I giornali di oggi titolano così la vicenda: “Mario Adinolfi escluso dalle comunali di Prato”. Il noto politico e giornalista era, infatti, uno dei candidati sindaco della città toscana. La motivazione sarebbe, secondo le informazioni trapelate, la mancanza del numero minimo di firme richiesto per presentare la candidatura. Ma cosa è successo veramente? Dopo le notizie sull’inchiesta “Scommessa collettiva” portata avanti dalla trasmissione Mediaset Le Iene, Adinolfi aveva dichiarato a noi di MOW che si trattasse di una sorta di persecuzione che il programma stava attuando nei suoi confronti, dal lontano 2016, tra appostamenti ad eventi pubblici e non.
La sua reazione all’intervista dell’inviato Filippo Roma ha fatto il giro del web, sollevando non poche polemiche. Adinolfi aveva dichiarato che la sua reazione all’irruzione di Filippo Roma fosse stata un equivalente della “correzione fraterna” cattolica di cui si parla nel Vangelo.
Mario Adinolfi rilascia ora le sue dichiarazioni in merito alla sua presunta esclusioni dalle comunali di Prato. La notizia, infatti, non corrisponderebbe a verità.
Queste le sue parole a riguardo: “Si tratta di una tipica trappola mediatica. A noi il provvedimento di esclusione non è stato ancora neanche notificato se non da una telefonata informale che poteva essere stata fatta da chiunque”. Aggiunge ancora: “Poi ai giornali viene fatta filtrare una versione dei fatti surreale visto che l’unico documento oggettivo che conta è il verbale di consegna delle firme che sono state 370 e ognuna corredata dal certificato elettorale e i morti non hanno il certificato elettorale. Questo non lo diciamo noi, lo dice il verbale redatto dalla commissione elettorale” (allega poi i documenti).
Conclude così: “A Prato eravamo “stranieri” in un comune sciolto un anno fa per corruzione e infiltrazioni massoniche, non volevano che il nostro sguardo non interessato e certamente non affiliato ai clan locali potesse far diventare Prato caso nazionale. I massoni così hanno prima usato Le Iene e poi hanno chiuso la tenaglia con questa invenzione della firma dei morti. Oggi ho depositato a Firenze il ricorso al tar che sarà discusso entro lunedì”.
La versione di Adinolfi, dunque, è ben diversa rispetto a quello che si legge nei giornali. Resta da capire quale altro risvolto avrà la vicenda.