Classe 1996, una vita dedicata alla politica e sempre in lotta contro le ingiustizie di ogni natura: così si potrebbe descrivere la figura di Paolo Romano. Ma nonostante la giovane età è stato anche membro della Global Sumud Flotilla, esperienza che continua a raccontare e divulgare per non far spegnere la luce sulla questione palestinese. Una questione vitale per lui. Abbiamo discusso di diversi temi, dall’Italia all’Europa, fino alle primarie e alla discussione sul woke, ed è apparsa chiara una caratteristica che si vede in molti politici della nuova guardia: non hanno paura di schierarsi e dire come la pensano in maniera netta. Rifuggono il cerchiobottismo. E forse le attuali classi dirigenti avrebbero qualcosa da imparare.
Il governo Meloni è diventato l’esecutivo più longevo della storia repubblicana, superando i 1409 giorni effettivi in carica del governo Berlusconi II. Qual è il suo bilancio?
Quanti giorni sei al governo non è un merito, il merito sta in quello che fai. Giorgia Meloni e la sua coalizione hanno ristretto la sanità pubblica, reso più precario il lavoro, collaborato ai crimini di Netanyahu durante il genocidio in corso a Gaza, ritardato la transizione rinnovabile, messo in atto 19 condoni a favore dei soliti noti e reso celebre il governo per inchieste, dimissioni, scarpe in testa (Sangiuliano, ndr) e presunti rapporti con condannati con aggravante mafiosa di suoi uomini (Delmastro, ndr). Infine hanno regalato il nostro futuro alla guerra, promettendo a Donald Trump di aumentare di 67 miliardi la spesa militare annua. Avete idea di quanti sono 67 miliardi? Per capirci, rendere gratuiti tutti i bus, le metropolitane e i treni regionali di Italia oggi costerebbe 10 miliardi. Un palmares di fallimenti che culmina con l'incapacità di sostenere i salari a sufficienza di fronte all'aumento del costo della spesa, dei carburanti, delle bollette e della vita: insomma, gli italiani sono più poveri. L'opposizione ha fatto proposte chiarissime: salario minimo per portare fuori dalla povertà 5 milioni di lavoratori sfruttati, accise mobili per gestire il caro carburanti, investimenti in rinnovabili veloci per abbassare le bollette. Il Governo ha respinto tutto in modo ideologico.
Armi all'Ucraina, nucleare, Renzi, patrimoniale, primarie: il campo largo è una baraonda. Vede possibile la convivenza e la scrittura di un programma condiviso, in un contesto formato da anime politiche che la pensano in maniera differente su così tanti temi?
È facile partire da ciò che è ancora in discussione, partiamo da ciò che ci unisce. Priorità alla sanità pubblica e stop dei favori a quella privata. Salario minimo orario, cancellazione degli stage gratuiti, vero strumento di vessazione della mia generazione. Investimenti in rinnovabili e comunità energetiche per ridurre il costo dell'energia e contrastare il cambiamento climatico. Difesa del diritto all'aborto e dei diritti della comunità LGBTQIA+. Potenziamento del trasporto pubblico locale, cancellazione dei condoni e degli sconti fiscali ai più ricchi. Sostegno alla Palestina, alla diplomazia e non alla guerra come strumento di risoluzione dei conflitti internazionali. Poi certo, io sono per la patrimoniale per i multimilionari, altri no. Ma sarà facile convincerli di fronte ai dati: un multimilionario in Italia paga meno tasse in percentuale di un operaio. È normale? No. Siamo tutti a difesa dell'Ucraina, con sfumature diverse, ma anche nel centrodestra questo tema è divisivo: Salvini ci disse che preferiva Putin a Mattarella e continua a difenderlo. Insomma, penso sia ingiusto raccontare solo ciò che ci divide (che c'è, se no saremmo un unico partito) piuttosto che su ciò che ci unisce.
Si è parlato molto nei mesi scorsi di Silvia Salis come possibile leader alternativa del campo largo, che ne pensa? Le piace?
Silvia Salis sta facendo, da quel che mi dicono amici genovesi, un ottimo lavoro come sindaca. Ha iniziato da meno di 2 anni. Eviterei di tirare in causa sindaci neo-eletti in questo dibattito: si facciano le primarie, io sosterrò Elly Schlein.
A distanza di diversi anni torna la mina vagante Renzi, tentando di accasarsi in una coalizione in cui dovrà convivere con il partito che aveva abbandonato e in qualche modo diviso. Il nuovo Pd a guida Schlein non vede più quasi nessun noto riformista del passato (da Marattin a Picierno se ne sono andati via tutti). Il suo giudizio su questo? Renzi porta o fa perdere voti?
È normale in coalizione potersi ritrovare con chi ha idee diverse ma nello stesso campo. Renzi è Renzi, sappiamo che è divisivo e sinceramente molte sue posizioni su Israele-Palestina e sul mondo del lavoro mi mettono in difficoltà perché sono lontane dalle mie. Ma se accetta di aderire a un programma comune e su quel programma si impegna, può essere un pezzo di una grande coalizione. Sui tanti eletti con la fatica dei militanti Pd, come Pina Picierno, stendo un velo pietoso. Prima prendono i voti grazie alla comunità del PD e poi scappano a fondare partiti inesistenti per puro personalismo.
C'è stato un dibattito sul “woke”, tra chi sostiene che non se ne debba parlare più e chi ritiene sia ancora importante. A innescarlo è stato Conte, che ha fatto la parte del vecchio sindacalista di sinistra. Non ha un po' rubato il lavoro a Elly Schlein?
