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8 luglio 2026

Fate sul serio? Con tutto quello che c’è in giro l’Ordine dei giornalisti se la prende di nuovo con Matteo Gracis (colpevole di libertà di stampa)

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

8 luglio 2026

Per scongiurare un presunto “attacco alla libera stampa” l’Ordine dei giornalisti del Veneto attacca la libertà di stampa di Matteo Gracis, giornalista un’altra volta richiamato per un articolo che può essere non condivisibile, ma che aveva il diritto di scrivere. Davvero nell’Italia delle querele temerarie e di tutto lo schifo che c’è intorno al mondo dell’informazione, l’Ordine non ha niente di meglio a cui pensare?
Fate sul serio? Con tutto quello che c’è in giro l’Ordine dei giornalisti se la prende di nuovo con Matteo Gracis (colpevole di libertà di stampa)

Che Matteo Gracis abbia scritto una stupidaggine è opinione legittima tanto quanto la sua. Per cui ci perdonerà se difendendolo sottolineiamo il totale disaccordo con lui e con quanto scrisse a novembre del 2025 commentando la notizia dell’assalto di quattro scappati di casa (letteralmente) alla sede de La Stampa. Sarebbe sufficiente notare che proprio La Stampa, tra tutti i grandi giornali italiani, anche grazie a Malaguti, era uno dei quotidiani più pluralisti e severi contro Israele, a differenza di altre testate dello stesso gruppo decisamente più schierate, come Repubblica. Ma anche non fosse stato così, un assalto a una redazione è un atto di barbarie, qualunque sia il giornale che viene attaccato. È un assalto a una proprietà privata, tanto per cominciare, e pure un assalto a uno spazio che rappresenta il lavoro quotidiano di decine di persone, non sempre pagate bene, che lavorano nel complesso, per quanto criticabile, formicaio dell’informazione italiana. Dei colleghi, non da ultimo, che andrebbero non dico difesi, non dico spalleggiati, ma quantomeno tollerati. 

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Un post condiviso da Matteo Gracis (@matteogracis)

Detto questo, per quelle stesse opinioni, che tali restano, Matteo Gracis è stato richiamato per l’ennesima volta dall’Ordine dei giornalisti del Veneto. Stando a quanto riporta Gracis la contestazione è chiara: Mi avvisano che potrebbero concretizzarsi delle violazioni deontologiche in quanto l’articolo potrebbe essere “considerato un attacco alla libera stampa” a causa di questi passaggi: “stampa marcia e complice di un genocidio”, “propaganda becera e un giornalismo zerbino di politica e multinazionali”, “di fronte a tutto questo SCHIFO, si indignano per un innocuo tafferuglio, risolvibile con un secchio di vernice bianca”. 

Ora, davvero l’Ordine ha di questi problemi? In Italia, dove le querele temerarie sono all’ordine del giorno, dove colossi economici possono denunciare per decine di migliaia di euro i giornali (e i giornalisti), anche i più piccoli, anche gli indipendenti, portando avanti cause di anni, dove le conferenze stampa sono blindate e preconfezionate, dove i potentati sono inamovibili, e dove le nuove generazioni non possono quasi mai aspirare a una stabilità lavorativa seria, l’Ordine ha come primo pensiero quello di richiamare i suoi stessi contribuenti (sì, perché ovviamente per fare il giornalista devi essere iscritto all’Ordine e per essere iscritto all’Ordine devi pagare una tassa ogni anno) per via dello stile, perché di questo si parla, accesso di un articolo? E dunque, per scongiurare un presunto “attacco alla libera stampa” lanciano a Gracis un avvertimento che è, di fatto, un attacco alla libera stampa (visto che Gracis è criticabile ma libero). 

https://www.youtube.com/watch?v=qyCAv_YrKCQ&t=1400s

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