Ci siamo: il Procuratore della Repubblica di Pavia, Fabio Napoleone, è pronto a chiudere definitivamente le indagini per l’omicidio di Chiara Poggi e a chiedere il rinvio a giudizio per Andrea Sempio. Prima, però, vorrà provare a ascoltarlo ancora. Convocazione fatta e già arrivata a destinazione: il 6 maggio la data. Potrà non presentarsi questa volta? Volendo sì, ma rischierebbe poi l'accompagnamento coatto. Angela Taccia, la sua legale, ha tagliato corto: "Valuteremo la strategia". In teoria potrà avvalersi della facoltà di non rispondere e quasi certamente è ciò che farà. Anche perché i suoi legali, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, hanno già fatto sapere da giorni di voler andare a fondo di tutte le questioni procedurali , visto che per lo stesso reato è già stata condannata un'altra persona con sentenza definitiva. Perché la vera bomba sta esattamente qui: il trentottenne di Garlasco avrebbe agito da solo in quel 13 agosto del 2007 secondo l’accusa (a meno che non abbia lui stesso qualcosa da raccontare). Alberto Stasi, quindi, è fuori dalla scena (da qui l’incontro con la procuratrice generale Nanni per parlare della revisione), ma è escluso anche “il concorso con altri”.
Che significa? Che non ci saranno altri indagati, almeno per quanto riguarda l’azione omicidiaria. Il movente? Niente di pruriginoso come s’era ritenuto, ma una ossessione (tenetevi pronti, su MOW stiamo per sganciare una bomba clamorosa) per la sorella del suo amico Marco Poggi. E’ quanto confermerebbero anche le varie consulenze disposte negli ultimi mesi dalla Procura, insieme alla relazione richiesta al Racis sul profilo psicologico dell’indagato. Fondamentali, stando a quanto è dato sapere, sono stati alcuni riscontri diretti avuti dagli inquirenti, ma non è chiaro se si tratta di testimonianze vere e proprie o di elementi emersi attraverso ricerche sulle attività informatiche (e non solo) dello stesso Sempio.
Tutti dubbi, questi, che potranno essere chiariti in una manciata di giorni. Sembra improbabile, infatti, che la Procura della Repubblica, dopo aver ascoltato Sempio e dopo aver chiuso l’indagine con la richiesta di rinvio a giudizio e la discovery, decida di non tenere una conferenza stampa o di non diramare comunicati ufficiali. Anche perché la fase che si apre è delicata e la mediaticità del caso richiede rigore assoluto anche rispetto alle notizie che inevitabilmente circoleranno. C’è da dire, infatti, che difficilmente si potranno conoscere i dettagli del lavoro svolto, visto che l’intera documentazione finirà solo e esclusivamente nelle mani, oltre che degli inquirenti stessi, della difesa dell’indagato. Al momento, infatti, è escluso il coinvolgimento a qualsiasi titolo di qualsiasi altro soggetto.