L’inizio del 2026 è segnato dalla tragedia di Crans Montana e l’incendio del Constellation: 47 morti, 112 feriti, molti giovanissimi. La Federgolf italiana ha pubblicato un comunicato sui social in ricordo di Emanuele Galeppini, atleta di diciassette anni che sarebbe tra le vittime del disastro: “La Federazione Italiana Golf piange la scomparsa di Emanuele Galeppini, giovane atleta che portava con sé passione e valori autentici. In questo momento di grande dolore, il nostro pensiero va alla sua famiglia e a tutti coloro che gli hanno voluto bene. Emanuele, rimarrai per sempre nei nostri cuori”. Un annuncio arrivato in seguito al ritrovamento del telefono cellulare del ragazzo all’obitorio dove sono stati trasferiti i corpi delle vittime. La notizia, però, non sarebbe ancora accertata. Infatti lo zio di Emanuele, Sebastiano Galleppini, ha rilasciato un’intervista all’Adnkronos: “Per il momento Emanuele è ancora nella lista dei dispersi e stiamo aspettando il risultato del dna”. Non resta che attendere. Il padre del giovane golfista era già comparso in tv per lanciare un appello dalla Svizzera: il genitore era convinto che suo figlio si trovasse al Constellation, ma dopo la mezzanotte non aveva più dato risposte.
Emanuele Galeppini, promessa del golf
Emanuele Galeppini era un atleta di buone prospettive, considerato un talento emergente del golf italiano. Nato a Genova, da tempo viveva insieme alla famiglia a Dubai, dove aveva vinto il torneo Omega Dubai Creek Amateur. Una carriera agli inizi ma già con buoni risultati. Anche la federazione golfistica di Dubai ha dato notizia della sua scomparsa, ma la famiglia ha smentito.
Nel frattempo le autorità svizzere sono al lavoro per proseguire con l’identificazione delle vittime, in modo che “le famiglie possano iniziare il loro percorso di elaborazione del lutto”, come ha sottolineato Patricia Constantin, presidente del parlamento cantonale vallesano. La responsabile della sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, ha poi aggiunto: “Delle circa cento persone ricoverate in ospedale, molte non sono state identificate, perché non avevano documenti d'identità o perché i loro effetti personali sono andati persi nell'incendio, ad esempio insieme ai loro vestiti”.