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16 aprile 2026

Da Paride di Troia a Paride di Chieti: il mitologico candidato al consiglio comunale passa da Pornhub e Tinder per conquistare la città

  • di Marika Costarelli Marika Costarelli

16 aprile 2026

La politica è prima di tutto comunicazione. E Paride Paci se n’è accorto. Il candidato al consiglio comunale ha ben pensato di promuoversi tra piattaforme e app parecchio visitate, da giovani e meno giovani. Il suo spot è già mitologico: Paride di Troia ormai è solo un eco

foto di Ansa

Da Paride di Troia a Paride di Chieti: il mitologico candidato al consiglio comunale passa da Pornhub e Tinder per conquistare la città

A Chieti c’è un nuovo candidato al consiglio comunale. Ma questo già lo sapevate bene. Perché la sua campagna pubblicitaria occupa uno spazio ben conosciuto da tutti.
Si tratta di Paride Paci: un nome, una leggenda già per molti. Che “per raggiungere più persone” ha deciso di comprare spazi pubblicitari su PornHub, Hinge e Tinder. Paci è appena trentenne e desidera avvicinarsi il più possibile alla gen Z. Quale modo migliore?
“Nulla di scabroso, è una cosa scherzosa. Ho speso tra i 300 e i 350 euro”. Le app sono molto visitate, come ha dichiarato sempre lui, quindi ha pensato bene di farsi conoscere lì dove tutti, prima o poi, passano.
Per caso qualcuno sta pensando che si tratti di un candidato della Lega? Sarebbe troppo facile e, forse, diciamoci la verità, non farebbe neanche notizia. Paci è un candidato del Partito Democratico e questo ci lascia sospettare che la sinistra italiana stia seguendo la scia dei partiti avversari: populismo e tante care risate! Ma c’è chi crede che quella di Paci sia una strategia di comunicazione geniale: neanche a loro sentiamo di dare pienamente torto. Perché se è vero che “nel bene o nel male, l’importante è che se ne parli”, Paci ha colto nel segno ed è riuscito ad uscire dalla stessa Chieti. Il suo faccione è stampato sui quotidiani nazionali di oggi. Non sappiamo se riuscirà a vincere le elezioni, ma sicuramente il suo nome non sta passando inosservato ai media.
Nello spot, Paci recita la seguente: “Clicca qui sotto, non così sotto. Qui sotto e scopri cosa ho in mente per Chieti. Vieni con me dalla parte giusta della storia”. Poi sorseggia una bottiglia di succo, con allusione sessuale ben poco velata: “Ho sete e va sbattuto”. Vorremmo dire “Tutto bellissimo”, ma la tentazione di definirlo un gesto “cringe” - come direbbe proprio la gen Z - è fortissima. Difficile schierarsi.
Paride Paci afferma che, a fianco a una narrazione formale, vuole che ci sia anche una narrazione scherzosa e dissacrante. Non ritiene che la scelta possa rivelarsi scabrosa: “L'obiettivo di chi fa campagna elettorale è far arrivare quelle idee e quei progetti a più persone possibili”. Siamo sicuri che Paci si sia assicurato una grande, grandissima fetta di elettori. Immaginiamo già le proposte che porterà al comune di Chieti, qualora venisse eletto. E abbiamo ragione di pensare che Paride ce la farà.

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Paride, nella mitologia greca, è quello che con una scelta di parte e un certo gusto per il premio personale finisce per scatenare la guerra di Troia. Non proprio un esempio di equilibrio istituzionale.
Oggi, senza dèi dell’Olimpo ma con algoritmi e piattaforme digitali, c’è chi il nome Paride lo porta ancora e con onore. Come Paci, che prova a conquistare attenzione politica nel modo più diretto possibile, anche passando da canali decisamente poco “istituzionali”.
Il parallelismo, chiaramente, non è mitologico (o forse anche) ma simbolico: da un lato una scelta che nella leggenda scatena una guerra, dall’altro una comunicazione politica che scatena la leggenda, scegliendo territori insoliti per farsi notare e creare la notizia. In mezzo, resta la domanda su quanto oggi, nella politica, conti il metodo rispetto all’effetto. Ciò di cui siamo certi è che questo metodo non lo dimenticheremo facilmente. Speriamo però che rimanga un caso isolato. Perché se le campagne elettorali approdassero anche nella nostra intimità digitale, sarebbe subito 1984 di Orwell.

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