C’è un video che sta andando virale, e parecchio. Sta girando per tutta la rete globale e ha per protagonista una banda di influencers di estrema destra, capitanati da Nick Fuentes. Tra tutti gli influencers simpatizzanti del neo-neonazismo negli States, probabilmente lui è il più in vista. Piace all’America profonda a tal punto da imbarazzare persino il testosteronico Donald Trump che in confronto è un moderato. Nel video, l’allegra combriccola di suprematisti comprende l’ex campione del mondo kick boxing Andrew Tate e suo fratello Tristan, altri semi sconosciuti a noi europei, ma evidentemente molto popolari negli States: Clavicular, Sneako, Myron Gaines e Justin Waller (un po’ come la zia Waller degli Squallor in 38 luglio). Questi signori prima di entrare nell’esclusivo club di Miami, il Vendôme, nel loro van privato si mettono a cantare la canzone “HH” di Kanye West per caricarsi di puro spirito neo-n**a, fare il loro ingresso trionfale in disco e costringere il Dj a pompare la canzone nelle casse del locale. La discoteca oggi si è scusata pubblicamente per l’accaduto e ha preso le distanze dalle posizioni di Fuentes. “Vogliamo essere inequivocabilmente chiari. Vendôme e la nostra ospitalità non approverà mai l’antisemitismo, l’hate speech, o pregiudizi di qualsiasi tipo. Questi valori sono fondamentalmente opposti a chi siamo e all’ambiente che promuoviamo con il nostro lavoro”. Prenderà provvedimenti e bla bla bla. Per adesso la comunità ebraica di Miami non ha ancora commentato, un silenzio abbastanza eloquente, ma la questione non si chiuderà così in fretta. Il video della serata continua a macinare visualizzazioni e ad essere ricondiviso anche dagli stessi influencer che guadagnano followers a bizzeffe. Questo dovrebbe far riflettere, e non poco.
Gli Stati Uniti, effettivamente sono l’unico paese in cui il liberalismo non ha ancora subito la sua metamorfosi corruttiva in un vero totalitarismo. Il video che osserviamo è roba da Black Mirror, anche se ormai è chiaro che Black Mirror abbia fatto il suo tempo e la distopia è il nuovo realismo, come ha scritto su queste colonne il maestro Ottavio Cappellani. Nick Fuentes è sul punto di creare un partito ancora più a destra di Trump? I tempi sembrerebbero maturi. La sistematica opera di sdoganamento di certi tabù nati dalla tragica esperienza della Guerra Mondiale rappresenta un trend diffuso e in crescita un po’ in tutto il mondo, dove chiunque ormai può ottenere visibilità semplicemente sparando minchiate e articolando discorsi senza senso carichi di odio. Da noi in Italia Giuseppe Cruciani in una delle trasmissioni radiofoniche più ascoltate in assoluto mette il pezzo “Everybody viva il d**e” e tutto ci appare più macchiettistico, anche se non lo è. Negli States, a Miami accade qualcosa di simile con la vicenda del Vendôme club che, alla luce di come si stanno muovendo gli Stati Uniti a livello di politica internazionale, il paragone con la Germania nazista di Ad**f H**r non è proprio campato in aria. Addirittura il ministro degli esteri di Cracovia ha paragonato la Groenlandia alla triste storia della Polonia spartita con il Patto Molotov Ribbentrop. Ora arrivare a dire che accadrà la stessa cosa con l’isola artica è ovviamente un azzardo, ma il punto è un altro. Il brutalismo si impossessato rapidamente di ogni dimensione della politica, da quella locale a quella internazionale. Dal “non si può più dire niente”, si è passati allo spacciare l’hate speech per libertà di pensiero o di parola.