Chi ha fatto un governo con Salvini non penso possa avere l'egida della sinistra. Il woke in Italia non esiste: nessuno ha mai proposto di abbattere statue, di riscrivere storie o altro. Esiste un fatto invece: sui diritti siamo incredibilmente indietro. Sia civili che sociali. E quando una persona sta male, la sinistra deve esserci: davanti alle fabbriche certo, ma anche a fianco all'uomo pestato da 30 ragazzi poche settimane fa in Sardegna perché omosessuale. Con chi non riesce a pagare le bollette, e con una donna che non può abortire perché la Meloni sostiene le associazioni antiabortiste nei consultori. Nella lotta per la sicurezza sul lavoro e nella lotta affinché una ragazza torni a casa la sera senza paura di essere fischiata, molestata o ricevere commenti da balordi che la infastidiscono. Questo sarebbe woke? A me pare buon senso.
Il Pd delle origini nasceva come forza moderata e riformista. Cosa ne pensa delle “gaffe” dei Giovani Democratici tra Napoli e Pesaro, tra pugni chiusi, canti popolari folkloristici ed elogi a Fidel per il centenario dalla nascita?
Ma chi lo ha mai detto che il Pd nasce come forza moderata? Nasce come forza riformatrice che vuole cambiare l'Italia a favore delle persone normali e più in difficoltà. Il Pci, che è stato un partito che ha cambiato in meglio la vita di milioni di persone con le sue battaglie, è parte delle anime confluite del Pd, perché mai un pugno chiuso dovrebbe essere una “gaffe”? Non mi vergogno delle radici del comunismo italiano che era democratico, antifascista e stava dalla parte dei lavoratori. Purtroppo invece Fdi non può dire lo stesso dei valori della fiamma che porta nel simbolo. Perché appartiene ai principi del fascismo, gli stessi principi a cui alcuni militanti si rifanno platealmente come dimostrato da numerose inchieste.
Una delle grandi sfide elettorali del 2027, oltre alle elezioni nazionali, è Milano. Come giudica le sortite di chi vorrebbe imporre candidati senza passare dalle primarie? Il modus operandi di Lorenzo Pacini, candidato dell'ala radicale del Pd, la convince? Può essere la strada giusta per Milano?
A Milano dobbiamo cambiare passo su tre elementi prioritari: il contrasto al carovita, la casa e la resilienza climatica. Purtroppo la città è sotto attacco: sapevate che il Governo Meloni ha tagliato centinaia di milioni di euro al Comune, in più leggi di bilancio? Senza quei soldi è difficile affrontare molti problemi. Ma bisogna battagliare, estrarre più risorse dal privato tramite l'aumento degli oneri di urbanizzazione e investirle in case a costi accessibili, impianti solari per le scuole collegati a climatizzatori, più verde urbano e ciclabili. Sulle primarie non commento ancora i candidati ma dico questo: servono e saranno belle per la città. Facciamole in modo sano, costruttivo, sulle idee, non sulle ambizioni personali.
Un'ondata nera si sta abbattendo sull'Europa: AfD al 44% in Sassonia, il successo di Vannacci in Italia, Vox in costante crescita in Spagna, l’ascesa di Farage in Inghilterra e il Rassemblement National favorito per la corsa all'Eliseo. È una normale virata a destra degli europei o un campanello d'allarme? Quante responsabilità hanno i partiti tradizionali europei?
È un allarme chiaro: la politica attuale non garantisce una vita dignitosa alle persone e le persone si rifugiano in un voto di protesta e che promette sicurezza, anche se è legato ad un passato dittatoriale ed omicida come il nazifascismo. Non si può rispondere solo con l'indignazione: servono fatti concreti a favore delle persone normali. Recuperare la lotta per i salari e la casa, ma anche dire che la sicurezza è un tema di sinistra: chi è già ricco ha più mezzi per stare sereno, le persone normali vanno fatte sentire sicure.
Considerando il suo impegno con la Global Sumud Flotilla e le battaglie per Gaza, le chiedo una riflessione su due temi recenti: da un lato lo scoop di Haaretz sugli avvertimenti ricevuti da Netanyahu in merito all'attacco del 7 ottobre 2023; dall'altro le forti tensioni intorno al Ddl antisemitismo, diviso tra chi lo sostiene come strumento necessario contro gli stereotipi d'odio e chi teme possa trasformarsi in una clava per silenziare le critiche al governo israeliano.
Che Netanyahu sapesse tutto era chiaro da tempo. Come si sa che, da sue affermazioni, ha sempre sostenuto l'esistenza di Hamas che divideva i palestinesi in due e veniva usata per farli sembrare tutti terroristi. È lui il terrorista, assassino e genocida. Il popolo palestinese ha diritto a giustizia dopo 70 anni di apartheid, ha diritto ad uno Stato, ad un processo internazionale per genocidio contro chi li stermina, al disarmo di Israele. E anche chi in Israele combatte contro questa disumanizzazione ha diritto ad una pagina nuova: la repressione interna è fortissima, chiunque solidarizzi con il popolo palestinese viene arrestato e picchiato nelle piazze. Il Ddl antisemitismo scritto così è una porcata: toglie la parola alle persone, rende un reato criticare Israele e le sue azioni. Mi fa schifo che usino un tema così importante, cioè il contrasto all'antisemitismo che è, per un europeo conscio del ‘900 e degli orrori dell'Olocausto, la discriminazione più inaccettabile di tutte, per proteggere il loro amico Netanyahu e i loro interessi.