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25 maggio 2022

Wayne Rainey: la difesa (che regge poco) dopo il botto di Danilo Petrucci

25 maggio 2022

L'ex campione della Classe Regina, che oggi gestisce il Campionato AMA Superbike, ha fornito una versione diversa sull'accaduto, ma si è comunque scusato con Danilo Petrucci per il ritardo nei soccorsi
Wayne Rainey: la difesa (che regge poco) dopo il botto di Danilo Petrucci

“Sono caduto a 280 km/h sul traguardo, su una curva che da sesta marcia, per evitare di urtare un altro pilota. Ho colpito 3 cartelloni pubblicitari e sono scivolato per oltre cento metri. Una delle peggiori cadute della mia carriera. Sono rimasto steso per terra per più di 2 minuti con il rumore delle moto che passavano senza che nessuno mi aiutasse, finché mi sono alzato da solo per andare al centro medico” – E’ il racconto, ormai noto visto che se ne parla da giorni, di Danilo Petrucci dopo il brutto volo dell’ultima gara dell’AMA Superbike. Un racconto che è anche una denuncia sulla scarsa sicurezza di quel campionato e che, di fatto, ha costretto il patron Wayne Rainey (che pure di sicurezza dovrebbe saperne qualcosa) a intervenire.

“L'incidente di Petrucci – scrive l’ex pilota della 500 - è avvenuto in un tratto veloce del circuito, e Petrucci scivolando ha colpito anche un unico pannello sponsor delle luci, che di conseguenza ha ceduto come previsto. Petrucci era in piedi, ha continuato a camminare e si è tenuto al bordo della pista finché non ha ritenuto sicuro attraversare. È stato quindi accolto dal personale del MotoAmerica e scortato su un veicolo alla struttura medica a bordo pista. A quel punto erano trascorsi circa tre minuti e Petrucci è stato curato per le ferite riportate”. Rainey, quindi, contesta il racconto del pilota di Terni e fornisce una ricostruzione differente rispetto a quella fatta dallo stesso Petrucci, ma cosa sia accaduto nella realtà è impossibile da sapere, visto che dell’incidente non esistono filmati. Con Rainey che, comunque, ammette che qualche colpa da parte dell’organizzazione c’è stata, ma non per superficialità, quanto per il punto e il momento in cui l’incidente è avvenuto.

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“Non ho altro che rispetto per Danilo Petrucci e per la sua sicurezza e quella di tutti i nostri piloti – ha concluso Rainey -  Non minimizzeremo mai l'infortunio di un pilota o il suo punto di vista sull'incidente verificatosi. Dovevamo raggiungere Danilo prima e indagheremo sull'incidente e apporteremo modifiche se necessario. La situazione si è resa ancora più difficile in quanto, nonostante l'incidente sia avvenuto dopo la bandiera a scacchi, la pista era ancora occupata da piloti ancora in velocità e quindi la mobilitazione dei commissari è diventata più difficile. Inoltre, la direzione di gara attribuisce grande importanza a ciò che vede delle azioni di un pilota a seguito di un incidente. Petrucci era in piedi e camminava con le proprie forze, il che riduce rapidamente la tempestività della risposta dei soccorsi. Speriamo che le ferite di Danilo stiano guarendo e che si senta meglio. E non vediamo l'ora di vederlo a Road America". Basterà per far cambiare idea a Petrucci che nei giorni scorsi ha dichiarato di non voler più correre in quel campionato se non cambieranno le cose dal punto di vista della sicurezza?

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