Dev’essere l’ossessione da parte delle scienze dure per l’origine della vita. Di che parliamo? Ma di Bianca Censori che munge una vacca in mezzo alle Alpi. Parliamo di Bianca Censori che poi, dopo aver raccolto latte a sufficienza se lo lascia versare voluttuosamente in bocca dal suo papi di colore che la sbrodola tutta. Lei Bianca, vestita con un top bianco e mutandine d’altrettanto candore, lui nero (nel senso, scuro di pelle), ma vestito di bianco, Kanye West s’intende, un po’ come le macchie bianche e nere della vacca munta dalla compagna del rapper. L’ultima trovata del rapper americano era stata quella di cantare insieme ad un esercito di uomini dalla pelle nera vestiti con pelliccia di lupo, “Nigga Heil Hitler”. Una scelta che lasciava presagire un successivo gesto estremo per tornare ancora una volta al centro dopo una simile scelta. Dopo il nazismo, però, West ha scelto di tornare alla sensualità più sfrenata, ridotta e semplificata in simbolo. Un panorama bucolico che simboleggia l’apparente innocenza della natura, in verità controversa, anzi, perversa. “Voglio essere perverso” ripete nel preludio al nuovo album “Gemini Season”. Il video, già virale su youtube e su tutti i social è stato diretto e interpretato da Bianca Censori. Alla faccia di chi scriveva che Kanye strumentalizza il suo corpo, ma ecco.
Dev’essere l’ossessione da parte delle scienze dure, dicevamo, per l’origine della vita – quindi Big Bang, teorie evoluzionistiche ecc. ecc – che, una volta tradotta in termini accessibili all’uomo comune prende la forma di un’ossessione nei confronti di quel che è l’origine della vita visibile a occhio nudo, il seme, esempio supremo e concreto di Bene plotiniano. Origine somministrata oralmente e simbolo, peraltro, di evasione e salvezza passeggera. Quella salvezza da raggiungere attraverso la redenzione, cercata da West continuamente nella sua opera musicale, all’infinito. Una salvezza che non arriva mai, e ogni tentativo di redenzione è infinito in sé stesso, perché vissuto infinite volte. Il video di “Gemini Season” somiglia piuttosto ad una performance artistica estemporanea di Marina Abramovic, ma Bianca Censori somiglia ad una sorta di automa, una donna pneumatico del mondo nuovo la cui bontà è calcolabile in base alla sua abbondanza e alle sue qualità “pneumatiche”. L’uomo, invece, il supremo sacerdote. Non c’è più sangue di Cristo, nessuno crede più in Dio. C’è solo una sovrabbondanza di corpo, di carne. Da qui il latte con cui si sbrodola la Censori, potrebbe affogarne. Un peccato, forse, ma consumato in un paradiso terrestre, le Alpi bucoliche in cui potrebbe scorrazzare spensierata Heidi. Mille interpretazioni, tutte inutili, per una trovata così semplice da far arricciare i cervelli di tutti gli esperti di comunicazione, intellettuali e semiologici in circolazione, ma che mette a nudo in un minuto e mezzo l’unico vero motore del mondo. L’eros.