La Grazia, ma ancora una volta non è un film di Paolo Sorrentino. Anzi non è un film affatto, ma una grana grossa così. In Casa Cipriani a Milano è sempre più insistente la curiosità dei soci (che annualmente versano la consistente quota associativa) i quali a quanto pare non hanno niente di meglio da fare che attaccarsi al telefono, chiamare il centralino dell’esclusivo club e domandare se tutto quel che leggono sui giornali a proposito di Nicole Minetti e di Giuseppe Jr. sia vero. La storia inquietante tirata fuori dal Fatto Quotidiano coinvolge l’ex consigliera regionale in quota Berlusconi e il suo compagno, figlio di Arrigo, patron della famiglia veneziana che ha fondato la sua fortuna, vuole la sua leggenda, a partire dall’Harry’s bar a Venezia ed è arrivata ad aprire la più esclusiva catena di ristoranti di New York, e quindi in giro per il mondo, Milano inclusa. Chi l’avrebbe mai detto, poi, che la diva di Arcore si sarebbe fidanzata proprio lui, uno dei più intimi soci di Jeffrey Epstein? Chi l’avrebbe mai detto che dopo i fatti del 2017 al “Downtown Ibiza”, la signorina Minetti lo avrebbe seguito addirittura in Uruguay? Oltre ad aver sollevato il massimo allarme in Quirinale, le rivelazioni dell’ex dipendente del ranch uruguayano gestite dalla very important couple a La Barra a quanto pare sono l’argomento di conversazione preferito dai soci di Casa Cipriani a Milano. Non si parla d’altro.
La concierge che accoglie gli ospiti, appena varcata la soglia della porta girevole, mantiene la sua impassibilità cordiale, ma appollaiati al bancone alle sue spalle gli avventori parlano fitto fitto. Basta salire le scale per raggiungere il ristorante e riconoscere nello sguardo delle signorine e degli eleganti signori quale sia l’argomento della discussione. Le indiscrezioni si accavallano sulla terrazza che si affaccia su casa di Marina Berlusconi che, forse, in questi giorni si sentirà più osservata del solito. Lo sgomento e l’incontenibile curiosità dei soci passa poi dal centralino di Casa Cipriani, tempestato di telefonate che domandano spiegazioni e delucidazioni sulla questione, domandando se sia vero quel che si legge sui giornali. Domandano se sia vero quanto scritto in proposito delle prostitute minorenni in Uruguay. Secondo la ricostruzione del Fatto, il ranch di lusso gestito dalla coppia sarebbe stato ricolmo di escort anche al di sotto della minore età, importate in barba alle dogane come vera e propria merce di contrabbando per i potenti ospiti paganti. Queste notizie, negli ultimi giorni, stanno mettendo in grave imbarazzo non solo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ma pure il ministro della Giustizia Carlo Nordio a cui il capo dello Stato non ha tardato a dare la colpa, lavandosi le mani dalla responsabilità di aver concesso, fra le altre 71 su più di 2400, la Grazia a Nicole Minetti.
Secondo il Fatto Quotidiano, dalla cerchia ristretta dal Ministro, si accuserebbe di aver allestito l’istruttoria l’ormai ex capo di gabinetto Giusi Bartolozzi. Il ministro Nordio, però ha riferito al quotidiano che il sostituto procuratore della Corte d’Appello di Milano Gaetano Brusa avrebbe risposto che “non c’erano anomalie sul caso Minetti, quadro completo”. Dall’ufficio Grazie tutto tace e dall’opposizione non sono tardate ad arrivare richieste di: dimissioni per Nordio e presa di posizione di Meloni. Prevedibile. In Uruguay, nel frattempo, il ministero degli Interni ha messo sotto osservazione il presunto sistema di corruzione doganale organizzato per sostenere il traffico di escort e, a proposito, alcuni funzionari dell’immigrazione sono finiti sotto inchiesta. Comprensibile la preoccupazione dei soci, oltre al fastidio, dato che al di là della cooptazione e all’approvazione dei soci, per essere ammessi nel circolo milanese di Casa Cipriani il passaggio formale più irrilevante è certamente la consistente quota annuale. Duemila più cinquecento per gli juniores, tremila più mille regular, lo starter pack meneghino. A 5000 e 7000 si sale per accedere a tutti i club mondiali e d’altronde conviene, e vista la quota, una telefonata in più o in meno non dovrebbe essere un problema.