spaventoso incidente del 15 settembre 2001 quando nonostante gli attacchi negli Usa dei giorni precedenti in IndyCar si decise di correre comunque sul circuito di Lausitzring e a come reagì in seguito Alex Zanardi dopo che la sua vita cambiò per sempre diventando così non più solo un pilota ma un esempio per il movimento.

Giusy, tra le atlete intervistate dal Foglio, spiega: “Quello che ha fatto Alex, quello che sta ancora facendo è fonte d’ispirazione per tutti. Tutti, non solo gli atletici paraolimpici. Abbiamo tutti trovato grazie a lui il coraggio di reagire, la forza per non mollare mai e per rimetterci in gioco e dimostrare che nessuno è un peso ma tutti siamo una forza”.

La donna, oggi deputata di Forza Italia responsabile del dipartimento Sport, Disabilità e Pari Opportunità del partito, continua raccontando di quella volta in cui incontrò Alex mentre era intento a sistemare l’handbike di un atleta “Quando l’ho visto per terra gli ho detto: dai, alzati che ci facciamo una foto insieme. Lui mi ha sorriso e mi ha detto: va bene, facciamo la foto. Ma abbassati tu che sto ancora sistemando questa ruota”.

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Giusy Versace e Alex Zanardi

Per spiegare cosa Zanardi rappresenti e del perché sia una vera fonte di ispirazione, non basterebbe elencare le sue vittorie e successi, perché Alex è molto più di questo.

Gli atleti che lo portano nel cuore sono molti, tra cui anche Katia Aere, vincitrice del bronzo olimpico nell’handbike, che dopo un’iniziale carriera come nuotatrice, ricorda come l'incontro con il campione in occasione del progetto “Obiettivo3” le cambiò la vita: “Mi ha insegnato a non fermarmi” dice lei, che da lì in poi si è avvicinata al paraciclismo arrivando a conquistare la medaglia di bronzo a Tokyo specificando come un grazie particolare andasse proprio a lui.

Significative anche le parole di Ambra Sabatini, oro nei cento metri: “Alle Olimpiadi si creano gli eroi, alla Paralimpiadi arrivano gli eroi”. Il riferimento è alla forza d’animo e alla grinta di tutti coloro che hanno scelto di non arrendersi, dopo che il loro futuro era stato sconvolto, con quell’immagine di lei, Martina Caironi e Monica Contrafatto sul medesimo podio che ha fatto la storia.

Significative anche le parole di Ambra Sabatini, oro nei cento metri: “Alle Olimpiadi si creano gli eroi, alla Paralimpiadi arrivano gli eroi”. Il riferimento è alla forza d’animo e alla grinta di tutti coloro che hanno scelto di non arrendersi, dopo che il loro destino era stato scritto: l’immagine di lei, Martina Caironi e Monica Contrafatto tutte sul medesimo podio ha fatto la storia.

Sempre Giusy Versace continua spiegando come la svolta per lo sport paralimpico sia giunta con Londra 2012: “Vi racconto un aneddoto. Ero a Vigevano e mi stavo allenando con il mio coach Andrea Giannini. A un certo punto mi accorgo che ci sono due ragazzini che non avevano più di 7 anni che mi guardano. E sento che uno dice all’altro: sai chi è quella? È un’atleta, è Giusy Versace.”

A concludere Martina Caironi per cui Zanardi è una figura paterna: “Per me è come un padre, mi ha insegnato l’importanza della testa. Capii quel giorno che qualcosa era cambiato. Che forse i tempi in cui avevo visto una madre coprire gli occhi della figlia mentre mi stavi svitando una protesi per sostituirla erano destinati a non ritornare più. Tutto questo anche grazie ad Alex Zanardi, al suo modo di raccontarci la vita e al coraggio che ha sempre avuto anche di essere, come molti di noi, autoironico”.

Ecco dunque perché Alex Zanardi sarà sempre molto di più che un atleta.

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