Prima la festa, poi il vuoto. E dopo il vuoto, il silenzio, quello della ragazza, non quello di Ignazio La Russa. Nella nuova puntata di Report andata in onda ieri Sigfrido Ranucci ha passato al setaccio la famiglia del presidente del Senato, indagando sul confine tra sfera privata e funzione istituzionale della seconda carica dello Stato attraverso le vicende dei figli: Leonardo Apache, Geronimo e Lorenzo Kocis. Proprio su Leonardo Apache si concentra la prima parte del servizio. Sulla vicenda del presunto stupro ai danni di una ragazza avvenuto nel 2023 negli ambienti dell'alta società milanese. Una questione "chiusa" giudiziariamente con un'archiviazione, contro cui la vittima ha però annunciato ricorso alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
Ai microfoni della trasmissione di Rai3 ha parlato proprio, per la prima volta, la presunta vittima, raccontando il suo punto di vista e la sua versione. Dice di essersi trasferita all'estero, dopo che a Milano le sarebbe stata fatta terra bruciata intorno. Racconta la storia di quella notte di maggio: l'alcol, la cocaina, poi il cocktail offertole da Leonardo Apache La Russa e il vuoto prima di risvegliarsi a casa del Presidente del Senato. In mezzo il presunto stupro, che secondo i magistrati sarebbe stato invece un rapporto consenziente. Sul cocktail i test della Procura sulla presenza di GHB, la cosiddetta "droga dello stupro", hanno dato esito negativo, seppur la vittima parli di "livelli leggermente più alti" nei campioni prelevati a giugno. Poi la scelta iniziale di non denunciare: la denuncia arrivò solo 40 giorni dopo. Secondo il racconto della ragazza, sarebbero stati gli stessi medici dell'ospedale a cui si era rivolta, insieme a una psicologa, a sconsigliarle di sporgere denuncia, perché il padre "era una figura politica troppo importante".
Al centro del servizio, al di là delle valutazioni giuridiche, ci sarebbe proprio questo. L'influsso esercitato dal Presidente del Senato sull'inchiesta, le difese del figlio prese durante la conferenza stampa in Senato che avrebbero trasformato la questione da "privata" a "politica". Mentre La Russa, raggiunto da Report, sostiene di essersi imposto un "religioso silenzio" per quasi tre anni dall'avvio del procedimento giudiziario.
E sul caso di La Russa Ranucci trova un insolito alleato, Fabrizio Corona che aveva criticato l'archiviazione già nel novembre 2025, subito dopo la notizia, con una puntata di Falsissimo. Corona parla del caso La Russa e di quello che ha coinvolto Ciro Grillo, figlio dell'ex leader del Movimento 5 Stelle, casi simili a cui abbiamo assistito, dice, a un doppiopesismo giudiziario dovuto alle posizioni dei rispettivi padri. Poi su Instagram scrive: "Report copia Falsissimo ma non fa informazione corretta. (…) Avevamo però specificato che la denuncia è arrivata dopo. Solo per colpa della madre di lei amica del Presidente del Senato. La differenza tra noi e Report è che loro fanno informazione per attaccare un potere per conto di un altro potere. Noi invece attacchiamo il potere facendo informazione".
Intanto, la verità processuale dice, dalla richiesta di archiviazione: "Certamente, la condotta degli indagati è connotata da profonda superficialità e scarso rispetto della persona offesa, come dimostra il tenore dei messaggi scambiati, ma non tale da assurgere a rilevanza penale".