Vi ricordate il video dell’allora sindaco Nardella che corre verso i quattro vandali ambientalisti che stavano imbrattando con la vernice Palazzo Vecchio in pieno centro a Firenze? E vi ricordate che nel periodo di massimo trend di questa azione da mentecatti si diceva che le azioni erano dimostrative, dal momento che la vernice era lavabile? Bene, pare proprio che la vernice non sia così innocua come si pensava, soprattutto se la usi per sporcare delle pietre messe lì settecento anni fa. Per risolvere il problema, pare, serviranno interventi aggiuntivi e un investimento di 100 mila euro. E potrebbero non bastare.
E sapete qual è stato il risultato? Che tutti odiano ancora di più questi ragazzetti, che nessuno è stato sensibilizzando sulla crisi climatica e che niente, di concreto, è stato fatto da quel momento a oggi grazie a queste pagliacciate. Il vero problema è che abbiamo trasformato la disobbedienza civile e l’attivismo in performance per l’autocompiacimento. Ora, quei vanesi ed egoriferiti che sono andati in giro a farsi belli mentre imbrattavano opere d’arte che non comprendono in nome di una causa che non sono in grado di rappresentare, dovranno pagare bei soldi e alcuni di loro, stando alla legge Meloni, potrebbero persino finire in carcere. A che pro? Qual è l’approccio scientifico a questa cosa? Cosa avevano pensato di fare? Di cambiare il mondo distruggendo ciò che di buono l’uomo ha fatto?
La verità è che dietro molte battaglie per il cambiamento climatico (che, diciamolo chiaramente, è un problema serio e grave), c’è sostanzialmente un’ideologia misatropa, alimentata spesso e volentieri da altre teoria antiumane (e disumane), dall’antinatalismo (cioè la teoria secondo cui sarebbe meglio non nascere e dunque sarebbe meglio estinguersi) all’anticapitalismo radicale (secondo cui dovremmo rinunciare al modello economico che ha fatto crollare la povertà, la violenza e ha aumentato aspettativa di vita, progresso, eccetera eccetera). Non fa strano, allora, che odino l'arte e ciò che di bello abbiamo nella società, odiando, loro, la società stessa. E la cosa più triste è che tutto questo è fatto in modo talmente performativo, talmente tragicomico, da risultare poco più di una recita. Il problema, però, è che questa pantomima inizia a costare bei soldi, soldi che questi attivisti non vogliono pagare e che vorrebbero fossero altri a pagare per loro, per esempio con delle collette e raccolte fondi. Non mi sembra esista immagine migliore di cosa voglia dire essere immaturi, incoscienti e antisociali che non fare gli eroi e i martiri, ma con i soldi degli altri.