Che la MotoGP non sarebbe stato più il suo palcoscenico si sapeva da un pezzo e lo sapeva anche lui. Quasi tutti, però, l’avevano dato con certezza sopra una BMW in Superbike, a giocarsi il titolo con la moto che il suo attuale compagno di squadra, Toprak Razgatlioglu, ha portato in cima al mondo appena due stagioni fa. Invece è andata diversamente: Jack Miller sarà un pilota Yamaha anche nel 2027, ma tra le derivate di serie. Insomma, ha scelto di restare fedele a chi aveva voluto dargli un’ultima opportunità in MotoGP, pur sapendo che probabilmente si porterà nella tuta gli stessi guai con cui ha fatto i conti nelle ultime stagioni: una moto problematica. Il trentunenne australiano prenderà il posto di Xavi Vierge al fianco di Andrea Locatelli, rimanendo a tutti gli effetti all'interno della grande famiglia di Iwata. L’ultima famiglia di una carriera che prometteva tantissimo e che, lo sa anche lo stesso Miller, ha raccolto molto meno.
Catapultato direttamente dalla Moto3 nel 2014 con il Team LCR Honda, "JackAss" ha avuto la sua prima occasione con Marc VDS, poi Pramac Ducati, fino al momento d'oro nel team ufficiale Lenovo, culminato con il quarto posto iridato nel 2021. Poi le due annate complesse in KTM e infine il ritorno nel team Pramac, su una Yamaha M1 con cui sta affrontando un campionato non facile, testimoniato dai 28 punti che lo vedono attualmente al diciannovesimo posto. In un ambiente spesso dominato da scuse e recriminazioni, l'atteggiamento di Miller è rimasto sempre quello di chi è pronto a prendersi da subito le sue responsabilità. Nessun rancore, nessuna sensazione di porta sbattuta in faccia.
A Misano, raccontando le sue sensazioni, Miller ha anzi voluto ritornare su tutto il suo attaccamento ai colori Yamaha. “Sono davvero felice di poter annunciare il mio futuro – ha detto - avere un piano definito per i prossimi due anni e continuare con un marchio come Yamaha è un grande piacere per me, rimanere in famiglia, continuare a lavorare con così tante persone straordinarie e continuare a costruire questo percorso”. Riflettendo sugli ultimi anni, senza nascondersi, l'australiano ha aggiunto: “Dal punto di vista dei risultati mi sarebbe piaciuto ottenere di più, ma allo stesso tempo abbiamo avuto molte sfide da affrontare e stiamo cercando di gestirle, sia io come pilota sia loro come costruttore, cercando di migliorare la moto. Credo che stiamo facendo progressi, stiamo andando nella giusta direzione. È soltanto un peccato che il nostro periodo insieme in MotoGP si interromperà, ma inizierà quello in Superbike. Ho cercato di fare quello che potevo con la M1 e ora cercherò di fare lo stesso con la R1”.
Una fiducia, quella di Miller in Yamaha, che chiaramente ha trovato la sponda e l’entusiasmo degli uomini di Pata, pronti a avere nel box un campione che arriva direttamente dalla MotoGP e che potrà portare, oltre al suo polso destro, anche tanta esperienza. “Siamo entusiasti di accogliere Jack Miller nel progetto Yamaha per il WorldSBK nel 2027 – ha detto Niccolò Canepa, Road Racing Sporting Manager di Yamaha Motor Europe - personalmente, sono molto felice che si unisca alla nostra squadra. L'opportunità di portare nel nostro team ufficiale un pilota con la sua esperienza e il suo talento era troppo importante per lasciarcela sfuggire; non vediamo l'ora di iniziare i primi test. La sua esperienza nei Gran Premi, e in particolare la sua conoscenza degli pneumatici Michelin, si riveleranno estremamente preziose per noi. Ha già ottenuto ottimi risultati con la R1 a Suzuka nella 8 ore, e quindi siamo curiosi di vedere cosa saprà fare in sella alla moto in configurazione WorldSBK e quale contributo potrà dare al continuo sviluppo della R1. Oltre all'aspetto tecnico, la personalità e il profilo internazionale di Jack rappresenteranno una risorsa fondamentale per rafforzare la presenza di Yamaha e accrescere ulteriormente l'attenzione attorno al campionato WorldSBK. Siamo impazienti di iniziare insieme questo nuovo capitolo”.