Sul web continua a girare il video di Mario Adinolfi che trattiene per i capelli “la iena” Filippo Roma. La trasmissione di Italia 1 accusa il giornalista e politico italiano di dover restituire denaro a gente che avrebbe truffato. Ma Adinolfi smentisce le accuse mosse dal servizio del programma e risponde con un gesto che sta facendo discutere. In molti lo ritengono un gesto violento, ma Adinolfi ci tiene ad evidenziare la violenza persecutoria che "Le Iene", d’altro canto, perpetuano nei suoi confronti dal 2016. Ci racconta i retroscena del suo contenzioso con Mediaset e rivendica il gesto del video. Il programma, afferma, utilizza metodi violenti da sempre nei confronti di chi vuole distruggere, rimanendo impunito nonostante sia pluripregiudicato e nonostante si porti dietro diversi “peccati”. Mario Adinolfi non si risparmia contro il Biscione.
Nel video in questione lei trattiene l’inviato delle Iene Filippo Roma e ripete “Era una figurante o no?”. Ma a cosa si riferisce? Proviamo a ricostruire cosa è successo.
È molto semplice. Voi avete solo una parte di quel video, io non chiedo una cosa a caso. Le Iene hanno deciso, dal 29 agosto, di stalkerare ogni mio evento pubblico per costruire una serie di servizi che la trasmissione pluripregiudicata per diffamazioni, ha affidato al pluripregiudicato Filippo Roma, costruendo una sceneggiatura, uno script, come sempre fanno. Questo script è interpretato da figuranti o persone a volto coperto, come si vede nel loro servizio contro di me, ma non solo. Seguono uno schema che adottano abitualmente quando vogliono rovinare la vita di una persona, non avendo in mano elementi giudiziari sensati.
Ci faccia degli esempi.
Come quando tentarono di distruggere la vita a Fausto Brizzi, il mio amico regista che incassava decine di milioni dai suoi film. Iniziarono a dire che fosse un molestatore, ma senza mai intervistare un’attrice che lo sostenesse, solo figuranti a volto coperto. In quel caso, ricordiamo che Fausto Brizzi venne prosciolto in istruttoria. "Le Iene" sono una trasmissione che ha un giudizio anticristiano. Il sacerdote S.F. è stato costretto al suicidio dalle Iene, nel 2010, dopo un loro servizio: si è lanciato sotto un treno per via delle loro accuse infamanti. Dopo un servizio di Matteo Viviani, un’altra persona si è suicidata attaccandosi alla canna del gas. Io non mi suicido, io affronto questi infami e queste infamie. Ogni servizio che fa hype, come quello recente che mi riguarda, incassa pubblicità per centinaia di migliaia di euro. Ciò che sono dovuti a risarcire è niente rispetto a quello che incassano, quindi a loro delle diffamazioni che compiono importa poco. Il meccanismo è perverso. Filippo Roma mi bracca in ogni iniziativa pubblica col suo autore e sa perché? Perché per ogni messa in onda, Davide Parenti paga a questi soggetti 10.000 euro. Per loro è necessario avere il boccone succulento.
Cosa risponde a chi la accusa di aver compiuto un gesto violento nei confronti di Filippo Roma?
Il gesto è stato definito plateale. Ma quello che ho fatto è stato denunciare un metodo di una trasmissione palesemente anticristiana e in più in seguito a diversi atteggiamenti da stalker. Filippo Roma mi fa le poste sotto casa dal 2016, quando ero candidato sindaco di Roma. Dieci anni dopo mi ritrovo la stessa identica situazione perché mi candido a sindaco di Prato. A fronte di queste situazioni dovrebbe intervenire l’AGCOM perché c’è la par condicio. Io la violenza l’ho subita, l’ha subita la mia famiglia, le mie figlie che sono state oltraggiate. Da dieci anni.
Da cosa nasce quello che lei ritiene essere un accanimento nei suoi confronti da parte della trasmissione?
Io ho un dissidio aperto con i fratelli Berlusconi. C’è un’azione censoria nei miei confronti. Ho difeso Fabrizio Corona e loro hanno chiesto di rimuovere 19 dei miei contenuti in cui parlo della vicenda e denuncio questi metodi, applicati già in altre situazioni. Il caso Giambruno, per esempio: quando usi le telecamere per attaccare pubblicamente un esponente politico, stai usando quel mezzo per usare un potere indebito, grave e pesante. In quel caso si trattava di "Striscia la notizia" che utilizza gli stessi metodi. Chiedete alla società "Star", che è riuscita a far sequestrare nove puntate di "Striscia", come funzionano i loro metodi. "Le Iene" e "Striscia la notizia" sono equiparabili: il loro è un metodo, un potere che ha una bomba atomica in mano e la scatena contro il politico di turno. Le finalità possono essere commerciali, politiche o ideologiche, oppure tutte e tre, come nel mio caso.
Si tratta di accanimento contro i principi cristiani, quindi?
