In altri articoli ho trattato il tema della geopolitica dello Spazio e cioè l’idea che la conquista della Luna nel 1969 con il programma Apollo (supportato dal gigantesco razzo vettore Saturno 5) sia stata dovuta alla competizione tra USA e Unione Sovietica. Una lettura che si basa sulle enormi risorse finanziarie messe a disposizione dall’America per battere il concorrente che per primo aveva iniziato l’esplorazione spaziale. Gli USA vinsero ma poi ci furono anni di nulla o quasi con i fan dello spazio che si sono dovuti accontentare solo degli Space Shuttle (1981) e poi della Stazione Spaziale Internazionale (in funzione dal 2000), un po’ pochino per chi aveva creduto alla conquista delle stelle. Infatti l’ultima volta che astronauti hanno calcato Selene sono stati quelli di Apollo 17 il 14 dicembre 1972.
La ripresa della competizione negli ultimi anni con la Cina e la Russia (e in misura minore con l’India) ha spinto gli USA a finanziare pesantemente il nuovo progetto lunare di Artemis. In questo articolo voglio però accendere la luce su una nuova competizione che sta facendo bene all’esplorazione spaziale e cioè la competizione “interna” - la parola è sempre la stessa- tra due miliardari americani: Elon Musk, con Space X, e Jeff Bezos con Blue Origin, rispettivamente l’uomo più ricco del mondo e il terzo. Si tratta di una gara che riguarda sia i lander lunari che i razzi vettori. E si badi che tra i due è aperto il confronto anche per l’IA.
Lander lunari
SpaceX: nel 2021, la società di Musk ha vinto un contratto da 2,9 miliardi di dollari per utilizzare Starship come primo sistema di allunaggio umano (Artemis IV) tramite il lander Starship HLS (da non confondere col razzo vero e proprio chiamato Super Heavy). Nonostante i test frequenti, SpaceX affronta pressioni per i ritardi nello sviluppo, tanto che la NASA ha ventilato l'ipotesi di riaprire la competizione con Blue Origin se Starship non sarà pronta in tempo.
Blue Origin: dopo una battaglia legale iniziale, Bezos ha ottenuto nel 2023 un contratto da 3,4 miliardi di dollari per sviluppare il lander Blue Moon per la missione Artemis V. Blue Origin punta sulla strategia "gradatim ferociter"” passo dopo passo, ferocemente” come da suo motto, concentrandosi sulla precisione e sulla costanza piuttosto che sulla velocità di realizzazione.
Razzi vettori
La principale caratteristica dei privati è la riutilizzabilità, al contrario dei razzi “pubblici” della NASA come quello dell’ultima missione Artemis 2, il Space Launch System.
New Glenn: Il razzo di Bezos ha recentemente completato con successo il recupero del propulsore su una piattaforma oceanica, una tecnologia che SpaceX padroneggia da anni con il Falcon 9. Il New Glenn è fondamentale per le ambizioni di Blue Origin di competere nei lanci commerciali e nelle missioni verso Marte.
Starship: Musk continua a testare Starship, progettato per essere completamente riutilizzabile e capace di trasportare fino a 100 persone, puntando non solo alla Luna ma alla colonizzazione di Marte mentre il Falcon 9 viene utilizzato per missioni di routine.
Vediamo le caratteristiche e il paragone con il mitico Saturno V.
Lo schema è il seguente:
- Lancio da Terra con SLS/Orion (NASA) con gli astronauti.
- Rendez-vous e docking (aggancio) in orbita lunare con il lander privato (di Musk o di Bezos) già presente sul posto.
- Trasferimento dell'equipaggio dalla capsula Orion al lander per la discesa sulla Luna.
- Il lander privato decolla dalla Luna e si riaggancia alla Orion.
- Ritorno sulla Terra con la capsula Orion (NASA).
La NASA, come detto, sta finanziando tutti e due i progetti di Musk e Bezos per il lander lunare privato.
Fa questo per due motivi: garantirsi una seconda opportunità nel caso di ritardi e poi creare quella sana competitività che permette di estrarre il meglio dai due contendenti. Tuttavia non è così importante sapere “chi vincerà” perché alla fine vincerà la tecnologia spaziale che avrà a disposizione due nuovi gioielli per lo spazio e dare un nuovo sogno all’umanità: la conquista delle stelle.