Anche la scienza ha limiti. Pure quella che, paradossalmente, è fatta da inequivocabili numeri. La consulenza informatica del dott. Paolo Dal Checco è già oggetto del solito “scontro” sui social tra chi è corso a scrivere che conferma quanto già affermato dai consulenti di parte e chi, invece, sembra sostenere l’esatto contrario. La sostanza? Consentiteci la battuta: sembra ‘na democristianata. Non per volontà (sia mai), ma perché il materiale è vecchissimo e gli elementi su cui si è potuto lavorare non hanno portato a conclusioni dirimenti. Ma, piuttosto, che possono valere un po’ per tutti.
Sì, lasciano spazio a dubbi, tanto che lo stesso Dal Checco, nello specifico di un punto, spiega che potrebbe esserci bisogno di ulteriori approfondimenti che richiederebbero un diverso incarico e molto più tempo a disposizione. Gli stessi quesiti posti dalla Procura della Repubblica di Pavia portano passaggi non chiarissimi. Un esempio? Eccolo: “Indichi le ragioni per cui il file denominato ‘1 maggio MPG’, rinvenuto su ‘Pen Drive2GB.EQ1’ e cancellato al momento del sequestro, mostra in anteprima, quando visualizzato mediante MagnetAziom Examine, un file ‘.pdf’ (scansione di un articolo di giornale dal titolo ‘Ragazze Sconnesse’)”. Cancellato al momento del sequestro? Difficile capire cosa significhi.
Ma se le domande stesse aprono a dubbi, con molte delle risposte non è che sia andata meglio. Andiamo per ordine. Cominciando dai famosi presunti accessi alla “Cartella Militare” nel computer di Alberto Stasi (quella con le altrettanto famose foto definite “raccapriccianti”) della sera del 12 agosto. S’è aperta, ma non è stata chiarito se è stata aperta. Qualcosa risulta, probabilmente col semplice passaggio del mouse, ma non si può stabilire. Tanto che lo stesso consulente scrive così: “Questa informazione da sola non basta per escludere che Chiara (o Alberto, in orario imprecisato ma dopo le 22 del 12 agosto 2007) possa comunque aver fatto doppio click sulla cartella ‘militare’ o meno, anche perché rimane ancora il nodo su cosa abbia innescato l’aggiornamento del LNK (con relativi dati temporali interni) della cartella ‘militare’, che potrebbe essere stato attivato da un’apertura di almeno un file nel folder ‘militare’ avvenuta dopo le 22 del 12 agosto”.
Non va meglio quando la lente si sposta sulla cartella “Albert.zip”, quella che conteneva i filmati privati girati da Alberto Stasi e Chiara Poggi. Qui si fa riferimento a una presunta apertura del 5 giugno 2007, alle 20,43, con Dal Checco che, però, scrive così: “Utilizzo del PC da parte di Marco e Chiara Poggi con accesso ad ‘albert.zip’ temporalmente collocato tra le sessioni dei due utenti”. Insomma, qualcuno ha fatto qualcosa, ma i dati non consentono di capire chi, perché l’azione potrebbe essere anche automatica, essendo avvenuta nell’intermezzo tra l’uso del pc da parte di Marco Poggi e Chiara Poggi. Relativamente ai filmati dei due fidanzati, però, va detto che è stato ritrovato anche il video mancante (anche se la consulenza non può certo chiarire se Andrea Sempio l'ha visto omeno) e che ulteriori elementi potrebbero emergere dagli allegati in mano alla Procura della Repubblica.
C’è altro che resta nel limbo? Sì. Pure il famoso video di Andrea Sempio trovato nel PC di Chiara Poggi rimane sospeso tra due date. Nel quesito della Procura della Repubblica, infatti, si chiede al consulente se il 10 agosto c’è stata o meno una visualizzazione di quel filmato. La risposta è no e Dal Checco la mette nero su bianco. Scorrendo la sua consulenza, però, ci si accorge che quel video ha registrato un accesso il 7 agosto 2007, alle 13,15. Non il 10, con “l’accesso delle 12,48 che non è compatibile con l’azione umana, bensì automatizzata da un processo interno alla macchina”, quindi, ma il 7.
Resta non chiarito del tutto anche il dubbio sulle cartelle “fuerteventura” e “nuova cartella” su una pendrive in uso a Marco Poggi, collegata a un PC non definito ma comunque diverso da quello di Chiara Poggi. Da quelle cartelle, partono foto di una ragazza e una GIF in una chat con Alberto Stasi a cui Stasi risponde a sua volta con un’altra immagine. Era Chiara? Qualcuno si fingeva Chiara? Qualcuno si fingeva un’altra ragazza per chattare con Alberto? Tutte domande che restano, mentre la risposta al quesito di Dal Checco è la questa (foto sotto): “Considerato il contesto, è possibile che sia stata pensata come azione goliardica da parte di una o più persone”. Forse, però, la vera novità (insieme a uno scambio di hard disk al 30 luglio di cui non s’era mai avuta notizia) di tutta la consulenza è proprio in questo punto, visto che nessuno aveva mai messo nero su bianco la possibilità di scambi di persona nelle chat con Alberto.