Le stime parlano chiaro: la Fifa dovrebbe incassare circa 6 miliardi di dollari dai Mondiali 2026 in corso negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. La voce principale è rappresentata dai diritti televisivi e di trasmissione dei match, che valgono circa 3,8 miliardi di dollari, pari a quasi il 60% delle entrate complessive. Negli Usa, i diritti in lingua inglese acquistati da Fox pesano circa 480 milioni di dollari, mentre l'accordo di Telemundo per la trasmissione in spagnolo 465 milioni. A livello geografico, il mercato europeo genera circa 1,4 miliardi di dollari, seguito da Asia e Oceania (700 milioni) dal Sud America (360) e dall'Africa (200 milioni). Ok, in tutto questo c'è un Paese che sta facendo vedere le partite del torneo senza aver acquistato i diritti dell'evento. Si tratta della Corea del Nord di Kim Jong Un che, come dimostrano numerose immagini diffuse sui social, ha mandato in onda diverse gare (ancora da capire se complete o parziali) sulla televisione statale Korean Central Television (Kctv). Pare che Pyongyang abbia escluso dalla copertura soltanto le sfide che vedrebbero impegnate Corea del Sud, Stati Uniti e Giappone, ma è pressoché impossibile confermare o smentire quest'ultima notizia riportata dai media di Seoul. Insomma, Kim ha “fregato” la Fifa?
Sembrerebbe proprio così. La Kctv ha trasmesso notiziari serali quotidiani, dal lunedì a giovedì, con brevi inserti di quattro-sei minuti riguardanti i risultati delle partite della fase a gironi dei Mondiali, escludendo però i risultati delle partite delle tre Nazionali sopra citate. La stessa emittente ha anche trasmesso filmati che mostravano cartelloni pubblicitari a bordo campo di aziende sudcoreane e statunitensi, come Hyundai Motor Co., The Coca-Cola Company e McDonald's (in passato oscurati), facendo sorgere il sospetto che la Corea del Nord abbia trasmesso almeno spezzoni delle sfide (in differita). Piccolo problema: i media statali nordcoreani non figurano tra i titolari di licenze per i diritti di trasmissione autorizzate dalla Fifa per questa Coppa del Mondo. L'account di Alerta Mundial su X ha scritto che alcune immagini della trasmissione mostravano i nomi dei Paesi con la grafia nordcoreana, tra cui Costa d'Avorio, Svezia e Tunisia. Kctv starebbe quindi utilizzando feed satellitari stranieri provenienti da Stati limitrofi come la Cina o forse la Russia. Non è la prima volta che Kim viene accusato di fare cose del genere. Pyongyang era già stata accusata di trasmissioni non autorizzate durante i Mondiali del 2022 in Qatar e di aver mandato in onda varie gare di Champions League.
Storicamente, ha spiegato il quotidiano sudcoreano Korea Times, le emittenti sudcoreane come la Kbs si assicuravano i diritti di trasmissione per l'intera penisola coreana, cedendo quelli per la Corea del Nord alla Fifa per motivi umanitari. Questo espediente permetteva a Pyongyang di trasmettere partite modificate e in differita. Il governo sudcoreano ha però fatto sapere che non è stato stipulato alcun contratto unificato per il torneo del 2026. Sembra che la Kctv abbia mandato in onda quotidianamente le partite dei Mondiali in “forma pirata” dal 15 al 18 giugno, per poi interrompere la prassi dopo che, lo scorso 19 giugno, sono emerse accuse di trasmissione non autorizzata. Quattro anni fa gli spettatori nordcoreani hanno ricevuto una copertura abbastanza nutrita dei precedenti Mondiali. Kctv ha infatti trasmesso la maggior parte delle partite con un ritardo di uno o due giorni. Il palinsesto? Quattro gare quotidiane (10:00, 12:00, 15:00 e 21:00) nella fase a gironi e poi i testa a testa a eliminazione diretta. Con tanti saluti alla Fifa.