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3 marzo 2026

La casa degli orrori: ventuno bambini nati con la maternità surrogata sono stati trovati rinchiusi in una villa misteriosa dopo che uno di loro è finito in ospedale con un’emorragia cerebrale

  • di Riccardo Canaletti Riccardo Canaletti

3 marzo 2026

Nel maggio del 2025 la polizia californiana ha fatto irruzione in una villa a nove camere a Los Angeles dopo che un bambino era stato ricoverato con un’emorragia cerebrale compatibile con abusi e maltrattamenti. Ma arrivati sul posto hanno trovato altri venti bambini (quindi nella casa e altri sei in case vicine), nessuno più grande di tre anni, probabilmente quasi tutti nati tramite con la maternità surrogata e tutti “intestati” a una sola coppia...
La casa degli orrori: ventuno bambini nati con la maternità surrogata sono stati trovati rinchiusi in una villa misteriosa dopo che uno di loro è finito in ospedale con un’emorragia cerebrale

Tutto è iniziato con una telefonata al pronto soccorso. La storia è stata raccontata dal New Yorker in un lungo reportage di Ava Kofman. Un neonato, Walter (questo il nome sul documento), era stato ricoverato con emorragia cerebrale, vomito e convulsioni — sintomi compatibili con possibili maltrattamenti e abusi. Quando gli agenti si sono presentati all'indirizzo indicato, una villa di nove camere ad Arcadia, un sobborgo di Los Angeles, hanno trovato altri quindici bambini piccoli, tutti accuditi da tate. Seguendo i fili dell'indagine, la polizia ha trovato altri sei bambini in abitazioni vicine. Il totale: ventidue minori, tutti sotto i tre anni. Nessuno di loro sembrava avere una storia normale. Erano nati in luoghi diversi degli Stati Uniti, a distanza ravvicinata l'uno dall'altro — una sequenza biologicamente impossibile per una coppia qualunque. Eppure i certificati di nascita li indicavano tutti come figli della stessa donna. Al centro di tutto ci sono Guojun Xuan, 64 anni, e Silvia Zhang, 36 anni. I due vivevano nella villa di Arcadia e sostenevano di essere i genitori biologici di tutti i bambini trovati. La coppia aveva anche installato telecamere di sorveglianza in ogni angolo della casa, apparentemente per monitorare le tate. Un dettaglio che, agli occhi degli inquirenti, suonava più come controllo ossessivo che come preoccupazione genitoriale. La chiave per comprendere come tutto questo sia stato possibile si chiama “Mark Surrogacy”: un'agenzia che potrebbe essere stata fondata dalla stessa coppia per reclutare madri surrogate in tutto il territorio americano. La surrogacy negli Stati Uniti è un settore in gran parte non regolamentato. Non esistono requisiti minimi per aprire un'agenzia, non è richiesta alcuna qualifica, non c'è un registro pubblico. Chiunque può farlo. 

Guojun Xuan (64 anni) e Silvia Zhang (36 anni) la coppia che avrebbe ottenuto ventidue bambini con la maternità surrogata
Guojun Xuan (64 anni) e Silvia Zhang (36 anni) la coppia che avrebbe ottenuto ventidue bambini con la maternità surrogata

Questa assenza di controlli ha reso possibile quello che, stando alle indagini, potrebbe essere un sistema di acquisizione di bambini attraverso contratti di surrogacy che aggira qualsiasi forma di supervisione pubblica. Kayla Elliott, 26 anni, vive in Texas e ha già quattro figli. Quando è stata contattata da Mark Surrogacy, le è stato mostrato un profilo della coppia in stile "dating app": due persone affettuose che desideravano allargare la propria famiglia e cercavano una surrogata da trattare come "parente allargata". Un'immagine rassicurante, costruita per abbassare le difese. Solo in seguito, Kayla è stata aggiunta a una chat di Facebook con altre donne che avevano lavorato con la coppia. Sono iniziati da lì i dubbi. Si parlava della possibilità che i bambini venissero venduti e del fatto che Silvia Zhang fosse la vera proprietaria e responsabile dell'agenzia, non un semplice membro della coppia in cerca di figli. Quando la vicenda è esplosa, diverse donne erano ancora in gravidanza per conto della coppia. Le surrogate, che avevano creduto di portare in grembo un bambino destinato a una famiglia amorevole, si sono trovate in una situazione kafkiana: a chi consegnare il neonato? Come proteggere una vita già concepita. L'Fbi e i servizi di protezione minorile della California sono stati coinvolti nelle indagini. Il caso è diventato uno dei più complessi nella storia recente della tutela dell'infanzia americana.

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