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10 settembre 2026

Da Marchionne a Filosa, l’eredità di François in Fiat

  • di Andrea Muratore Andrea Muratore

10 settembre 2026

Da Marchionne a Filosa, Olivier François lascia la guida di Fiat dopo oltre 20 anni nel gruppo. Dalla Lancia alla Chrysler, fino alla 500 e alla Grande Panda: quale eredità consegna al nuovo corso Stellantis?

Foto: Ansa

Da Marchionne a Filosa, l’eredità di François in Fiat

Ci sono manager che attraversano stagioni e altri che contribuiscono a segnare epoche. A suo modo, Olivier François riunisce in sé entrambi i ruoli. L’ormai uscente CEO di Fiat si prepara a lasciare la carica dopo 15 anni e dopo oltre vent’anni di carriera nel mondo Fiat/Fca/Stellantis proseguirà nel gruppo Stellantis con un ruolo di advisor strategico. Lo sostituirà Arnaud Belloni, che François affiancherà fino a ottobre. Classe 1961, il manager francese nato a Parigi 65 anni fa, alumno della Sorbona e di Sciences Po, è entrato in una Fiat ancora casa automobilistica a sé che cercava di capire se per la creatura della Famiglia Agnelli ci fosse ancora un posto nel mercato mondiale del settore e lascia da Ceo un marchio che il recente piano industriale di Stellantis, di cui il gruppo torinese è parte dal 2021, ha individuato tra i quattro trainanti su scala globale per il piano industriale al 2030.

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Sergio Marchionne Foto Ansa

FaSTLAne 2030 indica proprio il brand torinese assieme a Jeep, Ram e Peugeot i quattro cavalli di razza per il rilancio di Stellantis nella gestione di Antonio Filosa. Fiat ha un posizionamento ibrido su più segmenti che rappresentano una nicchia di competitività, portato dell’era François: Nuova 500, 600, Grande Panda hanno segnato passaggi industriali e produttivi in un contesto che, come ricorda Motor1, ha visto il manager agire "tra prodotto e pubblicità", in un contesto in cui "ha spesso usato le automobili come protagoniste di racconti più grandi del prodotto", anche per i diversi volti noti coinvolti tra spot e pubblicità varie. L’obiettivo: garantire a Fiat un posto nel mondo. Industria, marketing, creatività: nelle grandi strutture come i conglomerati dell’auto la guida di un brand e di un marchio trainante è una sovrapposizione di molti fattori. Bisogna garantire la tenuta produttiva delle auto del marchio (o dei marchi) negli stabilimenti della casa-madre, gestire il posizionamento delle vetture nei mercati di riferimento, trovare nuovi strumenti di promozione. Stratega del marketing e della comunicazione, come aveva già dimostrato in America con Chrysler, l’ex manager di Citroen Italia entrato in Fiat nel 2005 ha confermato anche a Torino questa sua impronta. Da Sergio Marchionne, che lo chiamò per gestire Lancia nel 2005 e gli affidò poi la gestione di Chrysler nel 2009-2011 a Antonio Filosa, sono passate, come detto, molte ere industriali e due epoche: l’ingresso di Fiat in Fca (Fiat-Chrysler Automobiles) dopo la fusione prima e l’aggregazione in Stellantis nel 2021 poi. François, che ha ricoperto a lungo anche la carica di capo del marketing di Fca, lascia una Fiat che, nel quadro di un contesto automobilistico complesso su scala globale, trova spazi d’azione non secondari. TopSpeedBlog ricorda che "Fiat è il primo marchio di Stellantis e cresce di oltre il 20 per cento", aggiungendo che il manager uscente "rivendica il ritorno della famiglia 500 a Mirafiori, il nuovo investimento sulla Panda a Pomigliano e soprattutto una scelta che considera politica oltre che industriale: rimettere l’Italia e gli italiani al centro delle decisioni del marchio". Fiat, oltre che in Italia, è leader di mercato in Brasile, Algeria e Turchia. E in particolare il gigante sudamericano ha un peso specifico notevole nell’economia del gruppo: nei primi otto mesi del 2026 sono state vendute in Brasile 368mila vetture, e oltre i due quinti delle vendite totali di Fiat nel mondo sono imputabili a questo importante Stato. Fiat è leader in Brasile da oltre vent’anni, e aver difeso questo posizionamento anche negli ultimi anni ora la sfida sarà quella di gestire la crescente concorrenza cinese.

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Antonio Filosa Foto Ansa

A luglio François, al fianco di Filosa e John Elkann, ha celebrato in una delle ultime uscite pubbliche da Ceo di Fiat i 50 anni della presenza in Brasile, Paese che con il successo commerciale dei marchi Fiat, compresi quelli dedicati all’America Latina, rende il gruppo un attore globale in Stellantis e parte di un sistema a cui lo stesso Ceo di Stellantis ha, in passato, associato la sua professionalità, prima come direttore dello stabilimento di Betim e poi come Capo delle Operazioni per il Sudamerica di Fca. Una direzione regionale a cui Filosa ha visto succedersi la guida di Jeep prima e l’ascesa a Ceo in luogo di Carlos Tavares poi. E ora arriva, dopo il piano industriale, la prima importante ristrutturazione del gruppo, che proprio nella direzione di una ridefinizione in senso geografico della mappa delle responsabilità si starebbe indirizzando. Secondo la sempre ben informata testata torinese "Lo Spiffero", "nella Stellantis di Tavares i grandi marchi avevano propri amministratori delegati globali dotati di notevole autonomia e di un rapporto molto ravvicinato con il vertice. Nel nuovo schema il baricentro si sposta invece sulle regioni e sulle responsabilità operative". Inoltre, per la testata diretta da Bruno Babando è significativo che "con François finisce dunque qualcosa che va oltre un organigramma. La generazione cresciuta con Marchionne aveva costruito molto del proprio potere sulla forza autonoma dei marchi, sulla narrazione e sulla capacità di trasformare ogni modello in una storia”, mentre oggi la partita da vincere è quella delle economie di scala e della ricerca di una leva strategica per competere in un comparto auto in ristrutturazione e in cui Stellantis e molte altre case stanno cercando una via per restare competitivi. Investimenti, strategie, proiezioni e ricerca di mercati chiari di riferimento saranno al centro della futura visione industriale di Stellantis. In tal senso, a François va riconosciuto il risultato di aver contribuito a rafforzare il percorso che ha portato la Fiat pienamente nel Duemila e aver caratterizzato il brand e il marchio in un contesto competitivo nel quadro di Fca e, soprattutto, Stellantis. A tal proposito la decisione del piano FaSTLAne di inserire Fiat nella strategia per la Stellantis di domani che prevede che i quattro produttori del gruppo di punta assorbiranno il 70% degli investimenti in marchi e prodotti è anche un riconoscimento al fatto che, nel secondo quarto del XXI secolo, per il produttore automobilistico torinese un posto nel mondo è destinato a esserci ancora a lungo, a prescindere dalle buriane del mercato. E questo è forse il fatto più importante destinato a segnare l’eredità di François.

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