Su MOW, al netto dell’idea personale di ognuno, proviamo sempre a sforzarci di guardare i fatti dall’angolo più antipatico. Per questo ieri, pochi minuti dopo l’indiscrezione sulla consulenza Cattaneo, abbiamo detto subito che quella sganciata dal TG1 era una bomba solo a metà. Ok, Chiara ha lottato con il suo assassino (o con i suoi assassini) e, quindi, sulle sue unghie può essere rimasta la firma di chi l’ha uccisa. Un dato, questo, che però – soprattutto se letto incrociandolo con quanto affermato nella perizia Albani – rischia di significare tutto e il contrario di tutto.
Lo ribadiamo anche a freddo e dopo averci dormito sopra una notte: è una bomba solo a metà. Ma attenzione, perché c’è chi, addirittura, ha deciso di considerarla ancora meno. Qualcosa, in estrema sintesi, che “vale zero”. Stiamo parlando dell’avvocato Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, il primissimo a commentare l’indiscrezione diffusa dal TG1 in un sabato sera in cui – oltre a Alberto Stasi che è in prigione da undici anni – ognuno sarà stato a fare i cavoli suoi libero da talk show, interviste e tutto il teatro che s’è creato intorno alle indagini sul delitto di Garlasco.
“Per chi crede agli scoop su indagini che dovrebbero essere segrete e non vuole confrontarsi con quanto già stabilito nel 2009 e nel 2014 nel contraddittorio delle parti dalle perizie e non dalle consulenze tecniche di parte – ha detto il legale della famiglia Poggi a La Provincia Pavese - quelle del tg1 sono notizie che sembrano poter essere interessanti. Per chi conosce gli atti pubblici del processo Stasi e conosce le regole sul giudizio di revisione, quanto detto dal TG1 non stimola alcun interesse”.
Tizzoni ha ragione? No. E l’atteggiamento, questa volta anche frettoloso, di togliere valore ai nuovi elementi è anche, oggettivamente, difficile da comprendere. Perché Tizzoni sembra deliberatamente voler ignorare – come farebbe uno qualsiasi degli ultras delle famose (e assurde) tifoserie che si sono create – che l’indiscrezione, se confermata, cambierebbe una intera storia. Non i relazione al futuro, perché è sicuramente vero che “Chiara ha lottato” aggiunge poco alle indagini, ma al passato, perché è altrettanto sicuramente vero che significherebbe escludere Alberto Stasi dalla scena del crimine.
Non ci sarebbero più i tempi – già tiratissimi così – per l’azione omicidiaria e, soprattutto, proprio incrociando il nuovo dato della consulenza Cattaneo con quanto affermato nella perizia della dottoressa Albani, non c’è una traccia che sia una di Alberto Stasi sulle unghie della vittima, mentre ci sono due DNA, uno ricondotto a Ignoto2 e l’altro ricondotto alla linea patrilineare di Andrea Sempio. Insomma, la corsa a minimizzare dell’avvocato Tizzoni sarebbe stata tutto sommato anche comprensibile se fatta dalla difesa di Andrea Sempio, ma dalla parte civile perché?