Anche Pif scende in campo per il fronte del No, e ci fa rimpiangere Barbero. Sì perchè almeno lo storico aveva provato nel suo video ad entrare nel merito della riforma, seppur con una sequela di sciocchezze. Il video di Pif è al contrario un concentrato di quasi tre minuti di nulla. Una sfilza di “A me pare”, “Ho paura che”, “Secondo me”. L'obiettivo è sempre quello di alimentare i sospetti, di alludere al controllo del governo, allo Stato fascista. Ma dov'è il merito? Dove sono i fatti? Una legge è fatta da un testo e nei manuali di diritto si dice "in claris non fit interpretatio", se la norma è chiara non c'è bisogno di interpretazione. Nel diritto non c'è spazio alle congetture, alle ipotesi.
Forse Pif non entra nel merito perchè come dice “Non vorrei fare la fine di Barbero”. Ma in quel caso basterebbe non dire fandonie... Dice che il sorteggio non lo convince, “mi sembra un po' a sfavore della magistratura e a favore della politica”. Non si spiega però dove sarebbe questo sfavore. I componenti dei nuovi Csm saranno estratti a sorte: per un terzo estratti da un elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio e per due terzi dai magistrati giudicanti e requirenti. Un terzo contro due terzi, se la matematica non è un opinione c'è una chiara supremazia della magistratura. Semmai lo sfavore è per le correnti, che non varranno più un fico secco. Se lo sfavore sta poi invece nel fatto che il Parlamento, e non il governo, sceglie un elenco da sorteggiare... Quanti avvocati conoscete con almeno quindici anni di servizio? Sarebbero tutti adatti a sedere nel Csm? La risposta viene spontanea, una preselezione è necessaria.
Poi secondo Pif è “evidente che con tutti i problemi che ha la giustizia italiana questo non sia la priorità. Ci sono prima mille altri problemi da risolvere come quello dei tempi dei processi”. Qualunquismo puro. Peccato che all'articolo 111 della nostra Costituzione, quello dedicato al giusto processo, viene sì detto che per ogni processo: “La legge ne assicura la ragionevole durata”, ma anche che “Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a giudice terzo e imparziale”. Sono entrambi principi cardine che meritano egual tutela. O forse uno è di Serie A e l'altro di Serie B? Quella di Pif è retorica d'accatto. Non si può cambiare qualcosa se prima c'è altro da migliorare? E allora che pensiamo a fare alla giustizia! Ci sono gli ospedali? Le scuole? Le strade?
“Io ho capito che devo votare No ascoltando Nordio e Tajani” dice infine Pif. “Tajani ha dichiarato che la maggior parte degli imputati in Italia alla fine viene assolta. E allora se un imputato viene assolto molto probabilmente perchè il Pm e il Giudice hanno avuto idee diverse. Se questo avviene durante la maggior parte dei casi allora che la facciamo a fare la riforma?”. Beh perchè forse quell'imputato a processo non doveva proprio arrivarci? Invece assistiamo spesso a una strana amalgama fra Gip e Pm. Gli errori giudiziari rovinano vite, reputazioni, oltre a pesare anche sulle casse dello Stato. Qui un procedimento penale viene invece banalizzato e ridotti a una barzelletta. Un'argomentazione tremenda.
Poi: “Quando Nordio dice che la Schlein dovrebbe votare sì perchè un giorno potrebbe essere utile al Pd quando sarà al Governo allora lì capisci perchè vogliono fare questa riforma”. Ecco l'allusione al controllo del governo. Pif si riferisce a un'intervista rilascia dal Ministro Nordio qualche mese fa al Corriere, che è stata però riportata in maniera faziosa da molti come argomento a favore del No. La dichiarazione integrale è infatti: “La riforma fa recuperare alla politica il suo primato costituzionale. Il governo Prodi cadde perché Mastella, mio predecessore, fu indagato per accuse poi rivelatesi infondate. Mi stupisce che una persona intelligente come Elly Schlein non capisca che questa riforma gioverebbe anche a loro, nel momento in cui andassero al governo”. Parlare di controllo politico è fuorviante: nessuna norma della riforma attribuisce al governo poteri sulla funzione giurisdizionale. Il punto non è assoggettare la magistratura alla politica, ma sottrarre l’autogoverno al monopolio delle correnti, che negli anni ha prodotto una distorsione interna del principio di indipendenza.
“Rispetto agli altri referendum mi sono dovuto documentare molto prima di prendere questa decisione” ha detto Pif nelle premesse del video. Forse era il caso si documentasse un po' meglio. Gli argomenti sono i soliti, addirittura dice: “Mi sembra che ci sia un po' di Ungheria nell'aria, e l'Ungheria è bella ma non ci vivrei”. Ancora propaganda senza argomentazione, intanto nei sondaggi il No risale. Ma per valutare una riforma così delicata non servono comici o storici, servirebbe leggere il testo, capire i meccanismi e i contrappesi. Dura lex, sed lex: la legge non fa chiacchiere da salotto ma resta l’unica garanzia seria di libertà per tutti.