Vi faccio la sintesi di Beppe Grillo a Pulp Podcast con Fedez e Mr Marra, i Fazio di YouTube. 17 minuti di delirio a velocità 2x, Vannacci ha successo perché chi lo critica è stupido (invece i grillini son risaputamente dei geni), la crisi della conoscenza e l’emergenza dell’ignoranza, più svariati numeri a caso e statistiche. Una peroratio in favore del figlio Ciro, gran fan del podcast e condannato in primo grado a 8 anni per stupro, un sublime tergiversare su immigrazione e ia, con i ricchi che come ricchi fanno ciò che vogliono e i poveri che non hanno colore della pelle (vecchio leitmotiv comunista su esercito di riserva, riciclato a dire il vero da altre compagini di destra sociale).
Dieci minuti di bio di Beppe Grillo prima del M5S, quando faceva satira e cabaret. Poi la storia sua e di Casaleggio e la nascita del M5S, cioè quando ha smesso di fare satira ma non cabaret, e arriva la frase poetica: “Mettere nella politica un po’ di sentimento”, cioè il miele nella focaccia, le spezie del populismo e della retorica infervorata. Poi la lagna sul Movimento 5 Stelle che è cambiato e gli anticasta che son diventati casta, da Di Maio a Conte. Peccato che Giuseppe Conte abbia salvato un partito sfasciato, salvato!, proprio a livello elettorale, di numeri, nel 2022 e prima. Poi altro delirio, bla bla bla. Il fatto quotidiano è politicizzato (ma va!?), Grillo e Travaglio si sono lasciati male male, una battuta (giusta) contro finanziamento pubblico ai giornali (che non legge), e il no netto alla candidatura o alla formazione di un nuovo partito (non ha il potere dice, e nemmeno l’età). Stop.
E dunque? Dunque niente, molto show e poca sostanza, che è poi il lascito del Movimento 5 Stelle oltre agli sprechi tra superbonus e reddito di cittadinanza. In fondo l’eredità di Grillo è l’unica che dura davvero, più di quella di Silvio Berlusconi e di altri della storia di questo Paese. Pensateci: siamo un paese senza sostanza politica, in cui avanzano i nuovi alfieri del “Vaffa”.
Vannacci e il vaffa agli stranieri
Salvini e il vaffa alla Nato
Schlein e il vaffa ai ricchi
I Verdi e il vaffa a chiunque non vada a piedi o in bicicletta, al nucleare e pure alla Nato (proprio come la destra-destra)
Quindi Grillo ha già vinto, lui con la sua intelligenza analogica e i suoi modi analogici e i suoi capelli analogici e il suo sguardo analogico e i suoi peccatucci analogici e le sue convinzioni analogiche spacciate per futuristiche.
La politica dei Vaffa è l’antipolitica di Grillo nel suo pieno e compiuto sviluppo. Restiamo solo noi, che ancora non ci siamo decisi a gridare VAFFA a tutti loro.