Sembra passata un'era geologica da quando i principali media del mondo parlavano della Corea del Nord soltanto quando avevano bisogno di fare clickbait. Dal funzionario nordcoreano massacrato perché addormentatosi durante una riunione politica alla nazionale di calcio del Paese spedita ai lavori forzati dopo una sconfitta, sono pressoché infinite le notizie messe in circolazione - anche e soprattutto da testate giornalistiche autorevoli e accreditate – soltanto per massimizzare il traffico web e generare visualizzazioni. Oggi qualcosa sta cambiando. Anzi: è già cambiato, almeno a giudicare dagli ultimi due articoli pubblicati, curiosamente nello stesso giorno, da due importantissimi giornali statuntiensi: il New York Times e il Wall Street Journal. Il Nyt se né uscito dal nulla scrivendo che oltre il 38esimo parallelo è in corso una “trasformazione miracolosa” e che l'autore di questo clamoroso cambio di passo è niente meno che Kim Jong Un, il presidente del Paese a lungo bistrattato per il suo look, ma che adesso è diventato uno dei principali protagonisti del nuovo ordine mondiale, ben sponsorizzato dal cinese Xi Jinping e dal russo Vladimir Putin. “Ha usato la pandemia per rafforzare spietatamente la sua presa sul Paese. Quindi ha ridato slancio all'economia sfruttando la guerra della Russia in Ucraina”, ha sottolineato il giornale. Non è da meno il Wsj, che addirittura definisce esplicitamente quella della Corea del Nord “la storia di successo economico più sorprendente al mondo”. Com'è che i media Usa si sono innamorati di Kim?
Andiamo con ordine. Noi questa roba qui, e cioè che la Corea del Nord non è sul punto di collassare, che Kim non è un pazzo ma un leader dotato di una strategia, che Pyongyang sta cambiando, che gli investimenti russi e cinesi hanno plasmato un nuovo volto al Paese, tutto questo lo diciamo da anni. Certo, i confini della Corea del Nord sono chiusi dal 2019, a eccezione dei cittadini russi e di pochi altri ospiti, ma le nostre fonti in loco ci hanno più volte assicurato che la situazione oltre il 38esimo parallelo è lontana anni luce rispetto a quella che viene raccontata dai media occidentali. Non abbiamo alcuna voglia di fare apologia nordcoreana, né di amplificare la propaganda di Kim. Studiando in maniera oggettiva e dettagliata questo Paese da tanto tempo, siamo felici che qualcuno rilanci quanto abbiamo detto. E cioè che a Pyongyang, capitale del Paese, ospita hotel di lusso, ristoranti festosi, negozi, parchi giochi, auto di un certo livello e, in generale, tutto quello che, più o meno, potreste pensare di trovare in altre grandi metropoli. Sia chiaro: questo boom economico sta attraversando tutto il Paese, ma il suo epicentro coincide con Pyongyang e non riguarda tutta la popolazione. “La Corea del Nord rappresenta la storia di crescita più improbabile al mondo. La sua economia sta prosperando come non si vedeva da anni, grazie alle vendite di armi e al dispiegamento di truppe in Russia, alle forniture e ai finanziamenti provenienti dalla Cina e alla capacità di eludere le sanzioni internazionali per importare maggiori quantità di energia, componenti e materiali”, ha chiosato il Wsj.
Il Nyt ha aggiunto un altro particolare non da poco, ovvero che la Corea del Nord ha costruito una nuova generazione di missili in grado di colpire i suoi avversari più vicini, la Corea del Sud e il Giappone, con testate nucleari, e che Kim sta sviluppando i mezzi per colpire il territorio continentale americano, attraverso sottomarini a propulsione nucleare e tecnologia missilistica balistica intercontinentale. A proposito di Kim: in passato isolato e con pochi “amici” internazionali, adesso il leader nordcoreano è stato rilanciato dalla partnership con la Russia, la stessa che ha spinto la Cina a farsi avanti per evitare che il suo vicino finisse completamente nell'orbita moscovita, e può permettersi di rifiutare il dialogo con Seoul e Donald Trump. I casi sono due: o i media si sono finalmente accorti di aver sbagliato l'intera narrazione sulla Corea del Nord, oppure, visto che Trump intende dialogare con Kim, si tratta semplicemente di un meccanismo artificiale per ingraziarsi Pyongyang. La sensazione, però, è che sia vera la prima ipotesi: quasi tutti coloro che hanno raccontato la Corea del Nord di Kim sembrano aver capito di essersi sbagliati...