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5 agosto 2022

Fidanzati uccisi dal motoscafo,
viene condannato ma torna libero
il turista tedesco

  • di Redazione MOW Redazione MOW

5 agosto 2022

Un anno fa la coppia di fidanzati, Umberto Garzarella e Greta Nedrotti, sul lago di Garda era stata travolta e uccisa dal motoscafo guidato da Patrick Kassen, condannato a marzo a quattro anni e mezzo. Non potrà più entrare nelle province di Brescia, Trento e Verona ma non è più ai domiciliari
Fidanzati uccisi dal motoscafo, viene condannato ma torna libero il turista tedesco

Torna libero Patrick Kassen, il turista tedesco condannato insieme al connazionale Christian Teismann, per l’incidente nautico avvenuto nella sera del 19 giugno 2021 in cui persero la vita Greta Nedrotti, 25 anni, e Umberto Garzarella, 37 anni. Il tribunale di Brescia, il 21 marzo scorso, ha stabilito per Kassen, che era alla guida del potente motoscafo Riva Aquarama che investì il gozzo di legno su cui si trovavano i due ragazzi bresciani, una condanna a quattro anni e sei mesi, due anni e undici mesi, invece la sentenza per Teismann, proprietario del natante. Ma ora il turista tedesco è un uomo libero, non più ai domiciliari. Come scrive "Brescia Oggi" ora è stato imposto soltanto il divieto di dimora nelle tre province del Garda: Brescia, Trento, Verona, ma dal 18 luglio non è più ai domiciliari. Il manager, 53 anni, aveva trascorso l'ultimo anno ai domiciliari a Modena.

Le condanne erano state più tenui rispetto alla richiesta della procura (6 anni e mezzo per Kassen e 4 anni e due mesi per Teismann) perché il tribunale aveva riconosciuto la colpa grave di aver guidato il motoscafo in stato di ebrezza e a velocità ben oltre il consentito ma non l'omissione di soccorso, perché "la rapidità dell'evento e le masse coinvolte hanno ragionevolmente influenzato la percezione di cosa avesse urtato" l'imbarcazione sulla quale erano fermi Garzarella, 37 anni, e la fidanzata Greta Nedrotti, 24.

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Greta Nedrotti e Umberto Garzarella

Nelle sue conclusioni il giudice, ricostruendo i passaggi dell'istruttoria, aveva ricordato le gravi responsabilità dei due tedeschi nella morte dei giovani. "In particolare, Kassen, in stato di ebbrezza ed affaticato dalla giornata, ha navigato ad una velocità pari al quadruplo di quella consentita dalla legge regionale, limite di velocità che peraltro neppure conosceva". L'altro imputato, Teismann che al momento dell'impatto si era addormentato nell'imbarcazione "dal canto suo, consapevole dello stato di ebrezza e di stanchezza del coimputato, anch'egli ignorando i limiti di velocità lacustri, ha affidato la conduzione del Riva all'amico e poi si è addormentato o comunque si è assopito e quindi non ha vigilato nel corso della navigazione". Non solo. "Teismann non poteva fare affidamento su Kassen, perché, assopendosi e non svolgendo il ruolo di controllo e vedetta ha ignorato del tutto i propri obblighi di comandante del Riva". Per il giudice "se Teismann non avesse affidato il Riva a Kassen e lo avesse condotto lui stesso oppure se avesse deciso di rientrare a Salò in altro modo o più tardi, gli eventi non si sarebbero verificati. Se Kassen avesse navigato non in stato di ebbrezza e ad una velocità rispettosa dei limiti consentiti, avrebbe potuto notare il gozzo e manovrare per tempo, evitando l'abbordo o riducendo i danni al gozzo ed alle persone".

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