L’ex generale Roberto Vannacci si è finalmente deciso ad abbandonare la Lega di Salvini. Sempre più sola, la Lega un tempo di Bossi perde i pezzi per strada come una Fiat Barchetta e sembra aver perso le proprie radici padane. Quelle del secessionismo e del federalismo europeo raccolte dal neonato movimento, Patto per il Nord, capeggiato da Paolo Grimoldi e benedetto dallo stesso mitologico Umberto Bossi. Grimoldi, come tutti gli agguerriti seguaci del Patto per il Nord sono delusi da Matteo Salvini e tirano dritti per la loro strada. Lo abbiamo chiamato per chiedergli un po’ come suona l’abbandono di Vannacci della Lega dalla prospettiva padana. E’ indubbio che si tratta di un momento storico, a prescindere dalla fortuna o meno di Vannacci nella sua nuova avventura
Salvini è riuscito in un’opera geniale: ha perso in questi anni tutta l’ala del Nord, che si è ricompattata all’interno del nostro Patto per il Nord. Oggi perde l’ala dell’estrema destra con Vannacci e la sostanza è che Salvini, il partito di Salvini, rimane il partito del Ponte di Messina, quindi destinato sostanzialmente all’estinzione.
La bagarre in Parlamento con Domenico Furguele e Casapound la dice lunga dello stato dell’arte...
So solo che quando fu mandato in Calabria il commissario da Bergamo, Cristian Invernizzi, fu poi rimosso dallo stesso Salvini per nominare i personaggi o affiliati ai personaggi che stai citando, e le cui scelte politiche sono davanti agli occhi di tutti. Troppo leghisti evidentemente non erano, visto che sono, diciamo, referenziali sulla figura di Vannacci. Dopodiché il vero problema della Calabria per la Lega è l’ennesimo disastro di Matteo Salvini, nel senso che in ogni forza politica in generale, ma nella Lega in particolare, c’era un concetto di appartenenza attraverso l’anzianità di militanza. Questo concetto è stato completamente stravolto perché Salvini ha iniziato a riempire la Lega di cambiacasacca. Se tu vuoi vedere i personaggi che ha candidato anche al Nord, è gente che ha cambiato fino ad otto partiti. Allora uno che ha cambiato otto partiti che affidabilità può avere quando fa delle promesse? In campagna elettorale meno di zero. E’ una questione morale, dove la Salvini Premier ha per l’ennesima volta fallito. Hanno abbandonato quegli uomini che avevano speso trent’anni, se vuoi, in trincea, di cui si conoscevano i pregi, la lealtà. Da trent’anni fanno gli amministratori locali, si son sporcati le scarpe di fango e hanno fatto volantinaggio, banchetti, ma anche l’amministrazione locale: quella del marciapiede, quella dell’asfaltare la strada, quella del cambiare la luce che non funziona del lampione. Questa classe dirigente è stata completamente eliminata per dare spazio ai cambia-casacca.
I risultati si vedono
È diventato un partito che non solo non ha una linea politica, ma si limita a parlare del Ponte di Messina, senza nessuna morale. All’interno del partito infatti non possono coesistere Vannacci, che ha le posizioni che sappiamo sugli omosessuali, e Mussolini che dice “sono orgogliosa di andare al corteo del Gay Pride”. Non può avere Salvini queste posizioni sull’Europa, dicendo che l’Europa è brutta e cattiva, ma poi candida Patriciello, che gli fa fare l’europarlamentare, che è amico personale della Von der Leyen e che non ha mai votato contro la von der Leyen, nonostante sia un europarlamentare della Lega. Perché non gli togli la tessera? È evidente che è il partito del “raccattiamo i voti” senza più una linea politica. Quello che è successo con Vannacci ne è l’ennesima prova. Per fortuna è nato Patto per il Nord, che ha raccolto il bagaglio valoriale della vecchia Lega e ha aggregato a sé tanti esponenti nuovi e vecchi della vecchia Lega che non hanno mai dimenticato le battaglie per difendere chi lavora e chi ha lavorato.
Nel frattempo Ciocca è indagato e dall’altra poi ci sono personaggi tipo Massimo Adriatici, lo “sceriffo di Voghera” che sparano ai clochard…
Quello che posso dirti è che quando in una forza politica manca un progetto politico o, se vuoi, parafrasando in termini romantici, un sogno, uno fa politica solo per farsi i cazzi suoi. È quello che è successo alla Salvini Premier. Se vuoi metterla in termini giornalistici, ammetti che fa politica solo per i propri interessi, per le proprie ambizioni. C’era una volta l’obbligo morale a versare i soldi al partito, a comportarsi bene, ad andare alle manifestazioni, a ricoprire il ruolo di amministratore locale in modo ineccepibile, perché tu lo facevi a nome di una forza politica che aveva un progetto. Quando è venuta meno questa cosa perché Salvini l’ha distrutta trasformandola nel partito del Ponte di Messina, ognuno ha iniziato, quei pochi anche della vecchia guardia rimasti, a pensare ai fatti loro.