Certo. Da quel minuto di video che sta girando sul web, si vede come Filippo Roma non faccia altro che ripetere: “Ecco il cattolico. Ecco il cristiano!”. All’ebreo Filippo Roma spiego che il cattolico Mario Adinolfi ama tutti, però non si fa fare le prepotenze. Il mio non è stato un gesto esasperato, è stato un gesto voluto, determinato. Ho applicato a Filippo Roma quella che, in termini cattolici, si chiama “La correzione fraterna”, che è peraltro dettata dal Vangelo secondo Matteo. E, inoltre, la mia reazione è stata legittima difesa prevista dalla legge.
In questi anni ci sono state conseguenze dell’azione persecutoria de "Le Iene" nei suoi confronti?
Hanno tentato di farmi radiare dall’albo dei giornalisti e l’ordine dei giornalisti, a cui sicuramente non siedono gli amici di Mario Adinolfi, in data 5 febbraio 2026 mi ha prosciolto da qualsiasi accusa. Questo è l’unico procedimento che sono riusciti a portare a termine e anche l’unico che sono riusciti a mancare. Anche il quotidiano “Il riformista”, che è un quotidiano di sinistra, ha scritto con chiarezza che il cosiddetto scoop delle Iene non torna, c’è qualcosa che non funziona.
Nel 2025 ha partecipato a "L’isola dei Famosi". Peraltro condotto da Veronica Gentili, che oggi conduce "Le Iene". Alla luce degli eventi recenti, si pente di quella partecipazione?
Non mi pento perché mi hanno ben pagato e io faccio questo di lavoro da 35 anni. L’ho fatto anche per altre motivazioni legate a mia figlia, chi ha seguito il reality lo sa. Non sputo nel piatto dove mangio, come dicono in molti. Io sono una persona che lavora, non sono nato figlio di ricchi. Come tutte le persone che lavorano fatturo le mie prestazioni ai miei datori di lavoro, tra cui anche Mediaset. Io non fatturo mai trenta denari: non vendo mai la verità, la dignità e la mia libertà. Sono l’unico giornalista italiano ad essersi schierato con Fabrizio Corona e contro un grande colosso che è Mediaset, perché tutti gli altri o sono stati pagati o sono pagati o saranno pagati o sperano di essere pagati dalla rete. Il MeToo LGBT esiste a Mediaset, eccome, così come il sistema Signorini. Quella roba lì è talmente esplicito che sia una violenza sessuale, che non potete raccontarci che il codice etico è stato rispettato da Mediaset e Endemol. Lo so pure io che per mandare me all’Isola dei famosi, hanno dovuto fare di corsa il casting per cercare un transessuale (Carli Tomassini) che equiparasse la mia posizione, come ci dovesse essere una sorta di par condicio tra un padre di famiglia e i transessuali. In quell’edizione del reality mi hanno messo tutti contro. Il primo giorno mi hanno nominato tutti. Mi si doveva distruggere. La finalità era che la mia immagine venisse distrutta lì: l’obeso di 227 kg, schifoso e messo nudo in condizioni impossibili dovevo essere distrutto dagli amici naufraghi che erano stati tutti indottrinati, alcuni lo hanno detto chiaramente: “Mi è stato detto che devo nominarti, devo colpirti”.
Però lei all’Isola è arrivato secondo e l’immagine che è venuta fuori dal programma è stata tutt’altro che negativa. Come se lo spiega?
Esatto. Probabilmente io l’ho tenuta in piedi quell’edizione dell’Isola e l’ho chiusa fino in fondo. Questa cosa per alcuni della lobby che mi volevano distruggere, è stata intollerabile. Io ritorno a luglio dal programma come personaggio più rilevante. Simona Ventura mi vuole per fare l’opinionista al Grande Fratello. Si parla di un mio posizionamento importante, con contratti importanti. E, guarda caso, il 29 agosto "Le Iene" cominciano a martellarmi, sempre tramite Filippo Roma.
Ma se Mediaset ha da sempre remato contro di lei, come si spiega il fatto che abbiano permesso l’emergere di una sua immagine positiva all’Isola?
Le quattro ore di diretta fanno la differenza. I piani di Mediaset sono andati in fumo: un’operazione che doveva demolirmi, io l’ho ribaltata. Loro pensavano che i ragazzini che avevano scelto ai casting potessero garantirgli il successo. Invece nessuno di loro ha retto, sono scappati dal programma perché erano smidollati. Dissi che quei ragazzi andavano educati e come ho educato loro lì, ho educato l’altro giorno Filippo Roma. Sull’isola li ho fatti fuori uno per uno: io sono come il cavaliere nero, come disse Gigi Proietti in una famosa barzelletta. Al televoto era difficile boicottarmi: io vincevo al 77% per cento. Inoltre, ho amato anche i miei nemici, tra cui Loredana Cannata che poi è diventata mia amica. Questo per dire che io non sono assolutamente un violento. Io sono un cattolico, io amo le persone e amo anche i miei nemici. Ma nell’amore, qualche volta, bisogna essere duri. A volte lo si è anche con i figli. Con Filippo Roma ho dovuto essere duro, anche se lui non c’entra niente. Roma è solo un cane che va a prendersi i croccantini: io non me la prendo col cane, me la prendo con i suoi padroni.