“Buon senso epico”, è il titolo del post di Beppe Grillo sul suo blog sulla guerra in Iran. In apertura una grande foto in cui per metà si vede il volto di Grillo e per l’altra metà quello del premier spagnolo, Pedro Sanchez. Il testo ripropone il discorso del presidente Sanchez rivolto ai cittadini spagnoli, a cui Grillo apporta delle piccole correzioni. Ogni volta che nel testo si incontra la parola “spagnolo” e tutte le sue declinazioni diviene “italiano”. Così con un discorso al popolo spagnolo, di rara chiarezza e comprensibilità, viene provocatoriamente proposta ai lettori Italiani un’idea della politica italiana. Per meglio capire questa trovata comunicativa, che va letta nella sua interezza, a titolo e esemplificativo, diamo alcuni passaggi così trasformati: “La posizione del governo italiano di fronte a questa situazione è chiara e coerente. È la stessa che abbiamo mantenuto in Ucraina e anche a Gaza. In primo luogo, no alla violazione del diritto internazionale che protegge tutti noi, soprattutto i più indifesi, la popolazione civile. In secondo luogo, non possiamo accettare che il mondo possa risolvere i propri problemi soltanto attraverso conflitti e bombe. Infine, no a ripetere gli errori del passato”. E continua con la trasformazione del discorso di Sanchez.
Penso che questo post di Grillo debba essere valutato attentamente dagli esperti di comunicazione e dal mondo politico. Partiamo ricordando che Grillo è l’inventore dell’utilizzo dei social per la comunicazione politica. Oggi torna, dopo una lunga assenza politica e comunicativa che ha visto i suoi interventi ridotti al minimo (l’ultimo fu il discorso di Capodanno). Ieri ha deciso di esternare diffondendo un discorso che a detta di tutti gli osservatori internazionali merita una grande attenzione e non solo per la sua chiarezza, ma per il valore politico che rappresenta. Lo fa in una delle giornate più complicate di questo sciagurato intervento militare, portato avanti da Stati Uniti e Israele, nella giornata dove oltre ai bombardamenti realizzati da navi e jet, si apprende che una nave iraniana nelle acque dello Sri Lanka (una zona distante dall’Iran circa 5000 km!) è stata affondata da un sottomarino USA, e al momento vi sono 148 dispersi. Dal punto di vista comunicativo l’espediente utilizzato da Grillo, per illustrare il suo giudizio sulla politica Italiana ed Europea o meglio l’assenza di politica o peggio confusione che regna sul tema intervento militare, è veramente notevole e innovativo. Non solo riesce in maniera originale ad appropriarsi delle tesi del governo spagnolo, ma riesce a renderle interessanti e argomento di riflessione per un gran numero di italiani.
Se oggi molti italiani sono venuti a conoscenza del discorso di Sanchez, oltre i semplici e sintetici titoli dei giornali, sicuramente lo si deve all’espediente utilizzato da Grillo. Ma è dal punto di vista politico che il suo post è forse più Interessante. La scelta del tema, la tempistica, il momento politico internazionale e italiano lascerebbero pensare che potrebbe essere il ritorno alla politica di un leader che dal 2013 ha condizionato nel bene e nel male la politica italiana. Il testo, che rappresenta un grande esempio di discorso politico difficile da non condividere per il lettore di sinistra, di destra o di centro, arriva in un momento complicatissimo per il governo e in una stagione politica in cui il centrosinistra ha serissimi problemi: leadership, legge elettorale, scelte politiche e ruolo del centro, dei cattolici e dei liberali nella coalizione. Ma non è un momento felice neanche per il governo perché, oltre ai giganteschi problemi derivanti dalla guerra, è di oggi la diffusione del sondaggio di Nando Pagnoncelli pubblicato sul Corriere della Sera che dice che sul referendum per la prima volta c’è il sorpasso delle posizioni del No alla riforma della giustizia (e non escluderei che Grillo ne fosse già a conoscenza ieri sera). Tutta una serie di indicatori che fanno pensare che se il Beppe Grillo del 2013, che allora si era confrontato con politici di grande spessore come Berlusconi, D’Alema, Renzi, Bersani, Prodi, Marini e tanti altri, raggiunse il 25%, oggi con la nuova classe politica ancora non adeguatamente formata e soprattutto in ordine sparso, potrebbe avere un ruolo importante, se non come nel passato, addirittura superiore. Se poi in questo scenario si aggiungesse l’avvedutezza e la maturità di non rifare gli stessi errori del passato, il progetto potrebbe essere interessante per un numero ancora più elevato di italiani che hanno a cuore solo il futuro del paese e non secondi fini.