Barbara Alberti, ospite a La vita in diretta su Rai1, si è espressa in merito alle polemiche femministe rivolte alla canzone vincitrice del Festival di Sanremo, Per sempre sì, ritenuta un manifesto di patriarcato nonché presupposto di violenza sulle donne.
Alberti, durante la trasmissione, ha affermato: “Se il femminismo è questo, torniamo al maschilismo che è meglio. C’è troppo moralismo, son fatti suoi quello a cui crede. Chiunque ha il diritto di cantare, anche stupidaggini, se gli va. Siamo diventati tutti pubblici ministeri oggi, che cavolo”.
Per sempre sì di Sal Da Vinci è stata molto criticata dalle femministe. Cosa ne pensa?
Questa battaglia è stupida e questo atteggiamento profondamente reazionario. Siamo diventati un popolo di scandalizzati.
Sanremo non è mica un saggio politico. Sal Da Vinci ha fatto una canzone all’antica sull’amore per sempre, che d’altronde è l’illusione di ogni amore. Mi è sembrata una brutta canzone innocente. Una canzone pompieristica però anche affascinante, molto cantabile. Ma davvero le femministe pensano a criticare Sanremo? Mi sembra frivolo.
C’è una differenza tra patriarcato e maschilismo?
Non farei tutte queste distinzioni di lana caprina. Penso solo una cosa, che c’hanno fregato. Nel senso che eravamo molto più libere ai miei tempi, in cui esisteva un femminismo perché avevamo il tempo di vederci. Adesso abbiamo dato tutto il nostro tempo. Il tempo della donna è colonizzato dalla mattina alla sera. Non parliamo poi di chi decide di fare un figlio! Ai miei tempi c’erano i nonni; adesso nonni e bisnonni siamo noi e non ci leviamo mai dai piedi. In Italia ci sono 5 vecchi per ogni bambino: è una situazione di allarme totale. Adesso le donne ci devono pensare molto bene prima di fare un figlio, è un lusso pazzesco: o hai i vecchi in casa o il tuo stipendio lo dai alla baby sitter. Infatti certe donne che fanno figli lasciano il lavoro perché non conviene.
Cosa dovrebbe fare il femminismo di oggi?
Mettere lo Stato di fronte alle proprie responsabilità. La grande “chiappata” (ndr “trovata” in romanesco) che abbiamo preso è che prima ci mantenevano, adesso facciamo tutto. È tutto sulle nostre spalle. Quante mani ha una donna? In una ha il biberon, nell’altra il lavoro. C’è un termine oggi che è multitasking che vuol dire “sfruttato all’osso”. Oltretutto c'è uno Stato che sta riducendo la popolazione a una popolazione di vecchi e tu non faciliti le donne? In Svizzera, in Francia ti mandano la baby sitter a casa. Nel frattempo il femminismo moderno non fa che scandalizzarsi, bisognerebbe agire più che scandalizzarsi. Io sono scandalizzata dalla inattività. Ma chi sono le femministe? Dove stanno? Che fanno? Un maschio può fare lo studioso e avere una famiglia, una donna no. Mia figlia si è dedicata allo studio ed è una single perché ha dovuto scegliere. Ci hanno emancipato per sfruttarci meglio. Il femminismo è stato frantumato dall’occupazione delle donne. La prima cosa che dovrebbero fare le femministe è incoraggiare e aiutare le giovani madri: una donna non deve scegliere tra lavoro e figli. Paradossalmente le nuove femministe disprezzano le madri “perché si piegano al patriarcato”: una stupidaggine. Io come donna devo essere libera di fare un figlio oppure di non farlo. Su questo punto non c’è distinzione tra politica di destra e politica di sinistra, anzi io speravo un po’ nei fasci (ride) e invece anche loro sono sordi alle loro istanze storiche. Destra e Sinistra unite in questa indifferenza totale nei confronti della problematica. Tra l’altro siamo ancora pagati meno degli uomini nel lavoro, una battaglia per volta. L'emancipazione della donna è risultata una fregatura.
E gli uomini come stanno reagendo a questa “emancipazione femminile”?
Con il delitto d’onore che è rimasto quello antico. Dopo migliaia e migliaia di vittime c’è voluta Giulia Cecchettin per dare un ergastolo. Quando si ammazza per categoria, la legge deve intervenire, a prescindere dal rumore mediatico. Dopo tante vittime bisogna mettere l’ergastolo fisso. Quanto ci vuole prima che un magistrato lo capisca? Non si pretende certo la pena di morte che è scandalosa perché lo Stato non può macchiarsi dello stesso delitto per il quale sta punendo, ma l’ergastolo va garantito. Parolisi, così come altri uomini che hanno commesso femminicidi, una volta che hanno ammazzato diventano degli angeli, detenuti modello perché si sono sfogati. Dopo aver esercitato il superomismo si beccano pure i premi e gli sconti di pena perché diventano buoni e ricevono anche una buona accoglienza mediatica. Le femministe venissero fuori quando ad assassini e maltrattatori di donne vengono date pene ridicole. Sembra che gli interessi più la chiacchiera, non vedo nessun provvedimento o battaglia condivisibile. Ci siamo lasciate distruggere.