Aprile 2026 è il più crudele dei mesi, come scriveva T. S. Eliot, soprattutto per chi crede alle bugie dell’establishment. Donald Trump sale sul palco di un evento di Turning Point USA a Phoenix, Arizona, e con il suo stile inconfondibile, misto di solennità e teatralità, annuncia che il governo degli Stati Uniti sta per rivelare i suoi segreti sugli Ufo. “Ho trovato documenti molto, molto interessanti”, dice il presidente.”"Le prime pubblicazioni inizieranno molto, molto presto”. Non è la prima volta. A febbraio Trump aveva già scritto su Truth Social di aver impartito istruzioni precise al Segretario alla Difesa Pete Hegseth e ad altre agenzie perché avviassero “il processo di identificazione e rilascio dei file governativi relativi alla vita aliena ed extraterrestre, ai fenomeni aerei non identificati (Uap), agli oggetti volanti non identificati (Ufo), e a qualsiasi altra informazione connessa a questi argomenti altamente complessi, ma estremamente interessanti e importanti”.
Il Pentagono, attraverso il suo All-domain Anomaly Resolution Office (Aaro), ha risposto con entusiasmo formale, dichiarando di lavorare “in stretta coordinazione con la Casa Bianca e con le agenzie federali per consolidare le collezioni di documenti Uap esistenti e facilitare il rilascio più rapido possibile di informazioni Uap mai viste prima”. Pete Hegseth ha postato uno screenshot con una emoji aliena e una che saluta. Eppure, nonostante le promesse presidenziali, nonostante le emoji, nonostante i “molto presto” ripetuti come un mantra, chi conosce davvero questo dossier sa che tra le promesse di trasparenza e la realtà concreta dell'apparato della sicurezza nazionale americana c'è un abisso, anzi, un muro di gomma. Per capire perché, dobbiamo partire dall'uomo che più di ogni altro ha trasformato il fenomeno Uap da materia per appassionati di fantascienza a questione di sicurezza nazionale portata al cospetto del Congresso americano: Luis “Lue” Elizondo.
Luis Elizondo non è un ufologo. È un ex agente speciale dell'intelligence militare americana, veterano dell'esercito con decenni di esperienza nelle operazioni più sensibili e classificate degli Stati Uniti, dall'Afghanistan all'America Latina, dalla Corea del Sud al Medio Oriente. Ha lavorato per l'Office of the National Counterintelligence Executive e per l'Office of the Director of National Intelligence. Ha studiato microbiologia e immunologia all'Università di Miami. È, per dirla senza giri di parole, esattamente il tipo di persona di cui il governo si fida per gestire i segreti più delicati della nazione. Dal 2008 al 2017, Elizondo ha diretto dall'interno del Pentagono l'Advanced Aerospace Threat Identification Program (Aatip), un programma di accesso speciale finanziato su iniziativa del senatore Harry Reid, allora leader della maggioranza al Senato, con 22 milioni di dollari di fondi “neri” destinati all'indagine sulle minacce aeree e sui fenomeni aerei non identificati. Il programma esisteva al di fuori dei normali canali di supervisione, incorporato nei budget di altre agenzie come misura di sicurezza.
Poi, nell'ottobre 2017, Elizondo si dimette. La sua lettera di dimissioni indirizzata all'allora Segretario alla Difesa James Mattis è un documento straordinario: “Nonostante le prove schiaccianti, certi individui nel dipartimento rimangono fermamente contrari a ulteriori ricerche su questo controverso argomento delle minacce aerospaziali anomale”. A questo punto inizia un’altra storia. In quei dieci anni alla guida dell’Aatip Elizondo aveva analizzato filmati di oggetti che sfidavano ogni logica aeronautica conosciuta. Aveva raccolto testimonianze di piloti tra i più addestrati al mondo, persone non inclini all'iperbole, che descrivevano incontri con oggetti dalle capacità apparentemente impossibili. E aveva sviluppato, insieme al suo team, quello che sarebbe diventato il quadro analitico di riferimento per tutta la comunità Uap successiva: i “Cinque Osservabili”. Elizondo e i suoi colleghi dell'Aatip, analizzando decine di incontri documentati con Uap da parte di personale militare, identificarono cinque caratteristiche che questi oggetti tendevano a manifestare ripetutamente. Caratteristiche che, prese singolarmente, sarebbero già straordinarie. Tutte insieme, rappresentano qualcosa per cui la scienza e l'ingegneria umana attuali non hanno spiegazione.
