Certo, va bene, sono solo passati due giorni da quando gli Emirati Arabi Uniti sono finiti nel mirino dei missili iraniani e di come l’Italia sia stata colta totalmente di sorpresa e dall’azione militare congiunta di Stati Uniti e Israele nei confronti di Teheran e delle sue disastrose e imprevedibili conseguenze ne abbiamo già scritto. Linee di emergenza inizialmente non funzionanti, centralini di consolati e ambasciata italiana ad Abu Dhabi che il sabato dell’attacco, nonostante la crisi, hanno lavorato rigorosamente dalle 16 alle 22. Ma c’è dell’altro!
Non credete che sia finita qui, purtroppo. Prima Antonio Tajani in conferenza stampa parla del fatto che l’Oman stesse per chiudere i confini ai non omaniti, poi smentito dai principali attori nel settore del turismo e trasporti in loco, più rapidi della Farnesina, evidentemente, nel raccogliere e diffondere informazioni pubblicamente. Ma non pensate che sia finita qui. Chi, dopo interminabili attese, è finalmente riuscito a contattare il consolato di Dubai riferisce che di voli per l’Italia non ce ne sono, anche se il resto d’Europa ha ripreso a volare. Sono partiti voli per Londra, Francoforte e Parigi, ma la povera Italia, fanalino di coda dell’Occidente, nulla. Tra l’altro, ieri sera sono rientrati a Linate con un charter dall’Oman 127 cittadini italiani inclusa la famiglia del ministro della Difesa Guido Crosetto. Questo recupero di cittadini italiani è organizzato dalla Farnesina, che stabilisce quali siano le priorità e certamente riportare a casa gli studenti abbandonati e la famiglia del ministro della Difesa ha priorità in quanto questione di sicurezza nazionale (siamo seri e non sarcastici e già il fatto che vada specificato rende l’idea di quanto sia tragica e grottesca questa situazione).
Comprensibile, però, l’indignazione di chi invece rimane trincerato negli hotel, aspettando con ansia informazioni da consolati e ambasciata che da giorni ripetono le stesse informazioni che già tutti conoscono, coadiuvati dalle profonde raccomandazioni di Antonio Tajani sull’opportunità di affacciarsi dalle finestre degli hotel qualora da quelle parti capitasse in gita solitaria qualche innocuo drone iraniano. Droni che Teheran starebbe per inviare in massa nei cieli degli Emirati Arabi per saturarne le difese aeree, la cui autonomia è stimata da Bloomberg a circa una settimana, per poi iniziare ad attaccare con missili balistici le principali città e in particolare Dubai.