Sta facendo il giro del web il video di Chiara Balistreri, in lacrime, dopo la scarcerazione del suo ex Gabriel Constantin, già condannato a cinque anni e nove mesi per maltrattamenti.
Oggi 23enne, Chiara ha raccontato di averlo conosciuto a 14 anni e di esserne rimasta colpita per la presunta sensibilità d'animo, prima che la relazione degenerasse in violenze sempre più gravi, iniziate dopo circa un anno e proseguite per sei anni, tra aggressioni fisiche e pentimenti mai duraturi. Nonostante i tentativi della madre di allontanarla, la situazione è precipitata nel 2022, quando lui le ha rotto il naso: da lì è scattata la denuncia e Chiara ha iniziato a raccontare tutto sui social.
In un’intervista a Verissimo ha spiegato: “Sono tutti bravi a dire di denunciare al primo schiaffo, ma dietro a quelle violenze c'è una violenza psicologica che ti prepara e ti abitua a quella fisica. C'è manipolazione. Ti allontanano dalla famiglia, dalle amiche, ti isolano. Ti senti sola, ti senti sbagliata. È difficile”.
Dopo la denuncia, Gabriel è rimasto latitante per due anni e mezzo; una volta individuato a Bologna, ha ottenuto i domiciliari, ma è evaso tornando a minacciare Chiara e la sua famiglia. La ragazza ha denunciato pubblicamente la gestione del caso: “Vorrei ringraziare il giudice che gli ha dato la possibilità di tornare a casa sua con gli arresti domiciliari… Preferisco registrarmi da viva, prima che diventi l'ennesimo caso di femminicidio”.
Arrestato successivamente in Romania, Chiara aveva commentato così: “Oggi posso dire di aver vinto, anzi abbiamo vinto… A oggi sono convinta che le cose possono cambiare, che insieme le possiamo cambiare e che possiamo essere tutelate”.
Nel 2025 Chiara aveva partecipato al reality L’isola dei famosi e, durante una puntata, la conduttrice Veronica Gentili le aveva comunicato in diretta l’esito del processo: una condanna definitiva a sei anni e tre mesi di carcere per l’ex compagno.
Un sollievo solo parziale, perché la stessa Chiara si era detta ancora preoccupata. Timori che hanno trovato conferma nel marzo 2026, quando, sempre a Verissimo, ha commentato la riduzione della pena: “Gli è stata abbassata la pena di sei mesi. Nel periodo in cui mi ha rotto il naso, io l'avevo lasciato. Non c'era una convivenza, quindi è stato contestato il maltrattamento in famiglia. Sono consapevole che a livello legale ci sono state delle ragioni per questa riduzione della pena, ma a livello personale non fa piacere”.
Negli ultimi giorni la vicenda ha preso una piega ancora più delicata. Il 13 aprile Chiara ha annunciato in lacrime su Instagram la scarcerazione dell’ex: “Gabriel fra due giorni tornerà a casa con dispositivo. Dispositivo che io non accetto. Io non voglio nessun dispositivo perché, se mi dovesse mai succedere qualcosa, mi devono avere sulla coscienza tutti quelli che hanno preso la decisione di rimandarlo a casa un'ennesima volta”. E ha aggiunto, parlando della madre di lui: “Sua madre, che è complice di suo figlio, visto che è stato arrestato in presenza di sua madre, la quale l'ha aiutato durante tutta la latitanza. Andrà a stare in una casa dove io sono quasi morta, dove io ho preso botte per 5 anni”. Dure anche le parole sul sistema giudiziario: “A prendere la decisione di rimandarlo a casa, perché merita una seconda possibilità, sono state tre donne e questa cosa mi fa ancora più schifo. Le carceri sono piene? E a me cosa me ne frega? Cosa mi interessa che le carceri siano piene?”.
Ma non finisce qui. L’ultimo reel di Chiara parla di una denuncia che la ragazza avrebbe ricevuto per diffamazione, proprio da parte di Gabriel, dopo il reel dove esprime la sua preoccupazione per la scarcerazione: “Da vittima a carnefice. Follia. L’apoteosi. Solo in Italia”.
Sui social c’è molto fervore per la notizia e solidarietà per la giovane. Anche Mario Adinolfi, ex naufrago della stessa edizione dell’Isola dei famosi, ha esposto pubblicamente la sua solidarietà a Chiara, minacciando l’ex di ammazzarlo qualora provasse a fare ancora del male alla ragazza.
Ma davvero bisogna arrivare a minacciare? La giustizia non dovrebbe spingere le persone a sporcarsi personalmente le mani. Il nostro sistema giuridico, invece, pare voler invitare i cittadini a farsi giustizia da soli e questo in una società civile è un sintomo a dir poco allarmante. Quella di Chiara è una storia che richiama molte altre, in cui il percorso di denuncia è complesso e spesso scoraggiante. Anche perché, dopo l’esposizione pubblica, il rischio per chi denuncia può aumentare, soprattutto quando le misure adottate non vengono percepite come sufficienti a garantire sicurezza.
Il caso riaccende inoltre il dibattito su un contesto in cui, a fronte di una forte retorica politica sul tema, le risposte concrete non sempre sembrano in grado di prevenire o contenere la violenza. E resta una domanda sospesa: oggi l’attenzione è alta, ma quando i riflettori si spegneranno, chi continuerà a preoccuparsi per l’incolumità di Chiara? La vicenda conferma una gestione scorretta di casi simili e crea un altro precedente gravissimo. Per il momento, al di là dal susseguirsi dei fatti, la sconfitta è solo della giustizia ed è imperdonabile.