Il centrodestra ci regala una settimana da Oscar: dramma, tanta commedia e un pizzico di tragicomico in Senato. Si dice che la classe dirigente sia lo specchio del Paese che governa. Se fosse davvero così dovremmo metterci le mani nei capelli. Sicuramente dovrebbe farlo Giorgia Meloni, visto che tra dei suoi fedelissimi negli scorsi giorni si sono lanciati in una serie grottesca e surreale di gaffe e scivoloni. Con un'opposizione blanda e senza idee sarebbe proprio il caso di dire che il migliore spot contro il Governo Meloni sia autoprodotto.
A cominciare dal Presidente del Senato Ignazio La Russa, che in aula si è lasciato decisamente andare a microfono aperto, dando del “coglione” al deputato del Pd Nicita. La Russa ha fatto sapere tramite il suo portavoce di aver cercato di contattare Nicita per scusarsi, “senza mai trovarlo”. Poi, quando la pezza è peggiore della toppa, ha fatto sapere che il suo era un borbottio rivolto a se stesso, che purtroppo è stato intercettato dal microfono rimasto aperto. Insomma, per giustificarsi ha ammesso di essersi dato del coglione da solo.
Non è da meno il ministro della giustizia Carlo Nordio, che in tempi di referendum ha dimostrato un'innata capacità nell'innalzare il consenso a favore del No. Ma questa volta non è stata colpa sua. Proprio mentre Giorgia Meloni pubblicava sui social 13 minuti di video sul perché votare Sì al referendum – un video studiato, misurato, per smontare alcune delle accuse rivolte – la capa di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, in una tv locale siciliana urlava di come votare Sì servirebbe a “togliere di mezzo la magistratura che è un plotone d'esecuzione”. Tempismo perfetto. Ma anche il ministro ci ha voluto mettere del suo, rispondendo a coloro i quali chiedevano le dimissioni di Bartolozzi che la frase non è sufficiente per lasciare il proprio ruolo.
Ma la medaglia d'oro va senza dubbio ad Antonio Tajani, che prima si è lanciato in un appello degno dei concorsi di Miss Italia per la risoluzione della guerra in Iran: “Basta missili, basta droni, si può vivere in pace anche senza armi atomiche”. Facile! Perché nessuno ci ha pensato prima? Manca solo la coroncina e la fascia. Mentre ieri a una domanda di una giornalista sul caso Bartolozzi ha replicato: “Che c'entra? Rispondi su Gratteri!”. Forse un momento di confusione visto che la giornalista ha risposto attonita: “Noi siamo i giornalisti, è lei che deve rispondere...”. Un tale trittico sembra più un vitalizio per comici e vignettisti. E pensare che secondo qualcuno li vorrebbe far passare per dei golpisti con un piano per mettere sotto scacco la magistratura. Forse in un remake del film “Vogliamo i colonnelli”. Qua l'unico complotto sembra quello contro il buon senso.