image/svg+xml
  • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
  • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • Girls
    • Orologi
    • Turismo
    • Social
    • Food
  • Formula 1
  • MotoGp
  • Sport
  • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Tech
  • Fashion
    • Moda
    • Gear
    • Footwear
  • EVERGREEN
  • Cover Story
  • Media
  • Attualità
    • Attualità
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
  • Lifestyle
    • Lifestyle
    • Car
    • Motorcycle
    • girls
    • Orologi
    • Turismo
    • social
    • Food
  • Formula 1
  • motogp
  • Sport
  • Culture
    • Culture
    • Libri
    • Cinema
    • Documentari
    • Fotografia
    • Musica
    • Netflix
    • Serie tv
    • Televisione
  • Tech
  • Fashion
    • Fashion
    • Moda
    • Gear
    • Footwear
  • EVERGREEN
  • Topic
  • Media
Moto.it
Automoto.it
  • Chi siamo
  • Privacy

©2020 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159

  1. Home
  2. Attualità

L’intellighenzia di sinistra (social)
ha fatto un assist alla Meloni.
Ma non l’ha ancora capito

  • di Maria Eleonora Mollard Maria Eleonora Mollard

27 settembre 2022

L’intellighenzia di sinistra (social) ha fatto un assist alla Meloni. Ma non l’ha ancora capito
Dall’influencer Giorgia Soleri al suo compagno musicista Damiano (dei Måneskin), passando per i filosofi Tlon e l’avvocat* Cathy La Torre, fino alla cultura formato stories delle femministe da Instagram, sono loro che hanno consegnato la maggioranza a Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia. Perché ormai l’indottrinamento non arriva dalla stupidissima Tv, ma dai reel e dai video su TikTok, tra un prete di dubbio gusto e l’ennesima cartomante che dal piccolo schermo si è spostata sui social

di Maria Eleonora Mollard Maria Eleonora Mollard

Stefan Zweig lo chiamerebbe un momento fatale, prima di Giorgia Soleri in viaggio per Marte come Christa McAuliffe nel 2034, questa vittoria schiacciante di Giorgia Meloni il 26 settembre 2022. Se il lavoro da freelance pagasse quanto metà mese di una cam-girl, a quest’ora festeggerei con una boccia di Armand de Brignac. Ma i sindacati si sono fatti rari e pigri, figuriamoci un sindacato per noi lavoratori culturali nel Paese dove il livello è stato portato così in basso da calpestarlo, continuamente, come un festone caduto dopo una retata in una festa illegale. C’è stato un cambio di paradigma, questo è fuori di dubbio da quando il piccolo e medio borghese votava Berlusconi a bassa voce - erano confessioni, e le confessioni sono ‘privilegio dei colpevoli! - che venivano fatte in gran segreto, manco si stesse riformando la P2 nel bar sotto casa. Oggi chi ha votato per quella cloaca di partiti nell’orbita del PD ha fatto la stessa cosa: l’ha detto a bassa voce, o lo ha confessato a tragedia (ah!) già avvenuta.

È il destino, noi donne siamo condannate a essere rappresentate, dal #metoo alla politica, da personaggi che parodiano il mondo maschile, e su questo (stranamente) devo dare ragione alle femministe, in un patriarcato interiorizzato (per finta, perlopiù) e usato come mezzo politico: dal Regno Unito di Margaret Thatcher alla nostra Gorgone Meloni, passando per l’Argentina di Cristina Kirchner e la Danimarca di Mette Frederiksen. Insomma, non proprio donne dall’animo progressista il cui fulcro della campagna si basa sui diritti umani, ma che ce ne frega: negli Stati Uniti afroamericani (neri, come risulta a seconda del trend del momento meno offensivo), donne e figli di immigrati non hanno votato forse per Trump? In fondo se la gente deve scegliere tra due settimane a Capo Verde e attraversare il confine per farsi legare le tube, per cosa opterà? Poi Cristian Mungiu su cosa baserebbe i suoi film?

20220927 114127473 5787
Maura Gancitato e Andrea Colamedici sono dietro al progetto Tlon

In queste elezioni, ciò che è certo, è che c’è stato un Effetto Pigmalione, si sapeva che avrebbe (stra)vinto l’estrema destra (chiamiamola così visto che ci fa sentire in un film catastrofico di Roland Emmerich) di Giorgia Meloni, perciò non siamo andati a votare. Soprattutto quella gente lì che compra i libri editi dalla Produzione Nero (che consiglio), che fa sociologia della comunicazione attraverso meme, che si riempie la bocca e la home facebookiana di Deleuze e Guattari, di accelerazionismo e poi, di fronte a un probabile disastro, si caca sotto.

