La toppa a volte è peggio del buco. Ricorderete che Urbano Cairo, in fretta e furia, si apprestò a chiudere il programma di Massimo Giletti, Non è l’arena, accusando un costo “insostenibile per gli ascolti”? Questo accadde dopo le rivelazioni del giornalista sulla presunta foto di Silvio Berlusconi con il generale Francesco Delfino e Giuseppe Graviano. Ecco a proposito di questa storia, scrive il Fatto Quotidiano, l’amministratore delegato di Rcs, Urbano Cairo verrà sentito dalla procura di Firenze il 10 giugno dopo che Gianmarco Mazzi, ex manager di Massimo Giletti e attuale ministro del Turismo, ha letto alla presidente del Tribunale, Anna Favi, la sua chat con Cairo risalente al 3 giugno 2023. In essa è contenuto un acceso scambio di messaggi fra i due a proposito di alcune dichiarazioni rilasciate dall’ad al Festival di Dogliani, intervistato da Francesca Fagnani. Qui appunto Cairo aveva ripetuto ancora una volta le ragioni economiche della scelta di chiudere il programma di Giletti definendo inoltre Mazzi come “agente, non agente ora dice che è amico”. A proposito di queste parole Mazzi ha scritto a Cairo un messaggio parecchio infastidito: “Mi raccomando Urbano, quando parli le falsità e le battute non le accetto”.
Per l’ex agente di Giletti le falsità sarebbero state: una, quella di non aver mai detto che Giletti sarebbe stato rinnovato, l’altra, appunto la scelta maturata per ragioni economiche. Tutta questa storia, appunto, racconta due versioni che si andranno a confrontare di fronte alla cattedra del tribunale fiorentino alle prese con il processo Baiardo, l’ex gelataio di Omegna, già condannato ormai 30 anni fa come favoreggiatore dei boss Giuseppe e Filippo Graviano. Baiardo è attualmente imputato, peraltro, per calunnia aggravata ai danni di Massimo Giletti per agevolazione di Cosa Nostra nella vicenda della ormai famosa foto che avrebbe mostrato a Giletti nel luglio del 2022. In questa foto, secondo la versione di Giletti, sarebbero ritratti Silvio Berlusconi, il generale dei carabinieri Francesco Delfino e un ragazzo che, secondo la spiegazione resa da Baiardo a Giletti, sarebbe stato Giuseppe Graviano. L’ex gelataio di Omegna ha in seguito negato la versione resa dal giornalista ai pm fiorentini. La bugia sulla foto, vera o falsa che sia, per i pm fiorentini sarebbe un favore alla mafia reso da Baiardo, con l’biettivo di proteggere Berlusconi e Dell’Utri nell’ipotesi (sempre dei pm) di un patto politico-mafioso.