Pulp Podcast è liturgia settimanale di dibattito politico, nel bene e nel male meglio di ogni programma tv, meglio di qualsiasi giornale, soprattutto per l’enorme capacità di attrarre tutti, pure quelli che, normalmente, preferiscono stare dall’altro lato e, se invitati, rifiutano cautamente il dibattito (come fece il Nostro con Daniele Capezzone); stavolta, però, Saverio Tommasi accetta l’invito di Fedez e Mr Marra e va ospite del video-podcast insieme a Giuseppe Cruciani. Basta poco per capire di cosa stiamo parlando. Saverio Tommasi senza post-produzione, tagli e montature, naufraga amaramente al minuto dieci. Qualsiasi persona dotata di un minimo di empatia si fermerebbe a quel punto, direbbe basta così, va bene, ne ha avute abbastanza. Basterebbe, come esempio definitivo, lo scambio con Mr Marra a proposito dell’accanimento, vero o presunto, ci interessa poco, di Fanpage nei confronti del generale Vannacci. Saverio Tommasi sostiene che il suo compito non sia quello di far passare bene o male qualche personaggio della politica in particolare, ma di “raccontare”. Non vogliamo aggiungere altro.
Mr Marra: “Sì, però è un racconto viziato dalla costruzione che tu fai. Dici: vado là a rompere le palle. Non fai lo stesso con Conte o con la Schlein”
Saverio Tommasi: “Lo faccio quando vedo una notizia, oppure lo fanno altri miei colleghi, altre mie colleghe [quali?]. L’idea è di disturbare il potere perché il giornalismo fa questo mestiere qui, altrimenti sarebbe un ufficio stampa”.
Mr Marra: “Però non è più potente Conte di Vannacci?”
Fedez: “O la Schlein?”
Saverio Tommasi: “No, perché faceva parte fino a poco tempo fa di un partito che tiene su il governo. E poi anche mediaticamente ha avuto tutta un’aura attorno che lo rendeva interessante. E poi ognuno è specializzato in alcune cose. Io sono specializzato…”
Fedez: “Nei fascisti”
Saverio Tommasi: “Esatto, stavo per dirlo” Risate…
…
Giuseppe Cruciani: “Ma tu ti rendi conto che sei l’assicurazione sulla vita di Vannacci?”
Saverio Tommasi: “No, dai, non sono così potente”.
Giuseppe Cruciani: “Nel tuo piccolo o nel tuo grande, sei l’assicurazione sulla vita mediatica. Finché ci saranno persone che dipingono Vannacci come un mostro, cosa che conviene mediaticamente… La verità è che il tuo antifascismo è un antifascismo da operetta nel racconto, da like, da social, per creare movimento su Internet”.