Emma Bonino è morta a 78 anni dopo essere stata ricoverata per problemi respiratori a Roma.
Meravigliosa rosa rossa dei Radicali, con le sue spine e le sue battaglie, le contraddizioni di chi ha attraversato la politica affianco a un altro grande, ugualmente contraddittorio e irregolare, come Marco Pannella (con il quale litigò), e poi da sola, lì a ricordare cosa son stati i Radicali quando ancora nessuno li capiva e la politica con la giacca e la cravatta li temeva. Europeista prima di tutti, abortista prima di tutti quando nel 1975 fondò il Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto (CISA), promotrice della Corte penale internazionale, aveva capito che la pace non deve essere un alibi, ma un impegno attivo, che a volte richiede la difesa dei valori e dei Paesi che condividono il sogno di un Occidente sempre più libero, sempre più aperto e sempre più progressista.
Ha galleggiato tra palazzi di potere e piazze? Certo! Perché ha capito che la politica stava cambiando e non bastava essere più duri e puri. Questo le ha attirato critiche, alcune fondate, altre meno, che non hanno scalfito tutto ciò che negli anni è riuscita a costruite. Una leader donna credibile, forte e più stronza del cancro che per dieci anni ha cercato di fotterla. Una donna rigida e ironica, una politica che non si è mai lasciata intimidire. Una storia lunga 50 anni e impossibile da sintetizzare, se non come lei fece in un’intervista del 2022 al Giornale: “Io sono nata e sono radicale”. Rosa rossa, piena di coraggio e di spine, come ciascuno di noi.
Non basterebbe un ritratto, ne servirebbe uno per ogni suo profilo, politico e umano, uno per ogni sua spina, come quella della rosa rossa, simbolo dei Radicali che furono e che ora non hanno più vecchi e cattivi maestri da imitare.