Ieri sera di fronte ai giornalisti il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che “in questo momento dove c’è più incertezza è la situazione ad Abu Dhabi e a Dubai soprattutto. Il nostro consolato è operativo, abbiamo aggiunto 5 linee di emergenza”. Peccato che, come ci riporta una nostra fonte a Dubai “nonostante Tajani abbia detto che sono attive altre 5 linee di emergenza al consolato, secondo diverse testimonianze presenti qui, la mia inclusa, anche questi numeri non hanno dato risposta, lasciando di fatto le persone senza contatti diretti da sabato sera, quando si sono verificate le prime esplosioni. In quel momento i numeri dell’Ambasciata italiana ad Abu Dhabi risultavano di fatto inutilizzabili. Contattandoli, si riceveva una risposta automatica che segnalava la chiusura degli uffici e invitava a richiamare durante l’orario lavorativo”. Già questa circostanza denuncia la totale ignoranza di quanto stesse per accadere da parte del ministero degli Esteri italiano, evidentemente, all’oscuro totalmente di dinamiche che già dai titoli dei giornali internazionali avrebbero dovuto mettere in allarme preventivo o perlomeno attivare le strutture per anticipare questo genere di problemi. Ma il racconto continua e rende una situazione un po’ diversa.
“Per le emergenze era indicata una linea attiva dalle 16 alle 22, ma anche quel numero smetteva di rispondere dopo le 22. Tra l’altro le esplosioni sulla Palm Jumeirah sono avvenute intorno alle 19:00, mentre l’allarme notturno è scattato verso l’una. Lo stesso vale per il Consolato Generale italiano a Dubai, che osservava orari d’ufficio e disponeva di una linea di emergenza attiva solo tra le 16 e le 22. Di fatto, nelle ore critiche nessuno rispondeva. È stata quindi contattata l’Unità di Crisi della Farnesina, dove rispondeva un messaggio registrato che ripeteva indicazioni generiche già note: attendere comunicazioni dalle compagnie aeree e registrarsi sull’app Viaggiare Sicuri. Era prevista la possibilità di parlare con un operatore, ma risultava praticamente irraggiungibile a causa dei lunghi tempi di attesa. I pochi italiani che sono riusciti a mettersi in contatto hanno ricevuto le stesse indicazioni che circolavano già da ore, senza informazioni realmente utili o diverse da quelle reperibili sui social”.
Tajani ha poi dichiarato che il giorno precedente alla sua conferenza stampa “il console e il viceconsole sono stati in aeroporto, stiamo assistendo anche i gruppi di giovani minorenni. In questo momento il console d’Italia a Dubai è in contatto con questi ragazzi, quindi sono tutti comunque assistiti, sistemati italiani negli alberghi e sostenuti dal governo degli Emirati Arabi Uniti, così come mi aveva assicurato ieri il Ministro degli Esteri (…). Stiamo assistendo tutti gli italiani nelle altre situazioni”. La testimonianza in questione riporta invece che “nonostante la presenza del ministro Guido Crosetto, che ha potuto ripartire domenica con un volo militare, non sono arrivate comunicazioni dirette dalla Farnesina, né telefoniche né via email. Inoltre, quanto dichiarato dal ministro Antonio Tajani – ossia che le compagnie aeree o il governo di Dubai avrebbero prontamente sistemato le persone in hotel a proprie spese – non trova riscontro: ad oggi, lunedì 2 marzo alle 20:30 ora locale, non è arrivata alcuna conferma al mio hotel né ad altri presenti qui che tali spese siano state sostenute dal governo di Dubai. Un supporto simile, invece, risulta essere stato fornito dal governo di Abu Dhabi”.