La cronaca spesso colpisce perché ci si immedesima nelle tragedie degli altri. Proprio per questo quanto accaduto a Bergamo non può che scuotere le coscienze. Vedersi la propria figlia, nipote, sorella strappata di mano all'ingresso di un centro commerciale è agghiacciante. In pieno giorno, le immagini sono terrificanti. Un uomo afferra una bambina piccolissima e la tira con forza dalla presa della madre che tenta disperatamente di trattenerla. Uno spiraglio che la cronaca ha aperto su un caso che non è certo isolato. Solo pochi giorni fa, a Roma nel quartiere Monteverde, una donna ha tentato di prelevare una bambina dall'asilo fingendosi la babysitter. Aveva addirittura una foto della bambina sul telefono, la prova di un piano studiato e preordinato, che solo la prontezza delle maestre è riuscita a sventare. Una cosa quasi analoga era successa qualche mese fa a Montesacro. A Milano invece davanti a una scuola primaria del quartiere Baggio un uomo ha tentato di adescare due alunne di 10 anni. A ottobre a Bologna un uomo ha strappato una neonata al suo passeggino, e solo l'intervento dei passanti è riuscito ad evitare il peggio. Un anno fa a Cosenza una donna si è finta infermiera per tentare di rapire una bambina appena nata. Quello di Bergamo non è un fenomeno sporadico. Nel primo quadrimestre del 2025 in Italia si sono registrate 4.589 denunce di scomparsa di minori, è l'ultimo dato che abbiamo a disposizione. Un calo del 18% rispetto allo stesso periodo del 2024, dove le denunce erano state 5.596. Nel 2023 venivano presentate circa 53 denunce di bambini o adolescenti scomparsi ogni giorno. Dati che provengono dal Commissario straordinario del Governo per la gestione del fenomeno delle persone scomparse, istituito dal 2007 per far fronte al problema. Dietro cui si nascondono vite smarrite, il dolore di intere famiglie. Alcuni minori riappaiono, tornano, danno notizie di sé, vengono scovati. Per molto altri le ricerche e gli appelli non portano ad alcun risultato.
Su questi dati influisce pesantemente il numero degli stranieri, che sarebbero oltre il 70% degli scomparsi. Molti si allontanano dalle strutture di accoglienza in cui sono ospitati per raggiungere famiglie o parenti. Prevalgono egiziani e tunisini, che da soli rappresentano il 43,61% di tutti gli under 18 introvabili nel 2022. Un altro caso è quello relativo ai bambini e agli adolescenti ucraini, arrivati come sfollati a causa della guerra e spesso non accompagnati, le cui denunce di scomparsa sono schizzate alle stelle dalla partenza del conflitto. Secondo Riccardo Sessa, presidente Società italiana per l’organizzazione internazionale: “Dal momento in cui le truppe russe sono entrate in Ucraina, almeno 20mila bambini ucraini hanno subito il fenomeno della russificazione: sono stati presi con la forza dalle loro famiglie, muniti di nuove identità e hanno seguito dei corsi di 'patriottismo'”.
Per quanto riguarda i coetanei italiani, sempre a detta degli analisti del Commissario, in genere lasciano famiglie e comunità per disagi familiari, relazionali o psicologici. E poi ci sono storie che nascondono crimini o tragedie irrimediabili, omicidi, suicidi, adescamenti in rete, forme di bullismo, aggregazione a bande, avviamento alla prostituzione. A dire il vero i miti da sfatare sulla scomparsa dei minori sono molti. Secondo gli esperti infatti i casi come quello di Bergamo, il soggetto “losco” che strappa il bambino dalle braccia della madre, non sarebbero così frequenti. Spesso i rapimenti avverrebbero infatti ad opera di persone già in qualche modo conosciute al bambino e che lo frequentano abitualmente nei luoghi a lui più familiari come casa, scuola e luoghi di sport. Secondo quanto riferito dalla Polizia Criminale poi è da escludere che i bambini italiani siano vittime di organizzazioni che trafficano organi. Allo stesso modo, sempre la Polizia Criminale esclude che minorenni italiani siano vittime di tratta, essendo l’Italia solo un paese di transito. Il fenomeno rimane spaventoso, e i recenti casi non possono che accenderci un faro. Cosa denotano? Perché queste persone lo fanno? Sono disperati? Disturbati mentalmente? Sicuramente sono criminali. Strumentalizzare politicamente la questione approfittando del fatto che il rapitore di Bergamo è di origine rumena però è triste e sposta il focus dal vero problema. La tutela dei bambini non può diventare terreno di scontro ideologico né materia per allarmi incontrollati. Certo è che i bambini sono fra i soggetti più fragili e a rischio della nostra società, e la loro sicurezza dovrebbe essere una base di civiltà. Lasciando perdere strumentalizzazioni, allarmismi e barriere ideologiche ma guardando in faccia un fenomeno vasto, complesso e sfaccettato che minaccia tutti, nessuno escluso.