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26 giugno 2023

Ecco a quanto andava il Suv dello youtuber che ha ucciso il piccolo Manuel

  • di Giulia Ciriaci Giulia Ciriaci

26 giugno 2023

Disposti gli arresti domiciliari per Matteo Di Pietro, lo youtuber che alla guida di un Suv ha provocato la morte di un bimbo di soli cinque anni: “Si ravvisa il concreto e attuale pericolo che l'indagato possa commettere ulteriori reati della stessa specie. Si rende dunque indispensabile l'adozione di una misura cautelare che sia adeguata a fronteggiare tale pericolo di reiterazione”.
Ecco a quanto andava il Suv dello youtuber che ha ucciso il piccolo Manuel

È stato stabilito che il Suv Lamborghini con alla guida Matteo Di Pietro viaggiava a oltre 124 chilometri orari, per poi impattare con la Smart che ha causato la morte del piccolo Manuel, di soli 5 anni. Questo è quanto emerge dall'ordinanza con cui il gip di Roma ha disposto i domiciliari per lo youtuber, attualmente indagato per omicidio stradale aggravato e lesioni. Dalle carte del giudice Angela Gerardi, sono emersi dettagli che iniziano a fare luce su quanto accaduto nell'incidente a Casal Palocco a Roma: “Di Pietro ha noleggiato il Suv Lamborghini con l'unico ed evidente fine di impressionare e catturare l'attenzione di giovani visitatori del web per aumentare i guadagni della pubblicità, a scapito della sicurezza e della responsabilità e di conseguenza a procedere ad una velocità superiore ai limiti indicati. Tanto più che alcuni dei passeggeri presenti all'interno della Lamborghini avevano più volte invitato a ridurre la velocità che percepivano eccessiva rispetto al limite dei 50 all'ora. E ancora: “Dall'esame dei dati dal GPS del Suv emerge in buona sostanza che la Lamborghini percorreva via dei Pescatori, da cui proveniva, diretta in via Macchia Saponara, alla velocità di circa 145 km/h; che al momento di imboccare via di Macchia Saponara alle ore 15:38, si fermava; che imboccata tale via, riprendeva velocità raggiungendo in soli 14 secondi la velocità di 124 km/h immediatamente prima dell'impatto. Nell'ordinanza si sottolinea inoltre che d'altra parte i dati tratti dal GPS hanno segnalato l'accelerazione repentina del mezzo che, una volta immessosi su via di Macchia Saponara, passava in poco più di dieci secondi, da 0 km/h a 124 km/h, poco prima. L'assenza di tracce di frenata dimostra verosimilmente che la decelerazione improvvisa e rapidissima è stata conseguenza dell'avvistamento dell’auto in prossimità del punto in cui si è verificato l'incidente”. 

Matteo Di Pietro
Matteo Di Pietro

Ma non finisce qui, perché a quanto pare, secondo il pm, sussisterebbe il pericolo di inquinamento delle prove: Tenuto conto del mancato rinvenimento, all'interno della Lamborghini, delle due telecamere utilizzate per la registrazione dei video che, per come riferito dagli amici di Di Pietro erano in funzione e al momento dell'incidente utilizzate da uno di loro. La personalità dell'indagato non appare tranquillizzante, tenuto conto che la sua principale fonte di reddito sembrerebbe rappresentata proprio dalla realizzazione di video da pubblicare su siti web riferibili alla società TheBorderline srl, di cui l'indagato è socio oltre che amministratore delegato e che ha già in precedenza realizzato altri video e challenge a bordo di autovetture, proponendo sfide analoghe, con il rischio di mettere in pericolo l'incolumità propria e degli altri utenti della strada. Si ravvisa il concreto e attuale pericolo che l'indagato possa commettere ulteriori reati della stessa specie di quelli per cui si procede, desumibile dalle modalità della condotta, gravemente imprudente, poiché sostanziatasi nella guida di un'auto di grossa cilindrata a velocità sostenuta e comunque certamente superiore al limite massimo imposto nei centri urbani, peraltro in pieno giorno e nonostante la presenza di attraversamenti pedonali. Inoltre, la riscontrata positività ai cannabinoidi poi, sebbene non vada ad integrare la circostanza aggravante dell'omicidio stradale, che infatti il Pubblico Ministero non ha contestato potendo essa riferirsi ad assunzioni risalenti a diversi giorni prima, rimarca ulteriormente un tratto trasgressivo dell'indole dell'indagato, che conferma il quadro sopra delineato. Si rende dunque indispensabile l'adozione di una misura cautelare che sia adeguata a fronteggiare tale pericolo di reiterazione”.

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