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15 maggio 2026

Signori, ecco il nostro presidente del Senato La Russa: “Non è male una seduta a tre con la Gelmini e con la Carfagna”. Il vero talento di Ignazio Benito è trasformare una sede istituzionale nel bar sotto casa

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

15 maggio 2026

E che sarà mai? É solo una battuta. E pure se è stata fatta in una sede istituzionale? Ignazio La Russa, si sa, è un mattacchione. E poi Silvio Berlusconi aveva già creato il precedente, perché dovremmo scandalizzarci adesso? Il nostro Presidente del Senato sente il bisogno di ricordarci che è un macho con una di quelle battute da bar che sfoderi con gli amici quando vuoi fare lo splendido

foto di Ansa

Signori, ecco il nostro presidente del Senato La Russa: “Non è male una seduta a tre con la Gelmini e con la Carfagna”. Il vero talento di Ignazio Benito è trasformare una sede istituzionale nel bar sotto casa

Ma che caz*o dice La Russa? Potrebbe essere l’esordio perfetto per questo articolo. Peccato che, purtroppo, non stiamo parlando di un personaggio dello spettacolo qualunque, bensì del nostro Presidente del Senato, quindi va utilizzato un certo riguardo nel linguaggio. Anche se lui, a quanto pare, questo stesso riguardo non lo conosce affatto. Perché quando a sparare battute sessiste è un Presidente del Senato, il problema si fa serio, soprattutto se lo fa in una sede istituzionale e non al bar sotto casa. La verità, quella più amara, è che non siamo neanche troppo sorpresi.
Ignazio La Russa forse vuole riprendere indirettamente la verve gagliarda di Silvio Berlusconi, per questo, durante un’intervento, afferma: “Purtroppo dovrò andare via, ma mi hanno promesso Mara e Stella (Carfagna e Gelmini), che mi riferiranno. Faremo una seduta apposta a tre, che non è male con la Gelmini e con la Carfagna, insomma”. La battuta del secolo è servita. Adesso che La Russa ha confermato di essere un maschio alpha, possiamo tirare un sospiro di sollievo. Menomale.

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Un post condiviso da Carlotta Vagnoli (@carlottavagnoli)

Provando ad andare oltre alla battuta sessista in sé, ci si accorge che il vero problema è il riflesso automatico di un certo modo di stare dentro le istituzioni come se fossero un prolungamento del salotto. Solo che qui non siamo in salotto e l’eco delle parole non rimbalza su un divano ma sulle pareti della rappresentanza.
Non ce la prendiamo per “la gag” in sé (che, tra l’altro, non fa nemmeno lontanamente ridere), ma per il contesto istituzionale e la normalizzazione di un linguaggio che scivola sempre nella stessa direzione: quello in cui le donne restano materiale da parentesi simpatica, persino donne che hanno cariche istituzionali. Anche stavolta la donna è una comparsa funzionale alla battuta di chi parla. Un automatismo vecchissimo, che si ripete stanco, ma nonostante ciò continua a ripresentarsi come quelle cose vecchie sì, ma anche rassicuranti.
E più il ruolo istituzionale è alto, più ci si aspetterebbe misura, e invece si assiste a una specie di regressione linguistica, come se l’autorevolezza autorizzasse la licenza, anziché imporre il limite. E così la “verve” diventa un modo per risultare simpatici. La battuta è postura e la postura, inevitabilmente, diventa messaggio politico, anche quando non vorrebbe esserlo. Ma la politica non è fatta solo di programmi elettorali. La politica si fa di continuo, con i fatti e con le parole. Non serve avere un intento preciso per fare politica. E oggi La Russa con questa battuta, sì, ha fatto politica. Una politica becera e ignorante che si pavoneggia del nulla e non contempla le conseguenze delle proprie azioni e parole.
A noi non piace “moraleggiare”, ma si tratta di capire che in certe stanze le parole non sono mai solo parole, ma gerarchie mascherate da leggerezza e abitudini che si travestono da ironia ma che, in realtà, sono stereotipi mai davvero disinnescati.
E alla fine cosa rimane? L’idea che si possa ancora parlare così, come se nulla fosse cambiato, come se il contesto istituzionale non avesse memoria. Ma questi sono concetti che si trascinano dietro pesantezza, l’importante è ridere e buttare tutto in caciara, vero Presidente del Senato?

https://open.spotify.com/show/5T9xxCp5taZVjub6B8YF56

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