“Meloni teme più lei che Schlein come avversario?” “Questo lo dice lei”. È un ottimo finale per l’intervista a Giuseppe Conte uscita su La Stampa e firmata dall’ottimo Alessandro De Angelis, che prova a incastrare l’Avvocato (no, non quello che ha avuto successo e costruito un impero, l’altro) su due o tre punti e che riesce a mostrare con chiarezza alcuni dei temi che potrebbero rendere la convivenza nel Campo largo di un partito populista di destra, il Movimento 5 Stelle, e dell’ormai ex partito socialdemocratico, il Pd, complicata ai limiti del comico.
Vale la pena di parlarne soprattutto perché, secondo alcuni sondaggi, se Futuro Nazionale corresse da solo il centrodestra potrebbe non vincere le politiche del 2027, e ci troveremmo con una coalizione di sinistra quasi del tutto orientata al populismo da centro sociale, dai sassi di Bonelli ai ventagli di Fratoianni, con quella sana dose di rossobrunismo postgrillino che si è estesa come una metastasi a tutto il centrosinistra, tanto da far scappare pure gli ultimi moderati riformisti che erano rimasti, per esempio Pina Picerno.
Senza contare che Conte, come mostrano i sondaggi Emg, è uno dei leader di cui la gente si fida di più, al pari di Giorgia Meloni, mentre Elly Schlein arranca. Intanto il leader del M5S, quello che avrebbe ucciso, stando a Grillo, il partito delle origini (non è chiaro in cosa consista questo omicidio, dal momento che il M5S è la forza determinante all’opposizione ed esprime il leader con il maggior consenso per un futuro Campo largo), detta la linea.
No riarmo europeo, no armi all’Ucraina, se si vincono le elezioni il giorno 1 si parla con Zelensky e il giorno 2 si parla con Putin, sull’immigrazione non va bene la premier Meloni ma non è chiaro cosa vada bene allora (il modello Meloni, come ricorda Marattin, venne proposto dal leader di sinistra Tony Blair vent’anni fa). Pone anche dei veti, condizioni non negoziabili, sia che vinca sia che perda alle eventuali primarie del Campo largo. Infine ci sarà da fare un nuovo piano Mattei, sperando che i suoi capiscano che non è una storpiatura trumpiana di un nome proprio, come accadde nel 2019 con Giuseppi.
Ci chiediamo come Elly Schlein potrà sopportare tutto questo. La giovane segretaria del Pd che ha fatto la “gavetta” (per modo di dire) negli stand di Obama, che ha avuto tanti e buoni maestri, dovrà accettare che l’Avvocato l’abbia vinta o rischiare di non vincere neanche a questo giro le elezioni. Ma come fare? C’è una scena diventata cult in Harry ti presento Sally, in cui Meg Ryan finge di provare un orgasmo in una tavola calda per dimostrare a Billy Crystal che gli uomini non sanno capire quando una donna prova piacere e quando no. Che resti, per tenere insieme l’alleanza, nient’altro che questo alla segretaria del Pd?