Fosse per me, ma sotto sotto ho un’anima anarchica, premerei su ‘sto pedale dell’acceleratore per forzare le lancette dell’orologio (quello dell’Apocalisse) fino alla gloriosa mezzanotte e al dirupo senza fondo che segue. Così, basta, forse torneremmo in piazza a lamentarci per qualcosa che non sia la parità lessicale, cosa che i miei coetanei non fanno da quando sono stati corcati di botte nel G8 di Genova.

Ci sono dei dati da astensione da paura che ci dicono troppo sulla mia generazione - non chiamateci Millennials - e la generazione TikTok. È inquietante, se ci pensate, come i miei fratellini abbiano formalmente rincoglionito, insieme alla generazione X, questo grappolo di numeri (nell’Eternauta, alcuni esponenti di una delle razze più evolute di alieni, dicono: faremo di voi degli uomini robot) da algoritmi social.

Credo sinceramente che la vittoria di oggi possa avere, tra le tante cause, i miei coevi e il politicamente corretto; la cultura formato stories delle femministe da Instagram; i rassicuranti video nozionistici degli amici di Tlon per chi è troppo impegnato per aprire un libro (o leggere un e-book) in questa campagna senza fine che è la banda larga, priva di coordinate in cui è, logicamente, impossibile muoversi in uno spazio ben preciso, limitato. E quello spazio ve lo concedono loro, loro, i divulgatori culturali che non sono altro che l’indottrinamento sottocutaneo di cui parlava Peter Finch nel film Quinto Potere (Network). Soltanto che oggi l’indottrinamento non arriva dalla stupidissima televisione, ma dai reel e dai video su TikTok, tra un prete di dubbio gusto e l’ennesima cartomante che dalla tv regionale si è spostata lì, e come darle torto?

20220927 114300098 2590
L'accocat* Cathy La Torre

Oggi bisognerebbe avere l’umiltà di mettersi a mani giunte e prendere una porzione di colpa, tutti quanti. Invece no. Non solo non cambierà niente perché non abbiamo il coraggio di esagerare e non ci avviciniamo per nulla ai deliri dell’Ungheria e della cattolicissima Polonia (benché qui siamo uno Stato laico solo di nome, purtroppo), ma non avremo neanche quella reazione uguale e contraria, al prossimo oscurantismo politico, nel mondo dell’industria culturale. Peccato.

Ora, io non so l’ora precisa in cui è successo l’affaire Dreyfuss Cathy La Torre ma immaginiamoci lo scenario: un ottuagenario si reca al seggio e trova La Torre che si lamenta perché non esiste un’unica fila, non binaria, ma due divise: uomo e donna. Immagino quest’uomo con un piccolo vassoio di paste per moglie, figli e nipoti a casa (figli e moglie si sono astenuti, va il nonno in rappresentanza di tutta la famiglia) che non vuole fare altro che piazzare il culo sul divano e guardare Dazn e si trova nell’ennesima sterile polemica da primo mondo, in quell’esercizio estenuante dell’appropriazione culturale dei problemi altrui, nella forma più perversa di benaltrismo in un paese che sta morendo manco in piedi, in ginocchio. Oppure immaginiamolo nel tardo pomeriggio, con la moglie che lo aspetta a casa, una coppia solitaria, i tipi di anziani che fanno notizia quando chiamano i carabinieri per avere un po’ di compagnia, magari per terminare la serata con una bella pasta al burro (ed è successo, e lo sapete).

E poi vi stupite se vince Giorgia Meloni.

Il gruppo ragiona per immagini, le immagini devono essere semplificate, e non lo dico io ma Susan Sontag. Una immagine davvero efficace è la scritta: RENZI APPESO firmato BR. Che meraviglia, quella è politica o, per dirla, con Ugo Tognazzi quando si finse il capo delle Brigate Rosse durante gli Anni di Piombo - che ha lo stesso atroce sapore di fare una battuta sull’infibulazione in Somalia: ‘Rivendico il diritto alla cazzata!’.

E se viviamo nell’epoca della follia, dell’estetica del brutto, dell’assenza della cultura, se viviamo in un’epoca in cui toccare dare ragione (o lei lo dà a me) a Guia Soncini che coglie la realtà oggettiva, allora viviamo fino in fondo questa cosiddetta tragedia manifesta.

Ma qualcosa mi dice che domani non sarà cambiato nulla, se non che ci saranno nuovi terreni da colonizzare da parte di pseudo femministe e divulgatori vari il cui trend crescerà in modo inversamente proporzionale alla nostra voglia di farla una Marcia su Roma, ma questa volta, nel nuovo millennio, con una connotazione positiva.

O, ancora, riprendendo Zizek: "I problemi della orwelliana neolingua politicamente corretta mostrano chiaramente che l’imposizione diretta di nuove regole può produrre risultati ambigui e a dare vita a nuove e più sottili forme di razzismo e sessismo".

Un po’ come chi ha tempo per lamentarsi della mancanza di una fila unica proteggendo una generazione che si è messa, da sola, delle rigidissime pastoie linguistiche: she/her/he/him/they/them.

