Ma quali Pif, Barbero e Giovanni Storti. A quanto pare la migliore propaganda per il No al referendum la fanno proprio Giorgia Meloni e il suo governo. In un clima dove le opposizioni non aspettano altro per gridare all'allarme democratico la capa di gabinetto del ministro Nordio grida ai magistrati come plotone d'esecuzione ma finisce con lo spararsi sui piedi. È la figuraccia incassata ieri da Giusi Bartolozzi, ex Forza Italia oggi capo di gabinetto del ministero della giustizia. Intervenuta alla trasmissione Il Punto del canale siciliano Telecolor, Bartolozzi si è rivolta agli spettatori dicendo: “Votate sì così ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione”. È il populismo dello spritz, quello che da destra sta gettando cattiva luce sui temi, giusti, del referendum. La strategia comunicativa di alcuni esponenti dell'area governativa sembra infatti più incentrata su una colpevolizzazione e un attacco frontale alla magistratura in toto più che alle devianze su cui si innestano invece i quesiti referendari. Era successo giusto qualche giorno fa, quando Giorgia Meloni aveva accusato i magistrati “che ci impediscono di governare”. Ancora quando il Ministro Nordio qualche mese fa aveva detto: “Mi stupisce che una persona intelligente come Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo”. O addirittura quando parlava di “sistema para-mafioso del Csm”. Levategli lo spritz!
Una serie di autogol, o per dirla in termini calcistici di assist alla squadra avversaria, che subito li coglie trasformandoli in propaganda urlata. Una strategia comunicativa ingenua della classe dirigente meloniana che copre i veri contenuti, molto più moderati e sfumati. È vero anche infatti che le parole di Giusi Bartolozzi sono state decontestualizzate ed estrapolate a fini propagandistici. Il discorso è molto più ampio e complesso della frase che è stata isolata ed è diventata bandiera del No. Viene infatti spesso omessa la parte precedente, dove Basrtolozzi dice che secondo lei la maggior parte dei magistrati, “lavorano seriamente e in silenzio” ma che “purtroppo ci sono gli altri che orientano ed è di quelli che ci dobbiamo liberare”. Mentre poi ha ancora precisato: “La riforma punta a rafforzare la credibilità dei magistrati. Solo una piccola parte è correntizzata”. Ma ormai il danno è fatto, e così vincere la partita appare molto difficile. Certo che genera una certa ilarità anche come una tale armata Brancaleone venga fatta passare per dei golpisti. Cospiratori abbastanza naif e disattenti a quanto pare, visto che il loro piano viene spesso spu**anato in diretta televisiva.
Ma che poi, sapete che lavoro fa Giusi Bartolozzi? Il magistrato. Esatto, fa parte della stessa categoria che dovrebbe togliere di mezzo. Insomma la democrazia non è certo messa in pericolo dal testo referendario, sicuramente però non gode di buona salute a causa dell'inadeguatezza delle persone che, a destra e a sinistra, dovrebbero avere il compito di difenderne la credibilità e che invece finiscono troppo spesso per indebolirla con dichiarazioni improvvisate e propaganda da talk show. Alla faccia di Mattarella che chiedeva il rispetto fra le istituzioni...