C’è un Napoleone che è andato oltre il 5 maggio. Con l’avvocato Simone Colzani, notissimo per chi segue il crime nei vari canali YouTube e ormai un amico, funziona così: si parla di cose serie e si riesce sempre a mescolarci riferimenti potenti. Il titolo, insomma, se non fosse che sul web c’è da stare attenti con key e algoritmi, non ci sarebbe mai neanche bisogno di farlo perché te lo da lui. Sì, il Napoleone andato oltre il Napoleone che s’è fermato il 5 maggio è il dottor Fabio. Procuratore a Pavia. Ha convocato, come noto, Andrea Sempio per il 6 maggio e da lì a brevissimo chiuderà le indagini. Quel documento fatto arrivare a Sempio e ai suoi legali, come moltissimi colleghi, lo abbiamo in mano da questa mattina. C’è la ricostruzione, per la verità stringatissima, di come sarebbe andato l’omicidio di Chiara Poggi secondo l’accusa. Ma è un documento che meritava d’essere approfondito con chi di carte così se ne vede passare sul tavolo di continuo. La scelta? Una sola: l’avvocato Simone Colzani.
Quale è il primo pensiero davanti alla convocazione di Andrea Sempio per il 6 maggio?
La notizia vera è che a tutti gli effetti un sollecito: se non ti presenti potremo farlo coattivamente. Non è l’ultima possibilità per l’indagato per sottoporsi ad interrogatorio. Quella potrà esserci di nuovo, semmai, dopo la chiusura delle indagini, su richiesta dello stesso indagato.
Da avvocato, invece, cosa diresti al tuo assistito?
Non è mai facile né semplice, però gli suggerirei ancora una volta di dirmi la verità e da lì valutare insieme il da farsi. Avrei congelato l’atto e detto chiaramente al mio assistito: "Qui rischiamo trent’anni di sole a scacchi, anche col rito abbreviato, e l’unica alternativa è collaborare". Nell’abbreviato, infatti, il giudice decide esclusivamente sulla base degli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero, salvo, come occorso in primo grado con il giudice Vitelli, la necessità di integrazioni probatorie. Tale semplificazione conduce ad uno sconto di pena di 1/3, che nel caso di condanna dal possibile ergastolo condurrebbe a trent’anni, ma chi glielo fa fare a un quarantenne di farsi tre decadi per sport? Sempio mi sembra troppo attaccato alla vita per rischiare di marcire in cella.
Anche se fosse innocente?
Il nostro ordinamento non può prescindere dalla presunzione di non colpevolezza. Tuttavia, da avvocato, nel momento in cui ricevi un documento di un certo tipo e nel momento in cui è chiaro che si va verso una richiesta di rinvio a giudizio per il tuo assistito, devi necessariamente ragionare sul fatto che la Procura della Repubblica, evidentemente, ritiene che il tuo assistito sia colpevole. E questa presa di coscienza è necessaria, magari anche proprio per smontare l’intero castello.
Tra consulenze e indagini tradizionali, secondo te quale è la mole fisica delle carte che i legali di Sempio dovranno esaminare?
Mi dicono che la Procura di Pavia ha trasferito alla Procura Generale di Milano, per la revisione di Stasi, qualcosa come settanta faldoni. Se questo dovesse essere vero, non voglio immaginare le migliaia di pagine relative all’indagine vera e propria su Andrea Sempio. Basti pensare che per il delitto di Yara Gambirasio, il fascicolo conteneva quasi 60mila pagine.
Secondo te è finita qui?
Non posso saperlo. Bisognerà anche capire se e cosa Andrea Sempio dirà. Potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere e attendere la richiesta di rinvio a giudizio. Poi da lì avrà venti giorni per chiedere di essere interrogato, richiesta che il PM dovrà accordare, pena la nullità degli atti successivi.
Escludi colpi di scena?
Ormai intorno a Garlasco non si può escludere nulla. Ad oggi, però, dobbiamo ragionare sulle notizie che abbiamo. Poi c’è margine perché accada ancora di tutto, compreso che possano comparire nuovi indagati. Vedremo.
Uscendo un po’ dalla tua professione, se Sempio sapeva da due o tre anni che la situazione stava precipitando, perché non ha preso il portafoglio e non è scappato dall'altra parte del mondo?
Non sei l'unico a dirmelo. È rimasto lì e può significare tante cose. Io credo che ci siamo molto, davvero molto, che ancora non sappiamo. Se leggi l’atto, la ricostruzione del delitto è troppo "pulita", troppo strisciata. Come se la Procura non volesse svelare troppo, ma solo il necessario. Non voglio essere male interpretato, ma si ha un po’ la percezione anche di una fase in cui si gioca ancora un po’ d’azzardo.
E il binario parallelo rispetto alla condanna di Alberto Stasi?
Se esce una prova forte da questo ramo d’indagine, Alberto Stasi non può restare dentro. Quella prova verrebbe assunta nel giudizio di revisione. Però attenzione: nessuno di noi sa cosa abbia in mano la Procura. Potrebbero esserci altri nomi, ma non sapremo nulla fino alla chiusura delle indagini preliminari.
Gli eventuali “nuovi elementi” finiranno solo nelle mani dei legali di Sempio o circoleranno tra le altre parti?
Finiranno ai difensori dell’indagato. La figura di Stasi in questo contesto è ibrida, è l’ennesima anomalia di Garlasco. Il difensore di Sempio chiederà sicuramente l’isolamento del proprio assistito rispetto alle altre parti legali. Deve essere un processo chiaro, altrimenti diventa un’inquisizione e Andrea Sempio rischia di essere stritolato così come capitato ad Alberto Stasi.
Sempio ha appena dichiarato che non frequentava Chiara e quindi che non si spiega il “movente sessuale”, che ne pensi?
Il punto, da quello che leggo, non è solo il sesso, è tutto il contorno. Ed è lì che si giocherà la partita.