E arrivederci amor* , ciao.

More

Cerno da oggi direttore de L'identità: “Chi dice che la Meloni è la nuova Mussolini non ha capito niente”. E poi: “Ecco chi è il prossimo Salvini”. E bombe su Calenda e Sgarbi...

di Maria Francesca Troisi Maria Francesca Troisi

La resa dei conti

Cerno da oggi direttore de L'identità: “Chi dice che la Meloni è la nuova Mussolini non ha capito niente”. E poi: “Ecco chi è il prossimo Salvini”. E bombe su Calenda e Sgarbi...

Sei di sinistra e ti lamenti perché ha vinto la Meloni? C*zzi tuoi, perché è colpa tua

di Frank Hustle

Lacrime da inclusivi

Sei di sinistra e ti lamenti perché ha vinto la Meloni? C*zzi tuoi, perché è colpa tua

[VIDEO] Renato Zero bloccato in auto a causa della Meloni sbotta: “È già regime?”

di Maria Francesca Troisi Maria Francesca Troisi

All'opposizione? Renatissimo

[VIDEO] Renato Zero bloccato in auto a causa della Meloni sbotta: “È già regime?”

Tag

  • Attualità

Top Stories

  • Antonella Fiordelisi e i “successi” nella scherma: spunta la squalifica per il lancio di una bottiglia in gara

    di Grazia Sambruna

    Antonella Fiordelisi e i “successi” nella scherma: spunta la squalifica per il lancio di una bottiglia in gara
  • Antonella Fiordelisi è un bluff? Dai "successi" nella scherma a vita privata e Gf Vip: tutto ciò che non torna

    di Grazia Sambruna

    Antonella Fiordelisi è un bluff? Dai "successi" nella scherma a vita privata e Gf Vip: tutto ciò che non torna
  • Quanto ci fanno godere i video hot di Guè Pequeno: ecco come al rapper è "sfuggita" la storia Instagram...

    di Alessio Mannino

    Quanto ci fanno godere i video hot di Guè Pequeno: ecco come al rapper è "sfuggita" la storia Instagram...
  • Il commissario Ricciardi dal libro alla tv con il volto di Lino Guanciale: ma ce n’era davvero bisogno?

    di Giulia Ciriaci

    Il commissario Ricciardi dal libro alla tv con il volto di Lino Guanciale: ma ce n’era davvero bisogno?
  • Piacenza, la città dove visitare un museo diventa un'impresa. Infatti non ce l'abbiamo fatta

    di Gianmarco Aimi

    Piacenza, la città dove visitare un museo diventa un'impresa. Infatti non ce l'abbiamo fatta
  • L’influencer Giulia Ottorini fa sfoggio della sua nuova auto di lusso e le dicono: “Merito delle tue te**e”

    di Riccardo Canaletti

    L’influencer Giulia Ottorini fa sfoggio della sua nuova auto di lusso e le dicono: “Merito delle tue te**e”
  • di Maria Eleonora Mollard Maria Eleonora Mollard

  • Se sei arrivato fin qui
    seguici su

    • Facebook
    • Twitter
    • Instagram
    • Newsletter
    • Instagram
    • Se hai critiche suggerimenti lamentele da fare scrivi al direttore moreno.pisto@mowmag.com

    Latest

    • Come diventeranno i piloti della MotoGP? Brutti e cattivi, come cavalli da corsa

      di Cosimo Curatola

      Come diventeranno i piloti della MotoGP? Brutti e cattivi, come cavalli da corsa
    • L’intelligenza del cantante, il nerd e le cheerleader, la scuola che ammazza i talenti, la svogliatezza dei giovani e altre scemenze

      di Michele Monina

      L’intelligenza del cantante, il nerd e le cheerleader, la scuola che ammazza i talenti, la svogliatezza dei giovani e altre scemenze
    • Guai per Haaland: il calciatore inglese beccato alla guida mentre usava il cellulare

      di Alessandro Lupo

      Guai per Haaland: il calciatore inglese beccato alla guida mentre usava il cellulare

    Next

    Cerno da oggi direttore de L'identità: “Chi dice che la Meloni è la nuova Mussolini non ha capito niente”. E poi: “Ecco chi è il prossimo Salvini”. E bombe su Calenda e Sgarbi...

    di Maria Francesca Troisi

    Cerno da oggi direttore de L'identità: “Chi dice che la Meloni è la nuova Mussolini non ha capito niente”. E poi: “Ecco chi è il prossimo Salvini”. E bombe su Calenda e Sgarbi...
    Next Next

    Cerno da oggi direttore de L'identità: “Chi dice che la Meloni...

    • Attualità
    • Lifestyle
    • Formula 1
    • MotoGP
    • Sport
    • Culture
    • Tech
    • Fashion

    ©2020 CRM S.r.l. P.Iva 11921100159 - Reg. Trib. di Milano n.89 in data 20/04/2021

    • Privacy