Il primo osservabile è la “Positive Lift”, la capacità di volare senza apparenti mezzi di propulsione o portanza. Nessuna ala, nessun rotore, nessun motore visibile. Oggetti che sembrano sfidare la gravità senza alcun meccanismo riconoscibile. Il secondo è la cosiddetta “Accelerazione Istantanea”, che riguarda gli oggetti che passano dall’immobilità a velocità ipersoniche in frazioni di secondo,con manovre che implicherebbero forze gravitazionali (G-force) tali da disintegrare qualsiasi materiale conosciuto e rendere impossibile la sopravvivenza di qualsiasi pilota biologico. Il terzo osservabile è la “Velocità Ipersonica senza segnature”: oggetti che viaggiano a velocità molto superiori a quelle supersoniche, in alcuni casi a velocità stimate in migliaia di chilometri orari, senza boom sonoro, senza scia termica, senza i tipici effetti collaterali che qualsiasi oggetto convenzionale produrrebbe a tali velocità. Il quarto, e forse il più perturbante dal punto di vista fisico, è il “Trans-medium Travel”: la capacità di operare indifferentemente nell'aria, nello spazio e sott'acqua, senza alcun cambiamento apparente nelle prestazioni o nella velocità, senza decellerazione all'impatto con la superficie dell'acqua, senza i segni del cambio di mezzo. Non è una questione di adattamento: le sezioni trasversali dei materiali noti si comportano in modi radicalmente diversi a seconda del mezzo in cui operano. Quello che viene descritto è qualcosa che ignora completamente questo principio. Il quinto osservabile è la “Bassa osservabilità”: la capacità di evadere i sistemi radar e i sensori, di apparire e scomparire senza spiegazione, e in alcuni casi di manifestare una sorta di gestione attiva dei sensori, quello che alcuni piloti hanno descritto come jamming sistematico dei loro strumenti. Il fisico Kevin Knuth, professore associato di fisica all'Università di Albany, ha successivamente affinato e formalizzato scientificamente queste categorie. E il UAP Disclosure Act del 2023, presentata al Senato da Chuck Schumer e Mike Rounds, ha incorporato questo stesso framework nella proposta legislativa.
Dopo le dimissioni di Elizondo nell'ottobre 2017, l'Aatip non cessò di esistere del tutto, ma le sue funzioni vennero assorbite in strutture successive. Nel 2021 venne istituito ufficialmente il Uap Task Force, e nel 2022, su mandato del National Defense Authorization Act, nacque l’Aaro, l’All-domain Anomaly Resolution Office, l'ufficio attualmente deputato alla raccolta e all'analisi dei casi Uap segnalati dalle forze armate e dalle agenzie di intelligence. L’Aaro aveva inizialmente sembrato più trasparente dei suoi predecessori. Ha pubblicato rapporti, ha aggiornato i numeri (al 2025 il suo caseload ha superato le 2.000 segnalazioni), ha tenuto audizioni congressuali. Ma poi, come osservano sia Elizondo che Christopher Mellon, ex vice assistente Segretario alla Difesa per l'Intelligence e attuale presidente della Disclosure Foundation, l’ente “è diventato silenzioso”. Non ha pubblicato né il secondo volume del rapporto ordinato dal Congresso sulla storia dei programmi Uap del governo americano né il rapporto annuale 2025 richiesto dalla legge.
Breve parentesi prima di tornare a Elizondo. Nel luglio 2023, il Congresso americano ha ospitato l'udienza forse più straordinaria della sua storia recente. Davanti alla sottocommissione della Camera sulla Sicurezza Nazionale ha testimoniato David Grusch, ex ufficiale di intelligence militare dell'Air Force con 14 anni di servizio, ex rappresentante del National Reconnaissance Office presso l’Aaro ed ex co-responsabile dell'analisi Uap per la National Geospatial-Intelligence Agency. Grusch ha dichiarato sotto giuramento di essere venuto a conoscenza, nell'esercizio delle sue funzioni ufficiali, della “esistenza di un programma pluridecennale di recupero e reingegnerizzazione di veicoli Uap a cui mi è stato negato l’accesso”. Ha detto di aver condotto colloqui con 40 testimoni nel corso di quattro anni, e che tra questi vi erano testimoni con “conoscenza diretta” di materiali di origine “non umana” recuperati da siti di incidenti. Ha detto che i resti biologici erano stati recuperati insieme ad alcuni di questi veicoli. Ha detto che i fondi per questi programmi erano stati impropriamente dirottati dalla supervisione congressuale. Ha detto che lui stesso aveva subito ritorsioni professionali e personali per aver parlato.
