L’ombra di un omicida seriale. Due donne trovate morte. Un cantiere abbandonato che sta lì, alla voce “grandi incompiute” da anni e anni. E, a condire il tutto, quel bigottismo che non permette di scandalizzarsi abbastanza quando a morire ammazzate sono persone che vivono ai margini. Sì, nel giallo di Pollena Trocchia e delle due prostitute trovate morte nella buca di un ascensore di un vecchissimo cantiere abbandonato, c’è tutto il marcio di un’Italia che preferisce sempre guardare dall’altra parte. O spegnere la luce per fare in modo che la coscienza non veda. Sì, il buio di viale Italia, a Pollena Trocchia, è denso. E pesante.
In quel perimetro di cemento sventrato che è il cantiere del Parco Europa, un mostro edilizio con le scarnificate geometrie di sei piani rimasti al grezzo da trent’anni, s’è consumato un duplice omicidio. Anzi, non è chiaro che si è trattato di una sola azione omicidiaria con due vittime o se c’è proprio l’ombra di un omicida seriale. Poco prima dell’una, nel seminterrato di quella struttura nata male — dove già a metà anni novanta un operaio perse la vita cadendo nel vuoto — i carabinieri delle sezioni di Torre del Greco, Cercola e Torre Annunziata hanno rinvenuto i corpi senza vita di due donne, verosimilmente prostitute straniere non ancora identificate. Sulle prime s’è pensato al suicidio. E si sarebbe chiusa lì se una coppia, che s’era appartata in quella zona, non si fosse rivolta alle forze dell’ordine in preda a un moto di coscienza civica, raccontando di aver visto un uomo entrare in quel mostro di cemento e ferro in compagnia di una donna per poi uscirne poco dopo da solo. Una chiamata al 112 ha attivato la macchina, rivelando una realtà ancora più cupa. Nel seminterrato, infatti, giaceva anche un secondo cadavere.
Le vittime sono state scaraventate giù, precipitate per oltre due piani dai varchi aperti dei vani ascensore. Da due piani differenti, stando ai primi accertamenti. La svolta investigativa, coordinata dalla Procura di Nola con il procuratore Marco Del Gaudio, l’aggiunto Giuseppe Cimmarotta e il pm Martina Salvati, è di questa mattina. Un uomo di 48 anni, residente nella vicina Sant'Anastasia, è stato fermato e, dopo un estenuante interrogatorio in caserma, avrebbe ceduto. Quello che si cerca di capire, però, è cosa possa essere successo esattamente e come risolvere un macabro rebus temporale: capire in quali tempi e con quale metodica sequenza il killer abbia agito.
Il racconto del fermato, definito confuso e frammentato dagli investigatori, apre uno scenario da film giallo. Perché in un primo momento avrebbe raccontato di aver ucciso per non pagare la prestazione, poi, incalzato sulla seconda vittima, si sarebbe tradito portando gli inquirenti a sospettare che possa aver agito in due serate diverse. Ora l'esame autoptico, già disposto dall'autorità giudiziaria, potrà stabilire l'ora esatta del decesso della prima vittima e chiarire se le due donne siano morte sul colpo o se abbiano vissuto una lunga, agonizzante, solitudine sul fondo di quel pozzo di cemento che bastava da solo a raccontare quanta inciviltà c’è ancora.