"Io sono notizia" è il titolo della docu-serie Netflix su esso, Fabrizio Corona. E già qui ci sarebbe da inorridire, almeno da parte di chi è al mondo da abbastanza tempo, rimpiangendo la belle époque in cui le sue 'notizie' si definivano semplicemente 'coronate', roba da ridere: nessuno avrebbe mai pensato di prenderlo sul serio, Fabrizio Corona era lo scemo del villaggio. Noto, al massimo, perché avrebbe fatto (e ha fatto, ndr) qualunque tipo di caciara pur di attirare l'attenzione su di sé, pure questa 'attenzione' fosse (ed è stata, ndr) pernacchie e sberleffi. Non si trattava di un genio incompreso, di un Braveheart da 'censurare' perché avrebbe potuto dire troppo e il solo pensiero faceva tremare molti, tra i 'poteri forti'. No, Fabrizio Corona era, per tutti, un chiassoso imbecille. Oggi, ahinoi, fin troppi lo considerano giustiziere, unica voce della verità, perfino coraggioso, eroico. Ripetendo giulivi l'autofiction che il nostro va ripetendo di sé. Dobbiamo tale stortura a YouTube, in particolare a 'Falsissimo', il coronato format YouTube che se ha un 'merito' è soltanto quello d'aver creato ancora più confusione su cosa diamine sia una 'inchiesta' e come si conduca per davvero, non solo per hype. Fabrizio Corona, a livello di personaggio e 'credibilità', era praticamente finito. Da ben prima che 'predicesse' il trapasso di Papa Francesco e, 'uscisse pure soltanto una foto di lui ancora in vita, mi ritiro'. Poi il Pontefice s'è affacciato all'Angelus. Ma Corona lì s'è scordato la sacra promessa di sparire dalle scene. Capita, amen.
Intanto, s'è messo sul tubo e lì è dove l'hanno riesumato i giovani - beati, innocenti, per forza di cose 'senza memoria' di ieri l'altro. Non è colpa loro, benintenso. Veniamo ai fatti recenti: lo scorso 6 giugno il king presso se stesso è stato ospite della festa di fine anno scolastico che si tiene a Rieti, evento tradizionale per città e provincia, strapieno di ragazzini. Ragazzini che a un certo punto si son messi a inneggiare al 'Duce' di fronte a lui che, compiaciuto, s'è limitato a filmare la scena per postarla tra le sue storie Instagram. Mentre l'ex 'paparazzo' li aizza con una serie di 'Non vi sento! Non vi sento!". E allora quelli urlano ancora più forte invocando Benito Mussolini. La caption social di Mr. Corona dice tutto: "Ascoltate cosa urlano in sottofondo. Secondo me la Meloni, Vannacci e tutta la destra, per le prossime elezioni si devono preoccupare". Ma sì, ma famolo pure Premier, questo qui.
Nella 'migliore' delle ipotesi, questa folla di ragazzini stava inneggiando davvero a Benito Mussolini. E già sarebbe gravissimo. Nella 'migliore', invece, esprimono bruciante volontà, per scherzo o per davvero chi lo sa, che Fabrizio Corona diventi il nuovo 'Duce' d'Italia. Ed è proprio così che il nostro ha inteso quel 'tifo da stadio' fascista. Un pretesto in più, uno come un altro, per fare ciò che gli riesce meglio, forse l'unica cosa che sia in grado di fare sul serio: il pavone di Punta Marina.
Ora, sorvolando sul fatto che la gente sia già disposta a dargli soldi - i cinque euro di abbonamento al suo canale YouTube, pensando di fare cosa buona e giusta perché lui, Corona, sta sempre dalla parte della 'verità', toccherebbe un attimo, magari, domandarsi dove il mito che quest'uomo è pur libero d'aver di se stesso, stia conducendo. O possa condurre. Perché 'Falsissimo' è uno show d'intrattenimento e per tale dovrebbe essere considerato. Invece, da troppi mesi oramai è in atto un gigantesco fraintendimento nazionale (con la complicità dei media assetati di views): Corona è diventato, per l'opinione di massa - che è l'unica a contare davvero, un eroe. E se per anni s'è parlato (dei danni) del 'Retequattrismo' sugli anzianotti di tutte le età, sarebbe forse ora di chiedersi quali mai potranno essere le conseguenze del 'fabriziocoronismo' sui giovani - perché tale è il suo target principale. Giovani che, oggi magari no, ma 'domani' andranno a votare. Avendo avuto come punto di riferimento un 'Duce' buono giusto a diventar parodia del 'GialappaShow'.
Tra l'altro, il fatto che a suo modo sia 'divertente' è la miglior strategia per veicolare determinati messaggi: lo stesso Silvio Berlusconi ha fondato e tirato su Mediaset, appunto, per 'intrattenere' gli italiani. Mica per far politica, assolutamente. Neanche per spingere il grosso dell'elettorato a votar per lui, ma va! Ora, Fabrizio Corona non è Silvio Berlusconi, per carità. Ma è un fantoccio, come troppi altri, che sta lì per fomentare, aizzar popoli, prendere la pancia della gente raccontando frottole, tirando su con l'amo credulone per credulone, contribuendo alla diffusione di certe idee che, ovvio, sarebbe il caso di lasciare seppellite per sempre nel secolo scorso.
Il Fascismo, per esempio, non è qualcosa su cui ridere, l'apologia del Fascismo sarebbe ed è ancora reato in questo sciagurato Paese. Sì, anche se Alessandra Mussolini ha vinto l'ultimo 'Grande Fratello Vip' e guai a ricordare, durante il reality è stato sottolineato più volte, che fosse nipote del 'Duce' - senza aver mai preso, in vita, serie distanze da esso. Ma pure questo, per carità, è solo intrattenimento. È molto importante, vi dicono, distinguere show e politica perché sono due cose ben distinte che devono restare separate. Come se fosse realmente possibile, in un Paese che per 20 anni ha vissuto lo strapotere, appunto, di Silvio Berlusconi, anche solo ipotizzare che 'spettacolo' e politica non siano due facce della stessa identica medaglia: quella della propaganda.
Non è curioso, e diciamo solo 'curioso', che in una maniera o nell'altra 'l'intrattenimento' stia andando sempre in una stessa direzione, ovverosia la destra (estrema)? Mentre ci si preoccupa dell'empatia, dell'obbligo morale di non 'giudicare' (e sia mai 'criticare'!, ndr), mentre in qualunque film italiano esca in sala ogni attore 'bisbiglia' e il massimo dell'impegno politico professato da personaggi di 'sinistra' è esprimere enorme preoccupazione verso terre lontane, nel qui e ora, oggi, insieme a tutto il resto, abbiamo l'eroe Fabrizio Corona davanti a una folla oceanica di ragazzini che inneggiano al 'Duce'. E che forse lo vogliono come 'Duce'. Che, in ogni caso, ritengono compatti che 'Duce' sia una buona parola da inneggiare. No, infatti, non c'è nulla di 'divertente'. Saremo pure noiosi, ce l'accolliamo, ma pressoché ogni posto di comando a livello mondiale è in mano alla (estrema) destra, Italia compresa. Mentre l'aria che tira tra la gente, anche 'grazie' al fatto che davvero 'non funziona niente', è, per puro caso, nera. Anzi, nerissima. The 'show' must go on?