Quando il rappresentante Tim Burchett gli ha chiesto se avesse conoscenza personale di individui “danneggiati o feriti negli sforzi per coprire o nascondere” tecnologia extraterrestre, Grusch ha risposto semplicemente: “Sì, personalmente”. Quando gli è stato chiesto se qualcuno fosse stato ucciso per proteggere questi segreti, ha risposto: “Devo essere cauto nel rispondere a quella domanda”. Il Pentagono ha negato tutto. “Non abbiamo trovato alcuna informazione verificabile per sostanziare le affermazioni relative a programmi riguardanti il possesso o la reingegnerizzazione di materiali extraterrestri,” ha dichiarato la portavoce Susan Gough. Ciò che nessuno ha potuto negare, tuttavia, è che Grusch abbia detto quello che ha detto sotto giuramento, davanti al Congresso degli Stati Uniti, con una storia di servizio che il colonnello Karl Nell, veterano dell'esercito e dirigente del settore aerospaziale che aveva lavorato con Grusch nel Uap Task Force, ha definito “al di là di ogni rimprovero”.
Torniamo a noi. Nel settembre 2024, Luis Elizondo ha pubblicato Imminent: Inside the Pentagon's Hunt for UFOs, una memoir-documento che ripercorre i suoi anni all’Aatip e ricostruisce, con una precisione che solo chi ha vissuto queste vicende dall'interno può avere, la sua versione riguardo alla realtà dei programmi Uap americani. Il libro è stato anche tradotto in Italia da Harper Collins nel 2025 ed è diventato un caso internazionale. Elizondo scrive di aver tenuto fisicamente tra le mani uno di quelli che descrive come “impianti”, oggetti di origine sconosciuta rimossi da militari americani che avevano avuto contatti con Uap, forniti da un ospedale del Department of Veterans Affairs. Descrive oggetti “non più larghi di un nodo di un dito, che sembravano microchip incapsulati in un involucro di tessuto traslucido”. Oggetti che, al microscopio, erano ancora in movimento. Scrive di “campioni biologici non umani” che erano stati trasferiti più volte e si trovavano, secondo le sue fonti, tra il Fort Detrick nel Maryland e la Fda. Scrive di un appaltatore della difesa associato a quello che chiama il “Legacy Program” — un programma segreto di recupero UAP — che sarebbe in possesso di materiali "di origine non umana, fabbricati da una qualche civiltà proveniente da qualche pianeta distante." L'appaltatore stesso, interpellato, avrebbe confermato di essere in possesso di tali materiali, ma avrebbe richiesto l'autorizzazione del Segretario all'Air Force per concedervi accesso.
Ora, davvero la scelta di Trump di secretare i documenti basterà per fare chiarezza? La risposta è in una analisi pubblicata su The Black Vault. Il 28 aprile 2020, esattamente il giorno dopo che il Pentagono rilasciò ufficialmente i tre video Uap (FLIR1, Gimbal, GoFast), Greenewald depositò una richiesta Foia alla Naval Air Systems Command (Navair) per ottenere tutti i video della Marina con la designazione “Uap”. La logica era semplice: se esistevano tre video, dovevano esisterne altri. Quello che seguì fu un calvario burocratico durato due anni e mezzo, con rifiuti, riassegnazioni di numeri di caso, trasferimenti da un ufficio all'altro, e alla fine, nell'estate del 2022, una risposta definitiva dall'Office of the Chief of Naval Operations. Il testo della risposta ufficiale firmata da Gary Cason, Deputy Director del DON Foia/PA Program Office, è diventato uno dei documenti più citati nel dibattito sulla trasparenza Uap: “I video richiesti contengono informazioni sensibili riguardanti i Fenomeni Aerei Non Identificati (Uap) e sono classificati ed esenti dalla divulgazione nella loro interezza ai sensi dell'esenzione 5 U.S.C. § 552 (b)(1) in conformità con l'Executive Order 13526 e la Uap Security Classification Guide. Il rilascio di questa informazione danneggerà la sicurezza nazionale in quanto potrebbe fornire agli avversari informazioni preziose riguardanti le operazioni, le vulnerabilità e/o le capacità del Dipartimento della Difesa/Marina. Nessuna parte dei video può essere separata per il rilascio”. Due elementi di questa risposta meritano attenzione particolare. Il primo è la menzione di una “UAP Security Classification Guide”, un documento separato che stabilisce le regole di classificazione specificamente per i materiali UAP. Greenewald aveva previsto fin dall'inizio che la creazione di questa guida avrebbe "approfondito" la segretezza sugli Uap, e così si è rivelato. Il secondo elemento è la nota quasi ironica nella risposta: i tre video rilasciati nel 2020 erano stati declassificabili non perché non fossero sensibili, ma perché erano già stati diffusi dai media e ampiamente discussi pubblicamente. In altre parole: l'unico meccanismo che aveva funzionato era la fuga di notizie, non la trasparenza. In un caso Foia separato, The Black Vault aveva già ricevuto un'altra risposta illuminante: ogni singolo caso inviato alla Uap Task Force era stato classificato “esente dalla divulgazione” nella sua interezza. Non singoli passaggi, non specifici dettagli tecnici. Tutto. Completamente. Greenewald aveva anche tentato di ottenere le linee guida interne della Marina per la segnalazione degli Ufo — un documento del 2015 aggiornato nel 2019, e la risposta era stata ugualmente categorica: classificato secondo l'Executive Order 13526, Sezione 1.4, parti (c) “Attività di Intelligence” e (e) “Questioni Scientifiche, Tecnologiche o Economiche relative alla Sicurezza Nazionale”.
Quello che emerge dalla sovrapposizione tra le richieste Foiaa di Greenewald, le testimonianze di Elizondo e dei whistleblower, e le dichiarazioni di Trump, è una geometria della negazione sofisticata e stratificata. Al livello più alto, c'è la promessa presidenziale: Trump ordina la trasparenza. È una mossa politica genuina o performativa? Probabilmente entrambe le cose. Il presidente ha certamente l'autorità legale per declassificare documenti, come stabilito dall'Executive Order 13526 emanato da Obama e mai revocato. Tuttavia, come ha spiegato Liza Goitein del Brennan Center, qualsiasi agenzia governativa con interessi nelle informazioni da declassificare deve essere consultata. E ci sono decine di agenzie con interessi nei materiali Uap. Al livello successivo, c'è l'Aaro e il meccanismo burocratico: l'ufficio lavora "in coordinazione" con la Casa Bianca, raccoglie i record, li consolida. Ma intanto non ha rispettato i propri obblighi statutari , né il secondo volume del rapporto sulla storia dei programmi Uap, né il rapporto annuale 2025. Al livello più profondo, quello rilevato da Greenewald attraverso anni di Foia, c'è la Uap Security Classification Guide: un documento il cui scopo dichiarato è stabilire cosa può e non può essere rilasciato sui fenomeni aerei non identificati. E la risposta, finora, è stata: quasi niente. I video classificati non possono essere rilasciati "nella loro interezza." Non possono essere “parzialmente separati” per rimuovere le parti sensibili. Ogni caso della Task Force è “esente dalla divulgazione” integralmente. Il Congresso stesso si è trovato a sbattere contro questo muro. I rappresentanti Ana Paulina Luna e Tim Burchett, che hanno organizzato le audizioni Uap più significative degli ultimi anni, si sono trovati a dover minacciare di usare l'autorità di subpoena per ottenere i 46 video UAP richiesti dalla Luna al Pentagono entro il 14 aprile 2026. La scadenza è passata. I video non sono arrivati. “Il motivo dell'ulteriore ritardo è inquietante,” ha scritto Luna nella sua lettera di marzo. “La presenza di UAP negli spazi aerei sensibili intorno alle installazioni militari americane rappresenta una minaccia per la sicurezza delle forze armate e la loro prontezza operativa”.